La novantottesima edizione degli Academy Award in diretta dal Dolby Theater di Los Angeles. Vincerà Una battaglia dopo l’altra, la commedia d’azione politica di Paul Thomas Anderson, o Sinners – I peccatori, l’horror antirazzista di Ryan Coogler?
ecco chi può vincere gli Oscar negli Usa in guerra
Ecco chi può vincere negli Stati Uniti in guerra l’Oscar: il peso della politica sul cinema


La cerimonia condotta da Conan O’Brien sta per iniziare, intanto sul tappeto rosso sfilano le star da Jessie Buckley a Demi Moore. Misure di sicurezza particolarmente alte per la situazione internazionale con tanto di zona rossa mentre le proteste contro la polizia anti immigrazione sono fuori e dentro il teatro di Hollywood.
Réunion di “Le amiche della sposa” per premiare la colonna sonora: “Sinners”
A 15 anni de Le amiche della sposa una réunion delle cinque attrici protagoniste: Kristen Wiig, Maya Rudolph, Rose Byrne, Ellie Kemper, Melissa McCarthy. Che sul palco consegnano l’Oscar alla miglior colonna sonora a Sinners e a Ludwig Goransson (è il suo terzo Oscar).
Miglior cortometraggio doc: “All the empty rooms” e Miglior doc: “Mr nobody against Putin”
Jimmy Kimmel sale sul palco per premiare il miglior corto documentario e dice: “Alcuni paesi al mondo non hanno la libertà di parola. Io non ho la libertà di dire quali, limitiamoci alla Corea del Nord e alla CBS” scherza con chiaro riferimento a Trump e alla sospensione di qualche mese fa del suo programma. L’Oscar è stato vinto da All the Empty Rooms, un corto che denuncia le sparatorie nelle scuole.
Il documentario vincitore è Mr nobody against Putin. “Il nostro film parla di come si perde il proprio paese, si perde attraverso mille piccoli gesti di complicità. Se il governo uccide le persone nelle nostre città, se prende il controllo dei media”. L’attore protagonista ha chiesto la fine delle guerre. Il film racconta l’indottrinamento che subiscono gli scolari russi per essere trasformati in perfetti patrioti e futuri soldati,
Oscar per gli effetti visivi: Avatar: fuoco e cenere
L’Oscar per i migliori effetti visivi è stato assegnato a Avatar: fuoco e cenere. I creatori, Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett hanno detto: “Hanno collaborato più di 2200 persone agli effetti” e ricordato John Landau e ringraziato James Cameron.
Oscar per la miglior scenografia: “Frankenstein”
Pedro Pascal e Sigourney Weaver hanno consegnato l’Oscar per la miglior scenografia a Tamara Deverell e Shane Vieu per Frankenstein.
Barbra Streisand canta per l’amico Robert Redford “The way we were” e commuove la platea
Tra i cineasti che ci hanno lasciato quest’anno sono stati ricordati anche Claudia Cardinale, Catherine O’Hara, Giorgio Armani e Diane Keaton. Poi Robert Duvall, Val Kilmer e Robert Redford. Sul palco è salita Barbra Streisand e ha detto: “Dopo aver letto la prima sceneggiatura di Come eravamo pensavo che solo un uomo potesse essere il protagonista ed era Robert Redford ma lui lo ha rifiutato perché – sosteneva – il personaggio non aveva spina dorsale. Tanti rimaneggiamenti dopo, ha accettato. Ci siamo divertiti tanto assieme, una classica storia d’amore ma anche una storia oscura di quando ci si spiava a vicenda e la fiducia reciproca era messa in crisi. Lui parlava apertamente a sostengo dell’ambiente, della libertà di stampa, in sostegno dei giovani talenti, era attento e coraggioso. Mi piaceva chiamarlo il mio cowboy intellettuale. Mi manca più che mai, gli piaceva prendermi in giro… ma il modo in cui mi chiamava “Babs” mi faceva ridere. Al telefono parlavamo delle solite cose: politica, arte e prima di lasciarmi mi ha detto ‘ti voglio bene e te ne vorrò sempre’. E nell’ultimo biglietto che gli ho scritto: anche io te ne voglio e l’ho firmato: Babs”.
Billy Crystal racconta l’amico Bob Reiner: “Ci siamo divertiti”
Billy Crystal sul palco per ricordare l’amico Rob Reiner: “L’ho incontrato nel ’75 e sul set mi disse sarebbe bello continuare a essere amici, così è stato. Rob era un grande narratore di storie”, E a quel punto parte un viaggio attraversoi suoi film Questi film dureranno per sempre ci fanno ridere, piangere, ci ricordano di essere migliori, più umani. Inarrestabile”. Ha ricordato anche la moglie Michelle Singer. “Rob e Michelle sono diventati la forza negli Stati Uniti della qualità e la loro perdita non è misurabile, quante volte Rob mi ha detto quanto fosse importante che il suo lavoro fosse apprezzato da voi. Ci siamo divertiti tanto insieme, amico mio”. A quel punto una tenda si è sollevata e un gruppo enorme di attori si è unito a lui: Meg Ryan, Demi Moore, John Cusack, Kathy Bates tra gli altri.
L’Oscar per la miglior sceneggiatura originale a “Sinners”
L’Oscar per la miglior sceneggiatura a Ryan Coogler per Sinners. “Sono nervosissimo. Vengo dalla California, siamo logorroici. Un onore essere qui grazie ad aver pensato al nostro film uscito un anno fa. Grazie a tutto il cast e troupe, alzatevi in piedi, siete tutti vincitori. Ho i migliori genitori del mondo, grazie a chi mi ha dato fiducia e ai miei figli. Scusate se non sono sempre con voi. La memoria è quello di più caro che abbiamo”.
L’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale: “Una battaglia dopo l’altra”
L’Oscar per il miglior adattamento è stato assegnato a Una battaglia dopo l’altra. Paul Thomas Anderson alla sua quattordicesima nomination vince il suo primo Oscar. Applaudito dal cast e dalla moglie, il regista ha detto: “È un onore far parte di questa storia, grande ammirazione per Thomas Pynchon ogni scrittore sa che si ringrazia la propria famiglia, stare con uno scrittore e sceneggiatore… Maya. Ho scritto questo film per i miei figli mi spiace per il gran casino che lasciamo nel mondo ma un incoraggiamento sarete voi a portarci un po’ di buon senso”. Maya è l’attrice Maya Rudolph, moglie del regista e madre dei suoi quattro film.
L’Oscar per il miglior attore non protagonista: Sean Penn ma lui non c’è
Kieran Kulkin, che lo ha vinto lo scorso anno, ha premiato il miglior attore non protagonista. L’Oscar è andato a Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra. “Non ha potuto o non ha voluto essere qui con noi per cui lo accetterò io per lui” ha detto Kulkin. Sean Penn ha vinto con il suo ruolo di colonnello senza scrupoli e regole nel film di Paul Thomas Anderson. Per l’attore è il terzo Oscar dopo Mystic River e Milk.
L’Oscar per il miglior corto live action è a pari merito: “The singers” e “Two people exchanging saliva”
Per l’Oscar per il miglior corto live action un pari merito. I cortometraggi premiati sono The singers e Two people exchanging saliva.
L’Oscar per il casting va a Cassandra Kulukundis per “Una battaglia dopo l’altra”
Per la prima volta nella storia degli Oscar ecco l’Oscar per il miglior casting. Sul palco Paul Mescal per Hamnet, Gwyneth Paltrow per Marty Supreme, Wagner Moura per L’agente segreto, Chase Infiniti per Una battaglia dopo l’altra e Delroy Lindo per Sinners. E l’Oscar viene assegnato a Una battaglia dopo l’altra e a Cassandra Kulukundis. “Grazie all’Academy per questa nuova categoria. Voglio dedicare il premio al mio cast, a quelli che non hanno visto il proprio nome sui titoli di coda e non sono mai venuti qui”.
L’Oscar per il trucco e parrucco: “Frankenstein”
Anne Wintour che continua a chiamare Hathaway “Emily” come ne Il diavolo veste Prada annuncia l’Oscar per il trucco e parrucco che va, anche questo, a Frankenstein. I truccatori hanno ringraziato Jacob Elordi per le 11 ore di trucco a cui si è sottoposto e a Del Toro: “Il tuo sogno di riportare in vita Frankenstein è diventato il nostro”.
L’Oscar ai costumi: “Frankenstein”
Anna Wintour e Anne Hathaway sulle note di Vogue di Madonna premiano l’Oscar per i migliori costumi che va a Frankenstein con la costumista Kate Hawley. “Un privilegio essere qui per tutti quelli che cuciono, tessono, creano. Voglio condividere il premio con il mio regista Guillermo Del Toro, la mia famiglia e tutti quelli che ci hanno sopportato. Eternamente grata”.
Platea in piedi per “I lied to you” performance live per “Sinners”
Tutti in piedi per la performance musicale di I lied to you, la canzone di Sinners – I peccatori candidati agli Oscar. Musicisti e ballerini al Dolby Theater per un numero musicale riuscitissimo omaggio all’horror di Ryan Coogler.
L’Oscar al miglior film d’animazione a “Kpop demon hunters”
Il miglior cartoon del 2025 è stato giudicato, come da previsioni, Kpop demon hunters, il film americano che racconta il pop coreano con la storia di tre cantanti che in realtà sono cacciatrici di demoni. La sceneggiatrice Maggie Kang: “Mi spiace che ci abbiamo voluto così tanto per fare questo film, le prossime generazioni potranno continuare. Questo premio è per la Corea”. L’Oscar per il miglior corto animato è andato a La ragazza che piangeva perle.
L’Oscar alla miglior attrice non protagonista a Amy Madigan
Zoe Saldana ha premiato la miglior attrice non protagonista. Prima sorpresa agli Oscar, la statuetta va a Amy Madigan per l’horror Weapons che ha accolto il premio con una gran risata: “Tutti mi chiedevano che succede sono 40 anni (la prima nomination era arrivata nel 1986), ecco la statuetta che fa la differenza. Ieri mentre mi depilavo le gambe sotto la doccia e pensavo a cosa dire. Non citare tutti i nomi che nessuno sa chi sono, ma ci sono persone che contano per me. Devo ringraziare lo sceneggiatore che ho preso per il colletto qualche volta, tante persone si sono prese cura di me perché ve ne rendete conto che sono un po’ fuori. Come mi tremano le gambe, Devo ringraziare mio marito, mia figlia e tutti i cani. Il mio amato Ed da sempre siamo insieme”. L’attrice, 75 anni, è sposata con Ed Harris.
Conan O’Brien: “Un messaggio di ottimismo da 31 paesi diversi”
Dopo il monologo comico un momento più serio: “Tutti sanno che è un’epoca caotica in un momento come questo credo che gli Oscar siano particolarmente importanti. Sono rappresentati 31 paesi 6 continenti e ogni film è il prodotto del lavoro di tantissime persone che parlano lingue diverse. Celebriamo il cinema ma anche la collaborazione e la resilienza e la qualità più grande oggi: l’ottimismo. Celebriamo non perché tutto va bene ma perché lavoriamo e speriamo per il meglio”.
Conan O’Brien scherza con Chalamet e Sarandos: “La sicurezza è alta per attacchi da opera e balletto”
Entrando in scena con parrucca rossa e occhiali, il conduttore Conan O’Brien si è fatto largo in tutti i film candidati al miglior film agli Oscar di stasera.
Lo show va in scena al Dolby Theatre di los Angeles. O’Brien è entrato in scena inseguito da una masnada di bambini come in Weapons, uno dei dieci film candidati e con la parrucca di Amy Madigan. “Sono l’ultimo conduttore umano il prossimo anno ci sarà un robot con uno smoking, l’anno scorso è andato bene e Los Angeles ha preso fuoco per l’entusiasmo. La sicurezza è particolarmente rigida attacchi possibili sia dal mondo dell’opera che del balletto… peccato che non abbiano pensato al jazz (Timothée Chalamet inquadrato dalla regia). La serata sarà interessante è la prima volta che uno di Netflix sta in un teatro… (Ted Sarandos inquadrato) che strano non sono a casa sul divano stasera”. Un riferimento anche all’altra questione politica che ha animato il dibattito negli ultimi mesi. “Per la prima volta dal 2012 nessun candidato britannico, “però noi almeno arrestiamo i pedofili”… con chiaro riferimento ai file di Epstein.
Javier Bardem: “No alla guerra illegale”
Javier Bardem sul tappeto rosso con sulla giacca un messaggio chiaro: “No alla guerra”. L’attore dice: “A 23 anni dalla guerra in Iraq no alla guerra illegale”. Bardem si è sempre speso contro l’invasione di Israele in Palestina e oggi è chiaramente contro quella di Usa e Israele contro Iran indossando anche una spilletta di supporto
alla Palestina. Bardem è uno dei “presenter” della cerimonia e consegnerà un premio.
Falso poster di “Una Battaglia contro Trump” e i raid all’Iran
A una fermata dell’autobus vicino al Dolby Theatre un finto poster di Una Battaglia Dietro l’Altra è stato utilizzato in una protesta contro al guerra in Iran.
Al posto di Leonardo DiCaprio c’è Donald Trump e in un riquadro il premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un riferimento ai raid viene c’è poi un finto commento attribuito a Jeffrey Epstein che recita: “Una grande distrazione”.
Al via il tappeto rosso: c’è la favorita Jessie Buckley con un abito omaggio a Grace Kelly
Sul tappeto rosso sfilano candidati, ospiti e presenter, ovvero quegli attori e registi che saliranno sul palco del Dolby Theater per premiare i colleghi. Tra le più attese l’attrice irlandese Jessie Buckley candidata per Hamnet di Chloe Zhao che è data per favorita all’Oscar per la miglior attrice protagonista. L’attrice ha scelto uno Chanel rosso e rosa creato appositamente per lei ma ispirato a un look indossato da Grace Kelly quando presentò gli Oscar 1956.
Spillette e scritte proiettate sui muri: “Ice Out”
Le organizzazioni dietro alle spillette ‘Ice Out’ e ‘Be Good’, indossate da alcune celebrità durante la stagione dei premi per protestare contro le violenze degli agenti federali anti-immigrazione, hanno portato il loro messaggio anche nelle strade di Los Angeles alla vigilia degli Oscar, proiettando slogan sul Museo dell’Academy, sul Loews Hollywood Hotel e su altri edifici. Cineaste come la costumista polacca Malgosia Turzanska, candidata per il suo lavoro in Hamnet di Chloe Zhao e l’attrice Glennon Doyle hanno sfoggiato sul tappeto rosso spille e borsette con la scritta “Fuck ICE”.

