“A Torino nessuna impreparazione nella gestione dell’ordine pubblico nè uso eccessivo della forza. Ricacciamo indietro l’illazione che i poveri poliziotti siano stati mandati allo sbaraglio da questori, prefetti e magari dal sottoscritto”. E tanto meno nessuna “tolleranza”. Nelle sue comunicazioni al Senato sulle violenze alla manifestazione di Askatasuna sabato scorso a Torino, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi va oltre l’informativa già resa ieri alla Camera e risponde ai rilievi mossi in questi giorni dalle opposizioni, da esperti di ordine pubblico ma anche – lì cita espressamente – da alcuni commentatori. Sono le accuse – dice – di chi ignora come funziona l’ordine pubblico e di chi dimentica la storia della violenza politica nel nostro Paese. Dare la colpa allo Stato è spesso un modo per assolvere i colpevoli”. Il ministro ha poi ribadito quella che appare come la misura bandiera del pacchetto sicurezza che domani verrà portato in consiglio dei ministri. “Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo”, aggiunge. Prima si è svolta l’informativa urgente sempre di Piantedosi sia alla Camera sia al Senato sulla presenza in Italia degli agenti dell’Ice degli Stati Uniti d’America durante le Olimpiadi Milano-Cortina: “Non svolge e non potrà mai svolgere attività operative di polizia sul nostro territorio nazionale”, dice il ministro in aula definendo “infondata” la polemica scoppiata sul caso.
Sicurezza, Piantedosi: “Lavoro equilibrato, altrimenti prenderemo atto dei rilievi del Colle”
“Noi abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato. Altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti”. Lo dice il ministro Matteo Piantedosi, lasciando il Senato, ai cronisti che gli chiedono dell’incontro al Quirinale tra il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e il sottosegretario Alfredo Mantovano sulla sicurezza.
Colle: “Su scudo e fermo preventivo ancora cose da cambiare”
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrebbe fatto presente al sottosegretario Alfredo Mantovano, incontrato oggi al Quirinale, che il via libera ai provvedimenti sul fermo di polizia e sullo scudo penale ci potrebbe essere ma solo con alcune modifiche ancora da apportare. Bocche cucite al Quirinale ma da ambienti parlamentari si è appreso che ora Mantovano starebbe riferendo alla premier Giorgia Meloni dei rilievi del Colle che di fatto sono gli stessi dei giorni scorsi. In particolare sullo scudo resta ferma l’esigenza che non si crei una giurisprudenza separata per categorie. Sul fermo preventivo di polizia, si fa notare come non possa bastare un semplice atteggiamento sospetto per effettuarlo.
Ok del Senato alla risoluzione di maggioranza sugli scontri di Torino
L’aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sugli scontri di Torino e dopo le comunicazioni del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Il documento ha avuto 88 voti favorevoli, 56 contrari e nessun astenuto. Ha assorbito la mozione presentata da Azione, che aveva avuto il parere favorevole del governo. Precluse di conseguenza in base al regolamento del Senato, le altre due mozioni proposte dalle opposizioni (Pd, M5s, Iv e Avs).
Pd-M5s-Iv-Avs: “Mentre destra si spacca noi uniti”
Una risoluzione unitaria del centrosinistra che condanna “senza se e senza ma” le violenze di Torino, respinge ogni tentativo di “forzatura” e, con la sottoscrizione di Pd, M5s, Avs e Iv, dimostra il fatto che mentre la destra di spacca con Vannacci il campo progressista si compatta come alternativa alla destra. E’ quella che hanno presentato in Senato, in un incontro con la stampa i capigruppo Stefano Patuanelli (M5s), Raffaella Paita (iv), Peppe de Cristofaro (Avs) e Francesco Boccia (Pd) “Ci apprestiamo a depositare una risoluzione di tutti i gruppi di opposizione alla quale abbiamo contribuito per trovare i punti di equilibrio che soddisfano le esigenze di tutte le forze politiche che hanno deciso di sottoscrivere questo documento”, ha detto il capogruppo del M5s, Stefano Patuanelli. “Ciò che è accaduto a Torino e oggettivamente inaccettabile per le violenze perpetrate da parte di gruppi di facinorosi che si sono infiltrati in una manifestazione di famiglie, di persone normali che civilmente stavano dimostrando il loro dissenso. E’ chiaro che questo viene strumentalmente utilizzato dalla destra per pensare a misure restrittive delle libertà personali, della possibilità di manifestare democraticamente il proprio dissenso verso il governo. Il tema della sicurezza in questo paese riguarda il fallimento della destra securitaria che voleva dare un segnale al paese operando ‘con legge e ordine’ e in realtà ha fallito clamorosamente ogni obiettivo su questo fronte”, ha aggiunto.
“E’ assurdo lasciare in Albania Forze di polizia in un hotel a cinque stelle a non fare assolutamente niente. Devono tornare sul territorio a fare prevenzione e sicurezza”, ha sottolineato con un’annotazione politica: “penso che il segnale dell’unità delle opposizioni su questo tema sia un segnale importante: La destra si sta spaccando, Vannacci sarà un grosso problema per la Meloni. Il campo progressista, il centrosinistra si sta unendo e sarà una proposta alternativa per il governo del paese”.
Askatasuna, dal governo ok al testo del centrodestra, no alla risoluzione delle opposizioni
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha dato parere favorevole alla risoluzione presentata dalla maggioranza sulle comunicazioni rese nell’aula del Senato dal titolare del Viminale sui fatti di Torino. In parte assorbita nel documento del centrodestra la risoluzione di Azione. Preclusa con parere contrario, invece, sulla risoluzione unitaria di Pd, M5S, Avs Iv.
Depositata al Senato la risoluzione di maggioranza: senza daspo e con gli sgomberi
Al Senato è stata depositata anche la risoluzione di maggioranza sulle violenze di Torino e dopo le comunicazioni in aula del ministro dell’Interno, Piantedosi. A differenza di una bozza circolata ieri, la versione definitiva non prevede più il cosiddetto daspo per le manifestazioni mentre restano i riferimenti alle tutele penali per gli agenti e gli sgomberi degli immobili occupati. Secondo quanto si apprende da fonti del centrodestra, la mancanza del daspo si spiega come il tentativo, fatto dalla maggioranza, di non inserire nella mozione contenuti potenzialmente divisivi e quindi nell’ottica di avere la più ampia condivisione sul testo, possibilmente bipartisan. Le stesse fonti rimarcano, inoltre, che si tratta di un atto parlamentare di impegno nei confronti del governo. “Il governo fa il governo – ribadiscono – e quindi le misure sulla sicurezza saranno nel decreto sicurezza. La nostra era solo il tentativo di trovare una mediazione”.
Risoluzione Pd-M5S-Avs-Iv: no a decreti sulla sicurezza, tornino gli agenti dall’Albania
Niente decretazione d’urgenza “in materia di ordine pubblico” privilegiando invece “veicoli normativi di iniziativa parlamentare che possano consentire un reale confronto democratico a salvaguardia dei diritti e dei limiti previsti dalla Costituzione”. È il primo impegno della risoluzione sottoscritta dai capigruppo di Pd, M5s, Avs e Iv sulle comunicazioni del ministro Matteo Piantedosi sui fatti di Torino. Il documento, che ribadisce la massima solidarietà alle forze dell’ordine coinvolte, impegna anche il governo a stanziare risorse per “il completamento della pianta organica delle forze di pubblica sicurezza ben oltre il semplice turnover nonché l’adeguamento e il potenziamento dei mezzi, delle dotazioni personali e strumentali di sicurezza degli agenti, e dei servizi logistici”. L’invito è inoltre quello a “richiamare gli agenti attualmente inviati in Albania, in un centro totalmente inutile, per utilizzare la loro presenza e competenza a difesa della sicurezza nel territorio italiano”. Si chiede ancora di isolare i gruppi violenti ma anche “astenersi da qualsivoglia iniziativa legislativa volta a prevedere una limitazione del diritto costituzionalmente garantito di manifestazione del proprio pensiero attraverso provvedimenti amministrativi limitativi della libertà personale. Si propone ancora di “reintrodurre la procedibilità d’ufficio per quei reati di particolare disvalore sociale, come alcune fattispecie di furto aggravato” e ancora di “abrogare alcune recenti norme contenute nel decreto Nordio che rendono inefficace e ostacolano l’azione sulla sicurezza”. Nessuna ipotesi di cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni, “per non penalizzare ingiustamente chi manifesta in modo libero e civile usando il pretesto di facinorosi che non si è in grado di controllare”.
Piantedosi: “Dare colpa allo Stato è un modo per assolvere i colpevoli”
“Io credo che se un teppista tenta di uccidere un poliziotto, la responsabilità sia del teppista, non del poliziotto. Io credo che se una persona commette un reato, la colpa sia di chi lo commette, non della pattuglia che in quel momento non si trovava in quel punto preciso – aggiunge il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nelle comunicazioni al Senato sugli scontri di Torino – Dare la colpa allo Stato è spesso un modo per assolvere i colpevoli e, allo stesso tempo, per assolversi”.
Piantedosi: “Ci vuole il fermo preventivo”
“Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo. Il Governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso”, sostiene il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nelle comunicazioni al Senato sugli scontri di Torino.
“È arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere invece del tutto pacifiche e legittime, nell’interesse di chi le organizza e le partecipa”, aggiunge.
Askatasuna, Piantedosi: “Poliziotti non mandati allo sbaraglio”
“Alcuni commentatori attribuiscono al governo e alle forze di polizia, colpevoli – secondo questa lettura – di non aver impedito gli incidenti. Ricacciamo indietro l’illazione che i poveri poliziotti siano mandati allo sbaraglio da questori, prefetti e – magari – dal sottoscritto”, prosegue il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nelle comunicazioni al Senato sugli scontri di sabato a Torino. “Sono le accuse – prosegue Piantedosi – di chi ignora come funziona l’ordine pubblico e di chi dimentica la storia della violenza politica nel nostro Paese, prospettando una inesistente eccezionalità rispetto agli incidenti provocati dagli antagonisti. D’altronde, è un riflesso purtroppo diffuso nel nostro Paese: attribuire sempre allo Stato la colpa di tutto. E’ un modo comodo per deresponsabilizzare i violenti e per evitare un’analisi seria dei fatti. Io credo che se un teppista tenta di uccidere un poliziotto, la responsabilità sia del teppista, non del poliziotto. Io credo che se una persona commette un reato, la colpa sia di chi lo commette, non della pattuglia che in quel momento non si trovava in quel punto preciso”.
Piantedosi: “I delinquenti non agiscono per conto del governo”
“I militanti di questi centri sono professionisti del disordine fine a sé stesso, criminali in servizio permanente effettivo. Le loro azioni sono frutto delle loro scelte, delle loro attitudini e delle loro responsabilità – aggiunge il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nelle comunicazioni al Senato sugli scontri di Torino – Sono delinquenti per conto proprio non agiscono per conto del governo. E da quando questi gruppi hanno iniziato a distinguersi per la loro violenza, di governi ne sono passati molti, di ogni colore politico”.
Askatasuna, Piantedosi: “L’uso della forza da parte della polizia è extrema ratio”
“In Italia, l’applicazione della forza coattiva da parte delle forze di polizia costituisce come noto da sempre l’extrema ratio e, in ogni caso, essa è tenuta al livello minimo indispensabile, date le circostanze”, ribadisce il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nelle comunicazioni al Senato sugli incidenti avvenuti a Torino il 31 gennaio.
Askatasuna, Piantedosi: “Nessuna impreparazione nella gestione dell’ordine pubblico”
Prende la parola nell’aula del Senato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per le comunicazioni sugli incidenti avvenuti a Torino il 31 gennaio. “Su alcuni organi di stampa, ho sentito ipotizzare da alcuni commentatori, che, a Torino, la gestione dell’ordine pubblico avrebbe evidenziato qualche forma di impreparazione o addirittura di eccessivo uso della forza. Io respingo ovviamente tali ipotesi con la massima decisione. E lo faccio non per la difesa della reputazione del ministro di turno, ma del lavoro e della professionalità di decine e centinaia tra prefetti, questori e dirigenti di polizia, che ci hanno lavorato anche a rischio della propria incolumità – spiega il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi – Ho detto e ripetoche, se a Torino, come del resto in qualunque altra città, ci si fosse fatti cogliere di sorpresa o se le autorità locali di pubblica sicurezza non avessero impiantato un efficace dispositivo di prevenzione, ben più gravi sarebbero state le conseguenze, il grado delle devastazioni e il livello della violenza. La verità è che in Italia, a prescindere dal colore politico dell’esecutivo, le forze di polizia gestiscono le manifestazioni di piazza sempre con equilibrio, professionalità, prestando grande attenzione ai criteri di proporzionalità e adeguatezza nella modulazione dei dispositivi predisposti”.
Pronta la risoluzione unitaria delle opposizioni
È pronta la risoluzione unitaria delle opposizioni, firmata da Pd, M5S, Avs e Iv da presentare al Senato sulle comunicazioni del ministro Matteo Piantedosi sugli scontri di Torino. “Ha 11 impegni”, spiega il capogruppo M5S Stefano Patuanelli aggiungendo che “la deposito alla fine della discussione generale”.
Al via al Senato le comunicazioni di Piantedosi su scontri Torino
Sono cominciate, nell’aula del Senato, le comunicazioni del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi sulle violenze avvenute nel corteo di Torino, promosso sabato contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. A inizio intervento, Piantedosi ha ribadito la solidarietà del governo agli agenti feriti e nell’aula si è sentito un applauso.
L’aula del Senato riprende alle 14 con le comunicazioni di Piantedosi su Torino
Conclusa la discussione sull’informativa del ministro Piantedosi sugli agenti Ice, l’aula del Senato riprenderà alle 14. All’ordine del giorno sono previste le comunicazioni dello stesso ministro dell’Interno sulle violenze avvenute sabato scorso in un corteo a Torino.
Al Senato in corso discussione sull’informativa Piantedosi su agenti Ice
È in corso, nell’aula del Senato, la discussione sull’informativa del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi sulla presenza di agenti americani dell’Ice alle Olimpiadi di Milano Cortina. Accanto a Piantedosi, tra i banchi del governo, il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.
Iv: “Sull’Ice il governo si dimostra vassallo degli Usa”
Per Italia viva in aula alla Camera interviene il deputato Davide Faraone: “A parte Trump nessuno mette in discussione l’alleanza occidentale e la Nato. Anche su questo la premier Meloni ha parlato a sproposito. Cosa ci vuole a capire che stiamo mettendo in discussione” l’Ice, un corpo “che ha perpetrato delitti? – chiede Faraone – A Torino le nostre forze dell’ordine hanno dimostrato di essere diverse dall’Ice e noi difendiamo il nostro modello, non quello dell’Ice. C’è differenza tra essere alleati e essere vassalli. Oggi siamo governati da vassalli che non sono neanche in grado di dire gli Usa noi quelli non li vogliamo”.
Avs: “Piantedosi mente sull’Ice. Legittimate le repressione di Trump”
“Ministro Piantedosi lei ha mentito al Parlamento o non sapeva niente?” sulla presenza dell’Ice ai Giochi di Milano-Cortina, esordisce in aula della Camera Nicola Fratoianni intervenendo dopo l’informativa del ministro dell’Interno, con tutti i deputati Avs che indossano le spillete ‘Ice out’. “Il 24 gennaio a domanda precisa lei ha detto che non sapeva niente ma lei non è un passante è il ministro dell’Interno. O sta mentendo, e il dubbio francamente viene, o davvero non sapeva nulla e lei oggi è venuto qua e ci tratta come citrulli anzi peggio ci accusa di strumentalità, ma allora perchè il 24 gennaio ci ha detto che non ne sapeva nulla? Se non lo sapeva le pare normale che il governo di un grande paese nostro alleato non la informa su come intende organizzare la sicurezza delle proprie delegazioni? Perché lei su questo non ha dato nessuna risposta. E nemmeno una singola parola sulla presenza dell’Ice imposta dagli Usa che ha l’obiettivo di legittimare la svolta autoritaria e repressiva che Trump ha impresso all’Ice. Non ne possiamo più del solito refrain: ‘l’avete fatto voì, “è colpa vostrà” rivolto alle opposizioni, “ma occupatevi di quello che fate voi, siete al governo da tre anni, assumetevi la vostra responasbilità, l’Ice di oggi non è quella di 10 anni fa, è una banda di assassini e tagliagole”, conclude Fratoianni.
M5S: “Il governo legittima squadracce di Trump, sovranisti d’accatto
“La presenza dell’Ice non è all’altezza di una città come Milano che è medaglia d’oro della Resistenza, accogliendo Ice in Italia voi legittimate un modello di gestione dell’ordine pubblico fondato sulla brutale violenza – commenta il deputato del M5S Alfonso Colucci nell’aula della Camera dopo l’informativa di Matteo Piantedosi sull’Ice – Voi legittimate il modello di Trump e le sue squadracce agli occhi del mondo. Fino a che punto arriva il vostro servilismo verso Trump? Questo si chiama sovranismo d’accatto. Signor ministro lei ancora una volta ha deluso il Parlamento, ancora una volta delude gli italiani”, conclude Colucci.
Pd a Piantedosi: “Ice? Non sporcare i Giochi con logiche di paura”
“Una informativa burocratica e con il solito tentativo di scaricare su chi c’era prima”, dice la capogruppo del Pd Chiara Braga, intervenendo in aula della Camera dopo il ministro Piantedosi. Che a FdI ricorda che “10 anni fa gli Usa non avrebbero mai pensato di invadere la Groenlandia o mettere Dazi e avete celebrato in aula Kirk, che aveva parole di odio contro tutte le diversità, mentre lei non ha detto nemmeno una parola sui due cittadini inermi uccisi, Renèe Good e Alex Pretti, che non è stato un tragico errore ma una scelta politica precisa di Trump. È la legittimazione della violenza di Stato, uno Stato che si dice democratico e usa bambini come esca. Che vergogna ministro – continua Braga – Una violenza di Stato dilagante frutto di una strategia precisa. Dentro questo quadro il governo italiano avrebbe dovuto allarmarsi della possibile presenza dell’Ice e invece lei ha detto parole imbarazzanti, risposte ambigue e contraddittorie: prima ha negato e poi ha parlato di eventuale coordinamento, fino a la possibilità di sperimentare tecnologie. Stiamo parlando di un grande evento internazionale che si svolgerà in Italia e la sicurezza deve essere gestita nel pieno rispetto delle regole e principi costituzionali per questo è inaccettabile che l’Ice possa operare su territorio italiano con il vostro plauso, tanto più ai Giochi Olimpici nati per unire i popoli nella pace e non possono essere sporcati con logiche di paura. Con quella storia di violenza e soprusi non vogliamo avere nulla a che fare”, scandisce Braga. “A voi la sicurezza serve per alimentare la propaganda come state strumentalizzando i fatti di Torino per sdoganare un giro di vite pericoloso”. L’unica lezione americana disposti ad accettare è difendere la democrazia che significa non sacrificare libertà e diritti in nome di una libertà piegata a ideologie”, “da parte nostra mai nessuna ambiguità”, conclude la capogruppo del Pd.


Piantedosi: “Noi rispettiamo la legge, in passato militari russi in Italia”
“Il nostro governo in materia di relazioni internazionali, presta grande attenzione ai contenuti e al rispetto delle cornici giuridiche di riferimento, circostanza non sempre realizzatasi nel passato. Penso per esempio alla singolare missione militare organizzata dai Russi in Italia nel marzo del 2020, subito dopo lo scoppio della pandemia, allorquando, per la prima volta, fu consentito a un Paese non alleato l’ingresso in un Paese Nato”, dice il ministro dell’Intero, Matteo Piantedosi, nel corso dell’informativa alla Camera sull’ipotesi della presenza di agenti americani dell’Ice durante i prossimi giochi olimpici di Milano Cortina.
Piantedosi: “La collaborazione delle autorità italiane con gli investigatori dell’Ice risale nel tempo”
“La collaborazione delle autorità italiane con gli investigatori” dell’Ice “ha una precisa base giuridica, risalente nel tempo e si è dimostrata particolarmente fruttuosa – rinadisce il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella informativa alla Camera sulla presenza di investigatori della sezione di HSI (Homeland Security Investigations) ai giochi di Milano Cortina – Solo un paio di giorni fa è stata smantellata una rete internazionale di soggetti coinvolti nel grave reato di pedopornografia online, grazie al lavoro congiunto tra la nostra polizia di Stato e proprio gli investigatori dell’Homeland Security Investigations. Il loro lavoro è stato determinante. Nell’occasione l’Hsi ha messo a disposizione tecnologie avanzate che hanno permesso di infiltrarsi in comunità riservate di pedofili, di ricostruirne i flussi finanziari e individuare i responsabili. E questo non è un caso isolato”.
Piantedosi: “Olimpiadi occasione per valorizzare l’immagine dell’Italia”
“Questa venticinquesima edizione delle Olimpiadi ci dà l’occasione per valorizzare l’immagine dell’Italia e per unire, al di là di ogni contrapposizione ideologica, tutte le forze politiche sotto il Tricolore, nella consapevolezza che i valori dello sport possono giocare un ruolo primario nel mitigare le tensioni internazionali e far compiere alla comunità internazionale, sotto la regia e l’organizzazione dell’Italia, un passo avanti nella prevenzione dell’estremismo radicale violento e del terrorismo – commenta Piantedosi durante l’informativa alla Camera – Non ha senso quindi anche in un’occasione così importante e impegnativa per il Paese alimentare polemiche che non hanno ragione di essere”.
Piantedosi: “Per la sicurezza 6mila di unità di rinforzo”
“Il Piano di sicurezza prevede l’impiego, nelle sei province interessate dallo svolgimento dei Giochi, nonché a Venezia e a Varese (dove sono ubicati gli aeroporti di ingresso in Italia) di 6mila unità di rinforzo delle forze di polizia, suddivise per settori di impiego, compresi specialisti (artificieri, unità cinofili antisabotaggio, tiratori scelti, sciatori, manovratori di corda, nuclei specializzati antiterrorismo)”, spiega il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella informativa alla Camera sulla presenza di investigatori dell’Ice ai giochi di Milano Cortina.
Piantedosi: “Massimo impegno per la sicurezza”
Continua il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella sua informativa alla Camera sulla presenza di agenti dell’Ice ai Giochi olimpici invernali: “Garantisco che l’impegno del governo e dell’Amministrazione dell’Interno per la migliore riuscita delle Olimpiadi invernali sarà massimo. Non devieremo di un centimetro dalla linea intrapresa per assicurare la sicurezza e l’ordine pubblico di questo grande evento, che non mancherà di rinsaldare ulteriormente la credibilità internazionale dell’Italia e il suo ruolo di leadership nell’arena internazionale in questo momento tanto difficile”.
Piantedosi su Ice: “Non vedremo nulla di quanto visto sui media Usa”
“Non vedremo sul territorio nazionale nulla che sia riconducibile a quanto si è visto sui media negli Stati Uniti. È quindi completamente infondata la preoccupazione che ha ispirato la polemica degli ultimi giorni, che questa informativa mi consente di spazzare via definitivamente”, ripete ancora il ministro dell’Intero, Matteo Piantedosi, nel corso dell’informativa alla Camera sull’ipotesi della presenza di agenti americani dell’Ice durante i prossimi giochi olimpici di Milano-Cortina.
Piantedosi: “Sull’Ice polemica del tutto infondata”
“Stiamo parlando di una polemica completamente infondata – osserva il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella informativa alla Camera sulla presenza di investigatori dell’Ice ai giochi di Milano Cortina – I membri di questa agenzia nel corso dei Giochi di Milano Cortina – assicura Piantedosi – saranno impegnati solo in attività di analisi e scambio di informazioni con le autorità italiane. Come d’altronde fanno da anni in oltre 50 nazioni, Italia compresa, senza che nessuno si sia mai scandalizzato”.
Piantedosi: “L’Ice non svolgerà attività operative sul nostro territorio”
“L’Ice non svolge e non potrà mai svolgere attività operative di polizia sul nostro territorio nazionale. La sicurezza e l’ordine pubblico infatti sono assicurate esclusivamente dalle nostre forze di polizia. E tale principio non viene contraddetto dalle pur proficue collaborazioni investigative che, usualmente, vengono attivate a livello internazionale in circostanze del genere”, dice il ministro dell’Intero, Matteo Piantedosi, nel corso dell’informativa alla Camera sull’ipotesi della presenza di agenti americani dell’Ice durante i prossimi giochi olimpici di Milano-Cortina.
Al via informativa di Piantedosi sulla presenza dell’Ice alle Olimpiadi
È iniziata nell’aula della Camera l’informativa del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sulla presenza di agenti dell’Ice – l’Immigration and Customs Enforcement statunitense – alle olimpiadi di Milano Cortina. Alcuni deputati delle opposizioni sono presenti in Aula con una spilla con la scritta “Ice Out”. Alle 11 il titolare del Viminale replicherà l’informativa al Senato.