“Care lettrici, cari lettori, vi saluto. Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. Questo è il momento di farlo”. Alfonso Signorini61 anni, saluta in un editoriale, i lettori del settimanale del quale è stato direttore responsabile dal 2006 al 2023, poi direttore editoriale, una scelta condivisa col Gruppo Mondadori e maturata sin dal 2023, quando “ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario”.
“La pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità – scrive Signorini – era un pensiero sottile, che si era impadronito della mia anima, che rendeva i miei sorrisi, i miei entusiasmi sempre più faticosi e le mie giornate sempre meno colorate”. Nessun collegamento col caso Corona che, dice, “non ha minimamente influenzato una decisione maturata da anni”. A seguito del quale tuttavia Signorini si era già autosospeso da Mediaset e per il quale lo scorso dicembre è stato indagato per violenza sessuale ed estorsione.
Spiega Signorini nell’editoriale – anticipato dall’agenzia Ansa – che “circa tre anni fa, ho trovato il coraggio di condividere questo mio stato d’animo in azienda. Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi. Sentitivo di avere la forza per cominciare una nuova vita – aggiunge Signorini – il confronto con Marina Berlusconiche prima di essere il mio editore è un’amica fraterna, ha portato a trovare una soluzione meno ‘traumatica’: avrei lasciato la direzione di Chi nelle mani del mio storico braccio destro, Massimo Borgnisper assumere la direzione editoriale, che mi avrebbe consentito di continuare a mantenere uno stretto rapporto con il giornale e con voi affezionatissimi lettori. Ma nel corso di questi ultimi tre anni – prosegue – che sono stati comunque per me costruttivi ed entusiasmanti, quella voce che sentiva dentro di me non aveva mai smesso di parlarmi”.
Ringraziamo Marina Berlusconi, “so che non mi mancheranno le nostre telefonate oi nostri weekend, perché continueremo a farli, ma mi mancheranno la sua lungimiranza, il suo profondo buon senso, anche il suo pragmatismo nel lavoro, che la renderà tanto simile a suo padre. Un uomo unico, Silvio Berlusconi“, ricorda il giornalista, che oltre ai vertici del Gruppo Mondadori, i colleghi, la sua redazione ringrazia anche i lettori, “mi avete seguito con amore, vicinanza, premura. In un cassetto del mio studio conserverò sempre tutte le vostre mail, le vostre lettere, i vostri telegrammi che mi sono arrivati per i giorni più tristi della mia vita, come la morte dei miei genitori, ma anche per quelli più lieti, più semplicemente, per l’apprezzamento dei miei editoriali”.
Quanto al caso Corona, Signorini scrive che “lo squallore si commenta da solo”: “Esiste e continuerà a esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie, un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine Avrò modo – continua – di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Non vedo l’ora di farlo, anche perché il mio rapporto con voi, care lettrici e cari lettori, si è sempre basato sulla chiarezza e l’onestà e difendere la mia professionalità e la mia persona è importante.