Segnali contrastanti sul negoziato Usa-Iran. Il presidente Donald Trump ha annunciato la ripresa dei colloqui in Pakistan, ma dopo la cattura da parte americana di un’imbarcazione iraniana che aveva tentato di passare lo stretto di Hormuz, Teheran frena e minaccia ritorsioni. Questa mattina ha attaccato con droni navi militari statunitensi nel Golfo dell’Oman. Secondo la tv Al Jazeera, potrebbe disertare l’appuntamento negoziale. La Casa Bianca: “Offriamo un accordo equo, accettino o distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”.
Trump insiste: “Iran si sbarazzi dell’arma nucleare, ha un grande potenziale”
Al centro dei negoziati di Islamabad c’è una richiesta non negoziabile, ovvero che l’Iran abbandoni l’arma nucleare. “Sbarazzatevi delle armi nucleari. E’ molto semplice”, ha insistito Donald Trump con il New York Post. L’Iran ha un grande potenziale per prosperare, “potrebbe essere davvero un paese meraviglioso”.
Trump: “Colloqui dovrebbero esserci, nessuno sta facendo giochetti”
“I colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti”. Lo ha detto Donald Trump al New York Post in merito alle trattative fra Iran e Stati Uniti. JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner “stanno andando, arriveranno nella serata di Islamabad”, ha aggiunto Trump ribadendo la sua disponibilità a incontrare la leadership iraniana qualora si presentasse l’opportunità. “Non ho alcun problema a incontrarli”, ha detto.
Trump al New York Post: “Pronto a incontrare i vertici iraniani se ci sarà una svolta”
“Pronto a incontrare i vertici iraniani se ci sarà una svolta”, ha detto il presidente americano Donald Trump al New York Post.
Vance e delegazione Usa atterrerà nelle prossime ore a Islamabad
La delegazione Usa, guidata dal vicepresidente JD Vance, atterrerà a Islamabad, in Pakistan, nelle prossime ore.
Nuovo colloquio telefonico Araghchi-Dar su tregua
I ministri degli Esteri di Iran e Pakistan, Abbas Araghchi e Muhammad Ishaq Dar, sono tornati a sentirsi oggi al telefono. A quanto riferisce l’agenzia Tasnim, hanno discusso di “sviluppi regionali e delle questioni relative al cessate il fuoco”.
Riaperti i principali aeroporti passeggeri di Teheran
L’Iran ha riaperto i suoi principali aeroporti, l’Imam Khomeini e l’aeroporto di Mehrabad, nella capitale Teheran, dopo le chiusure causate dalla guerra durata settimane con Stati Uniti e Israele. “L’autorizzazione per i voli passeggeri presso l’aeroporto internazionale Imam Khomeini e l’aeroporto di Mehrabad è stata rilasciata” a partire da lunedì, ha dichiarato l’Organizzazione per l’aviazione civile in un comunicato, secondo l’agenzia di stampa ISNA. Ha aggiunto che i voli passeggeri da 10 aeroporti in tutto l’Iran “saranno possibili anche da sabato”.
Media, nuovo round negoziale Israele-Libano giovedì
Israele e Libano terranno giovedì un secondo round di negoziati. Lo riporta l’emittente israeliana Kan 11 citando fonti diplomatiche, senza specificare il luogo dell’incontro tra le parti.
Teheran: “Colloqui con Usa? Siamo realisti”
“Realismo”. Su questo ha insistito il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, mentre si riconcorrono le notizie sul nuovo round di colloqui tra Usa e Iran che potrebbe tenersi in Pakistan. “Non siamo affatto ottimisti – ha affermato secondo quanto riporta l’agenzia iraniana Tasnim – siamo realisti”. “Il pessimismo nei confronti del nemico è sinonimo di saggezza”, ha detto, dopo aver affermato che l’Iran non ha ancora preso una decisione sul prossimo rund di negoziati.
Hezbollah: “Aoun abbandoni negoziati diretti con Israele”
Il presidente libanese Joseph Aoun dovrebbe abbandonare i negoziati diretti con Israele. Lo ha affermato un esponente del gruppo sciita filo-iraniano.
Hezbollah, vogliamo tregua continui e ritiro Idf
Hezbollah vuole che la tregua con Israele continui e che l’Idf si ritiri dal Libano meridionale. Lo ha affermato un alto esponente del gruppo sciita filo-iraniano, in un’intervista all’Afp
Trump: “Prezzi benzina giù appena la guerra finisce”
Il presidente americano Donald Trump non concorda con la valutazione del segretario all’Energia Chris Wright, secondo cui i prezzi della benzina potrebbero non scendere fino al prossimo anno. “No, penso che si sbagli su questo. E’ del tutto sbagliato”, ha detto Trump sentito al telefono da ‘The Hill’. I prezzi caleranno “non appena tutto questo finirà”, ha assicurato.
Ayatollah Amoli, continui asse con Houthi ed Hezbollah
L’ayatollah ultraconservatore iraniano Javadi Amoli ha fatto appello a preservare l’asse Teheran-Hezbollah-Houthi. “L’Iran, il Libano e lo Yemen all’interno dell’Asse della Resistenza rappresentano una causa comune: opporsi all’oppressione e all’aggressione. Questa unità e questo coordinamento devono continuare”, ha detto a quanto riportano i media iraniani.
“Proprio come il Libano ha da tempo svolto il proprio ruolo nella resistenza, anche l’Iran e lo Yemen sono rimasti saldi sullo stesso percorso. Sebbene queste nazioni abbiano nomi diversi, condividono la stessa essenza: la resistenza contro l’ingiustizia”, ha spiegato.
Fonti pachistane: “Ok di Teheran al secondo round di colloqui”
Secondo fonti pachistane, c’è l’ok di Teheran a partecipare al secondo round di colloqui.
Iran International: “Ghalibaf critica chi è contrario al negoziato”
Lo scontro interno al regime iraniano sulle trattative con gli Stati Uniti si sarebbe inasprito. Secondo Iran International, tv dissidente con sede a Londra, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento e capo dei negoziatori, ha criticato duramente gli oppositori dell’accordo con gli Stati Uniti e “alcuni attivisti allineati al Fronte della Stabilità”. Parlando a persone a lui vicine, Ghalibaf avrebbe puntato il dito in particolare contro due ultraconservatori, contrari al dialogo dalla prima ora: Saeid Jalili, ex capo negoziatore sul nucleare, e il deputato Amirhossein Sabeti. Il presidente del parlamento li avrebbe definiti “pseudomilitanti estremisti” che “distruggeranno l’Iran”.
Aoun: “Ex ambasciatore Karam guiderà delegazione in negoziati”
Il presidente libanese Joseph Aoun ha confermato che la delegazione incaricata di negoziare con Israele sarà guidata dall’ex ambasciatore Simon Karam, che in precedenza si era occupato dei colloqui con gli israeliani nell’ambito del meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco istituito nel novembre 2024. “I negoziati bilaterali saranno condotti per conto del Libano attraverso una delegazione guidata dall’ambasciatore Simon Karam, e nessuno parteciperà a questa missione al suo posto o in sua sostituzione”, ha detto il presidente Aoun durante un incontro a Baabda, secondo un comunicato stampa diffuso dalla presidenza. Lo riporta L’Orient Le Jour.
Aoun: “Colloqui volti a fine guerra e occupazione Idf”
L’obiettivo dei negoziati con Israele è mettere fine alle ostilità e all’occupazione dell’Idf nel sud del Libano. Lo ha affermato il presidente libanese Joseph Aoun.
Aoun: “Negoziati con Israele separati da Iran-Usa”
I negoziati tra Libano e Israele sono “separati” dai colloqui tra Usa e Iran. Lo ha sottolineato il presidente libanese Joseph Aoun.
Gli iraniani muovono le armi, gli Usa portaerei e marines: tutto pronto in caso di escalation
di Gianluca Di Feo
I venti di guerra nel Golfo tornano a gonfiarsi. Il Pentagono rafforza lo schieramento in tutto il Medio Oriente; i pasdaran rimettono in funzione le batterie missilistiche tenute nascoste. La tregua finora resiste ma, mentre le prospettive di negoziato sono avvolte dall’incertezza, i belligeranti si preparano a riprendere i combattimenti. I segnali che arrivano da Teheran sono contraddittori, con la convinzione che il conflitto abbia rafforzato il potere dei Guardiani della Rivoluzione: l’uccisione dei vecchi leader ha aperto la strada a nuovi quadri, forse più pragmatici ma anche più aggressivi nei confronti degli Stati Uniti.


Xi sente MbS: “Stretto Hormuz deve rimanere aperto”
Il presidente cinese, Xi Jinping, ha avuto un colloquio con il principe saudita Mohammed bin Salman (MbS). Lo riferisce l’agenzia di Stato, Xinhua, riferendo che nella conversazione il leader cinese ha ammonito che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto e deve essere garantita la sicurezza della sua navigazione.
Netanyahu: “In Libano cristiani uccisi. Da noi prosperano”
Israele garantisce a tutte le fedi libertà di culto ed è il solo posto in Medio Oriente dove i cristiani prosperano. A sostenerlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, nel commentare la profanazione di un crocifisso in Libano per mano di un soldato dell’Idf. “Come Stato ebraico, Israele custodisce e promuove i valori ebraici di tolleranza e reciproco rispetto tra ebrei e fedeli di tutte le religioni”, ha scritto su X. “Tutte le religioni fioriscono nella nostra terra e consideriamo i membri di tutte le fedi come uguali nella costruzione della nostra società e della nostra regione”, ha proseguito. “Mentre i cristiani vengono massacrati in Siria e in Libano dai musulmani, la popolazione cristiana in Israele prospera a differenza di qualsiasi altro luogo in Medio Oriente. Israele è l’unico paese della regione in cui la popolazione cristiana e il tenore di vita sono in crescita. Israele è l’unico luogo in Medio Oriente che aderisce alla libertà di culto per tutti”, ha insistito.
“Esprimiamo rammarico per l’incidente e per qualsiasi dolore che questo abbia causato ai credenti in Libano e nel mondo”, ha aggiunto.
Netanyahu: “Condanno profanazione crocifisso. A via indagine”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato la profanazione di un crocifisso nel sud del Libano, per mano di un soldato dell’Idf. “Come la stragrande maggioranza degli israeliani, sono rimasto sbalordito e dispiaciuto nell’apprendere che un soldato dell’Idf ha danneggiato un’icona religiosa cattolica nel Libano meridionale. Condanno l’atto nei termini più forti”, ha scritto su X. “Le autorità militari stanno conducendo un’indagine penale sulla questione e adotteranno un’azione disciplinare adeguatamente severa contro il colpevole”, ha assicurato.


Pakistan a Trump: “Il blocco ostacola i negoziati”
Il Pakistan ha messo in guardia gli Stati Uniti che il blocco navale imposto a Hormuz rischia di avere un impatto pesante sui negoziati tra Washington e l’Iran. Lo ha riferito la Reuters. Una fonte della sicurezza pakistana ha rivelato all’agenzia che il mediatore chiave pakistano, il capo di Stato maggiore Asim Munir, ha messo in guardia personalmente il presidente Donald Trump che il blocco è “un ostacolo ai colloqui”. Dal canto suo Trump ha risposto “che avrebbe preso in considerazione il consiglio”.


Teheran “adotterà le misure necessarie” contro contro gli Usa in risposta al sequestro della nave
Teheran “adotterà le misure necessarie” contro le forze statunitensi in risposta al sequestro da parte della Marina Usa di una nave battente bandiera iraniana nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il comando centrale militare iraniano, Khatam Al-Anbiya, sottolineando che le forze dei Guardiani della Rivoluzione erano “pronte a rispondere a reagire dopo l’irruzione dei commando americani sulla nave mercantile iraniana”. Secondo la nota di Khatam al-Anbiya, citata dall’agenzia di stampa Isna, le forze iraniane si sarebbero autoimposte delle “limitazioni” a causa della presenza a bordo di familiari dell’equipaggio che “erano in pericolo”.
Mosca: “Con l’Iran non siamo mediatori, ma potremmo contribuire alla pace”
La Russia non è attualmente un mediatore nei negoziati per risolvere il conflitto relativo all’Iran, “ma è pronta a fornire assistenza per raggiungere la pace”. Lo ha dichiarato in un briefing con i media il portavoce presidenziale russo, Dmitrij Peskov. “Al momento, la Russia non è un mediatore nei negoziati. Come è stato ripetutamente affermato a vari livelli, siamo certamente pronti a fornire tutta l’assistenza necessaria per raggiungere una soluzione pacifica e un accordo adeguato”, ha dichiarato Peskov, citato dall’agenzia Interfax.
Mosca: “Situazione Hormuz fragile e imprevedibile”
La Russia ritiene che la situazione nello Stretto di Hormuz “sia fragile e imprevedibile”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, come riporta Ria Novosti.
Teheran: “Stiamo esaminando proposta Usa”
L’Iran sta esaminando l’ultima proposta di pace inviata dagli Stati Uniti per il tramite del Pakistan. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. “La proposta degli Stati Uniti, che è stata trasmessa a Teheran durante la visita del comandante dell’esercito pakistano, è attualmente all’esame”, ha detto citato dall’agenzia Isna.
Baqaei non è voluto entrare nei particolari. “Non è possibile confermare le notizie riportate dai media riguardo ai dettagli”, si è limitato a dire.
Media, i Paesi Bassi attivano il piano contro la crisi energetica
Nei Paesi Bassi è scattato il piano nazionale per la crisi energetica alimentata dalla crisi in Medio Oriente. È la prima volta che viene attivato dalla sua introduzione dopo lo shock della guerra in Ucraina. La fase uno – riferiscono i media olandesi – non ha effetti immediati, ma segna un aumento dell’allerta, con il rafforzamento del monitoraggio delle forniture e del coordinamento con i settori più energivori, come trasporti e agricoltura. Al peggiorare della situazione, sono previste misure più incisive, tra cui limiti di velocità ridotti in autostrada e domeniche senza auto. Il premier Rob Jetten dovrebbe annunciare a breve aiuti per contenere gli effetti del caro energia, inclusi possibili sgravi fiscali per gli automobilisti.
Idf, colpite strutture terroristiche nel Sud
L’esercito israeliano (Idf) ha annunciato di aver colpito durante la notte una piattaforma di lancio “carica e pronta all’uso” a Qalaouiyah, nel distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale, a nord della “zona cuscinetto” che intende istituire per prevenire una “minaccia immediata” contro gli insediamenti israeliani settentrionali.
“Zona rossa” a Islamabad ma ancora incognita su negoziati
Centro paralizzato, scuole e uffici pubblici chiusi: Islamabad si prepara a ospitare il secondo round dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, ma se e quando le delegazioni arriveranno è tutt’altro che chiaro. Washington ha mandato come sempre in avanscoperta una squadra della sicurezza e del protocollo, atterrata ieri alla base aerea di Nur Khan nella vicina città di Rawalpindi. Il vicepresidente americano JD Vance è atteso in giornata, mentre Teheran ha fatto sapere che al momento non è in programma un nuovo incontro. Il ministro dell’Interno pakistano, Mohsin Naqvi, ha incontrato oggi il capo della missione Usa, Natalie Baker, per mettere a punto tutti i dettagli. Nella capitale è stata creta di nuovo una ‘zona Rossa’ che comprende ambasciate, la sede principale del governo e le residenze ufficiali dei leader pakistani. “Sono state adottate misure speciali per tutti gli ospiti”, ha riferito Naqvi.
Se dovessero tenersi, i colloqui saranno ancora una volta all’hotel Serena, dove Vance e il capo negoziatore iraniano, il presidente del parlamento Mohammad Ghalibaf si erano già visti l’11 e 12 aprile. L’albergo è stato di nuovo trasformato in una fortezza, da cui sono tenuti alla larga le centinaia di giornalisti accorsi a coprire i colloqui; per loro, è stata allestita una sala stampa al centro congressi.
Teheran: “Trasferimento scorte uranio mai stato sul tavolo”
L’ipotesi di un trasferimento delle riserve nucleari iraniane “non è mai stato sul tavolo dei negoziati” con gli Stati Uniti. A ribadirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani. “In nessuna fase dei negoziati attuali o precedenti è stato discusso il trasferimento delle scorte di uranio arricchito dell’Iran verso gli Stati Uniti o qualsiasi altro Paese, e tale opzione non figura nell’agenda della Repubblica Islamica dell’Iran”, ha chiarito. “La posizione ferma del Paese è di preservare i propri risultati nel settore nucleare all’interno del territorio iraniano”, ha aggiunto.
Pezeshkian: “Da Usa provocazioni. Tradiscono diplomazia”
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha accusato gli Stati Uniti di “provocazioni” e violazioni della tregua. Pezeshkian ha “criticato aspramente” Washington per “le continue violazioni degli impegni, le prepotenze e i comportamenti irragionevoli” durante i negoziati e il periodo di cessate il fuoco, riferisce l’agenzia Iran che riporta il comunicato su una telefonata tra il presidente e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, che sta mediando tra Iran e Stati Uniti. Il presidente “ha ringraziato il Pakistan per i suoi seri sforzi volti a promuovere la pace”, ma anche descritto le “azioni provocatorie e illegali” degli Stati Uniti, il cosiddetto blocco navale, come “una chiara violazione dell’accordo di cessate il fuoco”.
Queste azioni, “insieme alla retorica minacciosa dei funzionari statunitensi contro l’Iran, portano solo a intensificare la sfiducia riguardo alla serietà dell’America e rivelano ulteriormente che gli Stati Uniti cercano di ripetere schemi precedenti e di tradire la diplomazia”, ha avvertito.
Media Iran, droni iraniani hanno attaccato navi Usa
“I terroristi americani poche ore fa hanno attaccato una nave portacontainer iraniana di nome Touska, che era diretta in Iran provenendo dalla Cina, nel Golfo di Oman. Dopo l’attacco degli americani, le forze iraniane hanno a loro volta attaccato con droni alcune navi militari americane. L’Iran risponderà a qualsiasi azione degli americani con la dovuta rappresaglia”. Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim.
Al Jazeera: “Teheran potrebbe disertare i negoziati in Pakistan”
La tv Al Jazeera ha riferito che Teheran potrebbe decidere di disertare i colloqui a Islamabad dopo la cattura da parte americana di una imbarcazione iraniana che aveva provato a forzare il blocco nello Stretto di Hormuz.
Pezeshkian sente il premier del Pakistan: “Attenzione ai tradimenti della diplomazia da parte Usa”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito che gli Stati Uniti stanno cercando di “ripetere gli schemi del passato e tradire la diplomazia”, mettendo in guardia contro le conseguenze per la sicurezza regionale e globale nel contesto delle continue tensioni. In una telefonata avvenuta nella tarda serata di ieri con il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif, Pezeshkian ha discusso degli ultimi sviluppi regionali, delle questioni relative al cessate il fuoco e degli sforzi diplomatici guidati da Islamabad. Il presidente ha ringraziato il Pakistan per i suoi “seri sforzi” volti a promuovere la pace, esprimendo apprezzamento sia per il primo ministro che per il capo dell’esercito del Paese. Pezeshkian, tuttavia, ha criticato aspramente la condotta di Washington, citando “continue violazioni degli impegni, prepotenze e comportamenti irragionevoli” durante i negoziati e il periodo di cessate il fuoco. Ha descritto le “azioni provocatorie e illegali” degli Stati Uniti nel cosiddetto blocco navale dell’Iran come “una chiara violazione dell’accordo di cessate il fuoco e contraria alla Carta delle Nazioni Unite”. Lo riporta l’agenzia Irna. “Tali azioni, unitamente alla retorica minacciosa dei funzionari statunitensi contro l’Iran, non fanno altro che intensificare la sfiducia nella serietà degli Stati Uniti e rivelano ulteriormente che gli Usa intendono ripetere gli schemi del passato e tradire la diplomazia”, ha affermato Pezeshkian, ribadendo la “ferma determinazione” dell’Iran a difendere il Paese da qualsiasi rinnovato “avventurismo” da parte di Stati Uniti e Israele, avvertendo delle più ampie implicazioni che un simile scenario potrebbe avere per la stabilità internazionale. Ha inoltre sottolineato l’impegno di Teheran a mantenere e rafforzare le relazioni con i paesi vicini, compresi quelli che si affacciano sulle coste meridionali del Golfo Persico, sulla base di “buon vicinato e rispetto reciproco”.
Pezeshkian: “Usare ogni via razionale e diplomatica per ridurre la tensione con gli Stati Uniti”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato stamane che “ogni via razionale e diplomatica dovrebbe essere utilizzata per ridurre le tensioni con gli Stati Uniti”, sottolineando al contempo che la vigilanza e la diffidenza nei rapporti con Washington sono “un’innegabile necessità”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale IRNA. Il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti scadrà mercoledì, con i rappresentanti statunitensi che dovrebbero raggiungere Islamabad oggi per i negoziati con l’Iran, mentre Teheran non ha ancora annunciato se invierà una delegazione in Pakistan.
Teheran: “Forse andremo a Islamabad se segnali positivi”
Se dagli Stati Uniti giungeranno “segnali positivi”, l’Iran potrebbe inviare una squadra di negoziatori a Islamabad, dove sono previsti nuovi colloqui. È quanto ha dichiarato in un’intervista ad Al Jazeera il presidente della Commissione Parlamentare iraniana sulla Sicurezza Nazionale, Ebrahim Azizi.
Iran, impiccate due persone per spionaggio per Israele
Sono state impiccate in Iran due persone condannate con l’accusa di essere coinvolte in una rete di spionaggio per conto di Israele e per collaborazione con il Mossad. È quanto ha riportato l’agenzia di stampa iraniana Mizan, legata alla magistratura, secondo la quale i due si erano addestrati in Iraq e avevano pianificato attentati in Iran.
Vicepresidente Iran, sicurezza Stretto Hormuz non è gratuita
“La sicurezza dello Stretto di Hormuz non è gratuita”. A dirlo, in un post su X, il primo vicepresidente dell’Iran Mohammed Reza Aref. “Non si possono limitare le esportazioni di petrolio iraniano e al contempo pretendere la sicurezza gratuita per gli altri”, ha affermato. “La scelta è chiara: o un mercato petrolifero libero per tutti, o il rischio di costi significativi per tutti – ha aggiunto – La stabilità dei prezzi globali dei carburanti dipende da una fine garantita e duratura delle pressioni economiche e militari contro l’Iran e i suoi alleati”.
Teheran: “Forze armate risponderanno all’atto di pirateria Usa”
Il comando militare congiunto iraniano, Khatam al-Anbiya, accusa gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Golfo dell’Oman e promette ritorsioni. I media statali citano un portavoce di Khatam al-Anbiya, secondo il quale la nave era in rotta dalla Cina all’Iran. “Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran risponderanno presto e si vendicheranno di questo atto di pirateria armata da parte dell’esercito statunitense”, ha spiegato il portavoce.
Il petrolio corre con il sequestro Usa di una nave iraniana: +7,3%
Il petrolio corre con la chiusura dello Stretto di Hormuz e il sequestro da parte degli Stati Uniti di una nave iraniana. Il Brent sale del 7,3% a 96,94 dollari al barile.
Usa catturano nave che forzava il blocco dello Stretto: diffuso video
“Il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Spruance ha intercettato la Touska mentre navigava nel Mar Arabico settentrionale a 17 nodi, diretta a Bandar Abbas, in Iran” si legge in un comunicato del Comando Centrale degli Stati Uniti “Le forze americane hanno emesso diversi avvertimenti e informato la nave battente bandiera iraniana che stava violando il blocco navale statunitense”. Le forze armate americane hanno pubblicato un filmato che mostra un cacciatorpediniere lanciamissili della Marina statunitense aprire il fuoco contro il mercantile iraniano. Secondo il Centcom, dopo che, per sei ore, l’equipaggio della Touska “non ha ottemperato ai ripetuti avvertimenti, lo Spruance ha ordinato alla nave di evacuare la sala macchine”. Il cacciatorpediniere lanciamissili ha disabilitato la propulsione della nave mercantile iraniana “sparando diversi colpi con il suo cannone MK 45 da 5 pollici nella sala macchine della Touska”. “I Marines statunitensi della 31 Unità di Spedizione dei Marines hanno successivamente abbordato l’imbarcazione che rimane sotto la custodia degli Stati Uniti”, afferma il Comando Usa secondo il quale le sue forze “hanno agito in modo ponderato, professionale e proporzionato per garantire la conformità” dell’azione.