Allontanarsi da una carriera di successo nel campo della tecnologia per perseguire un’ambizione creativa di lunga data non è un passo da poco, eppure è esattamente ciò che ha fatto Sarah Haran.
Oggi è a capo del marchio britannico di accessori di lusso che porta il suo nome, celebrato per la lavorazione, il colore e un concetto di design modulare che offre ai clienti “una borsa, infiniti look”.
Dal suo studio all’atelier di Istanbul, dove ogni pezzo è realizzato a mano con pelle italiana, Haran ha creato un’etichetta definita non solo dal design ma dallo scopo: borse che portano gioia nella vita delle donne, offrendo stile e versatilità. Con un seguito fedele nel Regno Unito e negli Stati Uniti, si è ritagliata una nicchia radicata nella qualità, creatività e connessione con il cliente.
Cosa fai attualmente presso Sarah Haran Accessories?
In qualità di Fondatore e CEO, Haran occupa lo spazio insolito in cui la disciplina aziendale incontra la libertà creativa. Continua a progettare ogni collezione, a guidare la direzione creativa del marchio e a supervisionare il marketing, assicurandosi che ogni punto di contatto rifletta i valori centrali di gioia, versatilità e artigianalità.
“Non esistono due giorni uguali”, afferma. “Potrei rivedere nuovi campioni al mattino e ospitare una sessione di styling dal vivo nel pomeriggio. Questa miscela di comunicazione e creatività è ciò che mi dà energia.”
Il suo obiettivo, spiega, è costante: realizzare borse che siano tanto funzionali quanto belle. Dalla qualità della pelle alla tavolozza dei colori fino al modo in cui ogni pezzo si adatta alla giornata del cliente, Haran è strettamente coinvolta in ogni dettaglio. “Tutto si riconduce a un’unica idea: rendere la vita delle donne più semplice, donando loro gioia”.
Qual è stata l’ispirazione dietro la tua attività?
La scintilla è nata da una frustrazione personale: la lotta per trovare una borsa che fosse lussuosa ma pratica, elegante ma adattabile. “Volevo qualcosa che potesse evolversi con la mia giornata senza la necessità di cambiare borsa”, afferma Haran. Questo desiderio è diventato il fondamento del suo sistema di borse modulari, che consente alle donne di personalizzare il proprio look con accessori intercambiabili.
Seguirono due anni di sviluppo, lavorando con artigiani esperti per perfezionare ogni elemento fino a quando funzionalità ed eleganza non si trovavano perfettamente in equilibrio. Il risultato è una collezione progettata non solo per adattarsi a ogni occasione, ma per dare potere a chi la indossa.
Il suo scopo rimane chiaro. “Parliamo di portare alle donne “borse della gioia” e questo deriva dall’ascolto dei nostri clienti. Le loro storie, il modo in cui le borse si adattano alle loro vite, mi ispirano costantemente. Si tratta di molto più che semplici borse: si tratta di aiutare le donne a sentirsi sicure, organizzate e gioiose ogni giorno.”
Chi ammiri?
Le influenze di Haran sono di ampio respiro, ancorate al rispetto per le donne che incarnano resilienza, ambizione e gentilezza. “Mia madre mi ha mostrato che la spinta e la compassione possono assolutamente andare di pari passo”, riflette.
Cita l’ammirazione per la silenziosa lealtà e il senso del dovere della Regina, la reinvenzione e l’etica del lavoro di Victoria Beckham e lo straordinario coraggio e ottimismo di Katie Piper. Riconosce anche l’emittente Anthea Turner per il suo generoso sostegno al marchio e la sua capacità di rimanere rilevante con grazia.
Più vicino a casa, Haran elogia Lynne Kennedy di Business Women Scotland per il suo lavoro a sostegno delle imprenditrici. Ma sono i suoi stessi clienti che, dice, la ispirano più profondamente. “Alcuni sono con noi fin dall’inizio. La loro lealtà e il loro incoraggiamento sono una costante fonte di motivazione.”
Guardando indietro, c’è qualcosa che avresti fatto diversamente?
“Se non altro, avrei iniziato prima”, ammette Haran. “Costruire un marchio richiede molto più tempo di quanto le persone si aspettino: sono anni di apprendimento, perfezionamento e resilienza”.
Eppure è pronta a riconoscere il valore della sua carriera precedente. I suoi anni nella tecnologia le hanno insegnato la disciplina, il pensiero strategico e le basi strutturali necessarie per espandere un’azienda in modo sostenibile. “Quindi, anche se un avvio anticipato avrebbe potuto accelerare la crescita, sono grato per ciò che questi anni aziendali mi hanno dato.”
Se potesse consigliare se stessa da giovane, lo manterrebbe semplice: sii paziente, impara costantemente e riconosce che ogni sfida rafforza il percorso da percorrere. “Ogni giorno è davvero un giorno di scuola: il viaggio è più lungo e più difficile di quanto immagini, ma ogni lezione conta.”
Cosa definisce il tuo modo di fare impresa?
Una parola, dice Haran, riassume tutto: gioia. Attraversa i suoi progetti, le comunicazioni del marchio e il suo approccio alle relazioni con i clienti. “Il lusso non dovrebbe sembrare freddo o distante”, spiega. “Dovrebbe sembrare edificante, premuroso e genuinamente personale.”
Pone una forte enfasi sull’equità, sulla gentilezza e sulla creatività, dando priorità alle relazioni a lungo termine rispetto alle vittorie rapide. Sia che si lavori con il proprio team, con i fornitori o con i clienti, l’obiettivo è costruire un marchio di cui le persone siano felici di far parte.
“L’azienda è stata fondata sull’idea di gioia, e questa continua a guidare ogni decisione. Quando guidi con gioia, cambia il modo in cui progetti, lavori e cresci.”
Che consiglio daresti a qualcuno che inizia?
Il suo primo consiglio è apparentemente semplice: inizia prima di sentirti pronto. “Non esiste un momento perfetto”, afferma. “Il progresso deriva dall’azione, non dall’attesa.”
Consiglia di trovare uno scopo chiaro, qualcosa di stabile a cui tornare nei giorni difficili. Per Haran, lo scopo è aiutare le donne a sentirsi sicure attraverso il design.
Sottolinea inoltre l’importanza di circondarsi di persone che condividono i tuoi valori, che ti sfidano nel modo giusto e che credono nella tua visione. “Ascolta i consigli, ma fidati del tuo istinto. Rimani curioso. Costruire un’impresa è un apprendimento costante e semplicemente non sai quello che non sai. Perdona te stesso mentre procedi.”