Manifestazione 25 aprile a Milano, tensioni con Brigata Ebraica | Diretta

Migliaia di persone alla partenza della manifestazione in Porta Venezia che ha visto tensioni tra i manifestanti e la Brigata ebraica, costretta a lasciare il corteo. Da lì il corteo per l’81esimo anniversario della Liberazione si è diretto verso piazza Duomo. Diverse le anime della manifestazione: dal Coordinamento per la Pace, che andrà a concludere in piazza San Fedele e il fronte proPal, che chiuderà in piazza Fontana, con alcuni centri sociali. Sono falliti, infatti, tutti i tentativi di ricucire le spaccature in seno alle varie anime del corteo.

Meloni: “Aggressioni da chi dice di difendere la libertà, abbiamo un problema”

“Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”. Così la premier Giorgia Meloni su Fb.

Renzi: “C’è un clima di odio inaccettabile, va respinto”

“Il 25 aprile dovrebbe essere la festa della democrazia, la festa di tutti. È Invece quest’anno è stata segnata da episodi di intolleranza e violenza. A Milano, dove cori razzisti e vergognosi sono stati rivolti contro la brigata ebraica. A Roma, dove due esponenti dell’Anpi sono stati colpiti da colpi di pistola ad aria compressa. E ancora, l’aggressione intollerabile ai militanti e dirigenti di più Europa, l’allontanamento di un nostro iscritto al corteo di bologna, colpevole di portare una bandiera ucraina. Un clima di odio inaccettabile. La politica sia unita nel respingerlo”. Così Matteo Renzi in una nota.

Majorino: “Straordinaria partecipazione a Milano, squallida e provocatoria presenza di cartelli pro-Trump e Netanyahu”

“Una straordinaria partecipazione, una marea di almeno centomila persone ha sfilato oggi per le vie di Milano dicendo una cosa semplicissima: ora e sempre Resistenza. Come hanno detto il segretario metropolitano del Pd milanese Alessandro Capelli e la segretaria regionale Silvia Roggiani: è stata la risposta migliore ai deliri del remigration. In un contesto del genere non possono in alcun modo essere sottovalutati gli insulti antisemiti rivolti nei confronti di Lele Fiano e di altri esponenti della comunità ebraica di cui si sono resi protagonisti alcuni manifestanti: atti gravi che non possono e non devono essere minimizzati. Come è da condannare la presenza squallida e provocatoria di cartelli pro-Trump e Netanyahu, nemici di ogni democrazia”. Così il capogruppo del Partito Democratico in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino.

Il presidio in piazza San Fedele del Coordinamento per la pace: “Da Sala disprezzo per la democrazia”

Mentre il resto dello spezzone di centri sociali e gruppi pro Palestina ha proseguito verso piazza Duomo, il Coordinamento per la Pace si è radunato in piazza San Fedele per il presidio conclusivo del 25 aprile in una piazza diversa da quella principale. Dal microfono il responsabile della logistica della Freedom Flotilla e rappresentante di Udap, Shokri Hroub, ha contestato la presenza nel corteo di manifestanti con bandiere israeliane, sostenendo che “la gente intorno non li voleva, li voleva fuori dal corteo”. Hroub ha aggiunto che “questo messaggio deve arrivare a Sala, che è un complice del genocidio” per non aver interrotto il gemellaggio con Tel Aviv.
Dal palco è intervenuto il consigliere comunale del gruppo Misto Enrico Fedrighini, che ha attaccato Palazzo Marino sullo stesso tema: “Noi abbiamo votato in Consiglio comunale l’ordine del giorno per stoppare il gemellaggio con Tel Aviv, ma è bastata una telefonata del sindaco per fermare tutto. Questo è un segnale di disprezzo per la democrazia”. Fedrighini ha poi aggiunto che “continueremo a fare il lavoro che ha fatto Monguzzi, che avrebbe continuato a partecipare a queste iniziative”. Il consigliere comunale di Europa Verde Carlo Monguzzi, scomparso il 13 aprile, è stato ricordato durante la manifestazione. “Se fosse stato ancora su questa terra sarebbe stato dei nostri”, ha detto l’attivista Giuseppe Salamone, che ha aggiunto: “Il 25 aprile non è più solo antifascismo, chi vuole sposarne i valori deve essere antisionista”. Salamone ha poi criticato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sostenendo che “non ha il coraggio di condannare le azioni di Usa e Israele contro l’Iran. La costituzione è stata messa da parte”.

Incontro della Brigata ebraica in Questura, telefonate con Piantedosi e Pisani

Il capo della Polizia Vittorio Pisani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono intervenuti al telefono all’incontro che gli esponenti della Brigata e della comunità ebraica di Milano hanno avuto con il questore Bruno Megale dopo che hanno dovuto lasciare il corteo del 25 aprile. “Quando siamo entrati il questore era al telefono con Pisani che mi ha voluto parlare”, ha spiegato Emanuele Fiano. Una conversazione sul “fenomeno nuovo in larga scala diffuso” di antisemitismo “che non può essere trattato come il solito. Anche con il ministro abbiamo avuto lo stesso colloquio: sarà qui martedì al memoriale della Shoah. Bisogna aprire una riflessione su cosa si può fare” e iniziare a pensare alla manifestazione del prossimo anno “da domani. Non si può far finta di niente”.

Meghnagi (Comunità ebraica di Milano): “L’Anpi? Sono antisemiti, colpa loro quanto avvenuto oggi”

La “colpa” di ciò che è successo oggi al corteo milanese del 25 aprile, con la Brigata ebraica duramente contestata, bloccata e infine scortata fuori dal corteo dalle forze dell’ordine “è dell’Anpi. Il presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo e il presidente provinciale Primo Minelli sono antisemiti senza saperlo”. Lo dice il presidente della comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, al termine dell’incontro con il questore Bruno Megale. Con “le loro dichiarazioni” Pagliarulo e Minelli “incitano all’antisemitismo”, attacca Meghnagi.

Epoi ancora: “Accuso il presidente nazionale dell’Anpi Pagliarulo e il presidente dell’Anpi di Milano Minelli: quello che fanno è incitamento all’antisemitismo. È stata una pessima giornata. Gli ebrei sono stati parte attiva della liberazione dell’Italia e oggi sono stati fatti ostaggi da persone che hanno vietato di partecipare a un corteo pacifico”, ha aggiunto Meghnagi che non ha partecipato alla manifestazione perché era shabbat ma è arrivato quando è stato avvisato di cosa stava succedendo. “Sono stati offesi, anche con il lancio di uova e pomodori ” ha aggiunto.

Verdi Milano: “Le bandiere di Israele in corteo sono inopportune”

“La Brigata ebraica non doveva bloccare il corteo e le bandiere israeliane sono veramente inopportune in questo momento”. Così la consigliera comunale dei Verdi Francesca Cucchiara commenta quanto accaduto al corteo di Milano. La consigliera aveva depositato lo scorso anno la mozione per interrompere il gemellaggio con Tel Aviv e la scorsa settimana ha protestato in aula contro la decisione del sindaco Sala di proseguire.

Anpi Milano: “Circa 100mila persone in corteo”

Sono state 100mila le persone che hanno sfilato nel corteo nazionale per il 25 aprile a Milano, secondo quanto riferito dal presidente di Anpi Milano, Primo Minelli. “C’è stato un tappo nel corteo e qualche tensione, ma alla fine il bilancio che noi facciamo di questa giornata è positivo – ha detto al termine dei discorsi dal palco – perché c’è tanta gente e tanti giovani e quindi siamo soddisfatti”.

L’intervista a Fiano

Milano, Fiano: “Siamo stati cacciati, ci hanno detto siete saponette mancate”



Avs: “A Milano la foto di Netanyahu provocazione per creare incidenti”

“Gli insulti antisemiti di oggi a Milano vanno assolutamente condannati. Ma venire al corteo del 25 aprile con la bandiera di Israele e la foto di Netanyahu è una provocazione inaccettabile, scientificamente pianificata da chi voleva bloccare il corteo, riuscendoci”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. “Decine di migliaia di persone non sono riuscite a raggiungere piazza Duomo a causa di questo blocco e di un comportamento irresponsabile e provocatorio. Il governo di Netanyahu si è reso responsabile di un genocidio a Gaza e di una pulizia etnica in corso in Cisgiordania. Netanyahu ha un mandato di arresto dalla Corte Penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Venire in piazza portando la sua foto è stata una provocazione ben studiata e disgustosa. A Roma militanti dell’Anpi sono stati colpiti da colpi di pistola ad aria compressa: un fatto molto grave. Ai due feriti va la mia più totale solidarietà e vicinanza”, conclude

Calenda: “Liberare le piazze dai violenti, la sinistra se sta in silenzio è complice”

“Solidarietà e sdegno profondo per questa vergogna. Le piazze del 25 aprile vanno liberate dal ricatto dei violenti, dei razzisti e degli estremisti. La sinistra quando fa finta di nulla è complice di questo scempio”. Così Carlo Calenda, commentando in particolare gli insulti contro la Brigata Ebraica durante il corteo a Milano.

Conte: “Condanniamo gli insulti alla Brigata ebraica e il folle gesto di Roma”

“Oggi è la festa della Liberazione, una festa nazionale: vanno condannati assolutamente gli insulti contro la Brigata Ebraica per impedirgli di manifestare e va assolutamente condannata l’aggressione folle successa a Roma da parte di una persona che va identificata subito e assicurata alla giustizia e che ha addirittura assalito dei manifestanti a Roma”. Così il leader del M5s Giuseppe Conte commenta gli insulti contro la Brigata Ebraica nel corso della manifestazione a Milano e gli spari al corteo a Roma.

Il gruppo “Coordinamento per la pace” si sposta in piazza San Fedele

Il Coordinamento per la Pace si è staccato dal percorso principale del corteo del 25 aprile a Milano all’altezza di San Babila per dirigersi verso corso Matteotti e quindi piazza San Fedele, vicino a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dove è previsto il presidio conclusivo. La scelta di raggiungere piazza San Fedele, hanno spiegato dal carro, è legata anche alla vicinanza con Palazzo Marino, dopo che il sindaco Giuseppe Sala ha deciso di non interrompere il gemellaggio con Tel Aviv. Una decisione definita “una vergogna” e “uno sfregio per una città Medaglia d’oro della Resistenza”. Gli organizzatori hanno aggiunto che “la Liberazione va ancora attuata” e che il gruppo non intende “assecondare un pensiero dominante”, rivendicando di voler rappresentare “i valori reali dell’antifascismo” e criticando le politiche di riarmo. Sul furgone del Coordinamento sono esposte una bandiera palestinese e vessilli di Cuba, Venezuela e Iran.

Bonelli: “Ricordare chi ha dato all’Italia la democrazia”

“Festeggiare il 25 aprile significa ricordare, non dimenticare chi ha dato all’Italia la democrazia: i nostri padri, le nostre madri costituenti, i partigiani e le partigiane. Significa ricordare a chi non vuole farlo che oggi è quello che è perché c’è stata la lotta partigiana antifascista. E lo ricordo al Presidente del Senato Ignazio La Russa, che dice di voler celebrare il 25 aprile ma intende anche ricordare i repubblichini della Repubblica di Salò, coloro che hanno portato l’Italia nella dittatura fascista: una vergogna da parte della seconda carica dello Stato”. Lo afferma Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, dal corteo di Milano per il 25 aprile.

Fiano: “Abbiamo seguito le istruzioni della polizia ma siamo stati bloccati lo stesso”

“Io non so che notizie abbiano riferito a Pagliarulo, ma evidentemente gli hanno riferito delle notizie sbagliate”: così Emanuele Fiano ha replicato al presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, secondo cui la Brigata ebraica ha bloccato il corteo. “La brigata ebraica con dietro i ragazzi dell’Hashomer Hatzair e lo striscione di ‘Sinistra per Israele, due popoli, due Stati’ si è inserita nel corteo seguendo le istruzioni della polizia che ha deciso esattamente dove e quando doveva entrare” e “la Brigata ebraica non si è fermata all’incrocio tra via Senato e corso Venezia, ma è stata fermata da qualche migliaio di persone che, siccome la Brigata Ebraica ha un vessillo con la stella di Davide – ha aggiunto -, siccome Sinistra per Israele ha un vessillo con la stella di Davide, hanno ritenuto, in nome di una loro versione della libertà, che queste persone non potessero sfilare. Punto. Non ci sono altre motivazioni”. “Il presidente dell’Anpi di Milano sapeva benissimo che c’erano queste bandiere. Non ha affatto detto di non portarle. Quindi le ragioni che sta adducendo Pagliarulo, non so perché, sono del tutto prive di fondamento. A Milano – ha sintetizzato – una minoranza estremista ha deciso di discriminare un’altra minoranza in rappresentanza di varie organizzazioni della comunità ebraica ed è un fatto vergognoso che l’Anpi dovrebbe condannare con tutta la forza possibile”.

Un gruppo di manifestanti della Brigata ebraica si dirige verso la questura di Milano

Lo spezzone della Brigata ebraica del corteo del 25 aprile a Milano si sta dirigendo verso la Questura in via Fatebenefratelli. Fra i presenti Emanuele Fiano, Daniele Nahum e il consigliere regionale Manfredi Palmeri.
Una delegazione dovrebbe essere ricevuta dal questore Bruno Megale.

La rettrice Brambilla: “Senza Liberazione non ci sarebbe conoscenza”

“La scienza e la conoscenza, insopprimibili diritti di ogni individuo in ogni parte del mondo e fondamenta di ogni progresso, possono prosperare solo nella libertà”. Lo ha spiegato dal palco del 25 aprile la rettrice dell’Università Statale di Milano Marina Brambilla. “La libertà, la democrazia, la pace sono condizioni necessarie alla stessa esistenza delle Università che, per questo, della libertà, della democrazia e della pace devono essere vigili sentinelle – ha aggiunto -. Senza la liberazione dal nazifascismo, senza il sacrificio di tanti concittadini, donne, uomini, giovani, che hanno consentito l’emancipazione democratica del nostro paese e il suo sviluppo in tanti decenni di pace, non esisterebbero conoscenza, scienza, progresso. Per questo, oggi, siamo qui”.

Ripartito il corteo, ma un gruppo di Pro Pal resta vicino alla Brigata ebraica

Dopo un lungo blocco, lentamente il corteo principale del 25 aprile a Milano ha ripreso la sua marcia in direzione Piazza Duomo, dove sono già iniziati i comizi finali. Un gruppo di manifestanti con bandiere della Palestina, circa un centinaio, hanno seguito lo spezzone della Brigata ebraica quando è uscita dal corteo in via Senato. Al momento un cordone di forze dell’ordine li ha fermati in via Senato. I manifestanti scandiscono “Palestina libera”, “Milano sa da che parte stare. Palestina libera da fiume al mare” e “Fuori i sionisti da Milano”.

Anpi Milano: “La Russa non è all’altezza di rappresentare le istituzioni”

“È scandaloso che oggi si invochi una pacificazione. Caro presidente del Senato, lei parifica chi combatté per la libertà e chi per il fascismo, lei non è all’altezza di rappresentare le istituzioni”. Lo ha detto il presidente di Anpi Milano, Primo Minelli, dal palco della manifestazione del 25 aprile di Milano. Minelli ha ricordato anche la piazza della Lega e dei sovranisti di sabato scorso, “che era il passato sconfitto dalla storia”. Infine un pensiero per il conflitto in Medio Oriente che divide anche le anime del 25 aprile. “In terra di Palestina la pietà è morta”, ha concluso.

Le proteste della Brigata ebraica: “Noi cacciati dalla Polizia”

“Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo”. Lo ha detto il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano, dopo che lo spezzone della Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo.

Anpi, blocco corteo causato da Brigata ebraica, non ha rispettato patti: “Bandiere israeliane inopportune”

Il corteo del 25 aprile a Milano non è stato bloccato per le contestazioni “ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo”. Così il presidente di Anpi Gianfranco Pagliarulo commenta il blocco del corteo nazionale a Milano per le contestazioni alla Brigata ebraica. “Perché non c’è solo la Brigata ebraica, cosa assolutamente legittima, ma ci sono anche gli iraniani che vogliono il ritorno del figlio dello Scià – ha aggiunto – e questo non mi pare sia una posizione coerente col 25 aprile”. “Ci sono le bandiere israeliane ma c’era stato un impegno, mi hanno detto, da parte della comunità ebraica di non portare le bandiere israeliane per motivi ovvi data la situazione – ha rimarcato – , tutto questo non è avvenuto e si è creata questa situazione molto incresciosa”. “In una situazione del genere le bandiere israeliane non sono opportune, immaginiamo se insieme alle bandiere ucraine, che è legittimo che ci stiano, ci fossero state anche le bandiere russe, forse non era una grande idea – ha concluso – , quindi non si capisce per quale motivo ci siano le bandiere israeliane”.

Il sindaco Sala sulle contestazioni alla Brigata ebraica: “C’è poco da stupirsi, io me l’aspettavo”

“I tempi sono questi. Io devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala arrivando con la testa del corteo in piazza Duomo, commentando il fatto che la manifestazione del 25 aprile è stata di fatto spezzata di due per le Proteste contro la Brigata ebraica. “Capisco che poi loro facciano quello che possono, ma la situazione in queste settimane, in questi mesi è questa, quindi c’è poco da stupirsi – ha aggiunto -. Io sinceramente un po’ me l’aspettavo. E non lo so, è un fatto organizzativo su cui non posso ovviamente commentare”. Sugli insulti antisemiti sala ha poi detto: “Questo è anche il clima che si è creato in quest’ultima fase, spiace perché il 25 aprile è un momento importantissimo. Forse sarebbe ora che la smettessimo di chiamarla festa. Non è una festa, è un momento di riflessione, è un momento di impegno, è un momento di volontà. Però certamente tutto ciò si sta un po’ perdendo”.

Fratoianni (SI): “Un errore impedire alle persone di manifestare”

Quello che è successo “io penso che sia totalmente sbagliato e che sia un errore, che impedisce a decine di migliaia forse di più di persone di sfilare”. Così il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni commenta quanto accaduto al corteo di Milano. “Il 25 aprile è la festa più bella dell’anno e così andrebbe celebrata, non come una commemorazione ma come una giornata di lotta per chi pensa che la liberazione non sia mai qualcosa di acquisito, ma qualcosa che va conquistato quotidianamente – ha aggiunto – . Per questo auspico sempre che questa giornata non sia una giornata di divisioni, il che non vuol dire che non debbano essere affermate anche le differenze che esistono, le sensibilità, gli elementi di diversità, ma dentro un quadro che mette al centro il valore di questa giornata”.

La Brigata ebraica viene scortata fuori dal corteo

La brigata ebraica lascia il corteo del 25 aprile scortata dalle forze dell’ordine. Fra fischi e applausi, insulti e grida “fuori, fuori”, la polizia in tenuta antisommossa sta facendo spostare lo spezzone della Brigata ebraica fuori dalla manifestazione, lungo via Senato.

(ansa)

Il corteo si spezza: una piccola parte arriva in Duomo, il resto è ancora fermo

La testa del corteo con il sindaco Sala è entrata in piazza Duomo, ma il grosso della manifestazione è ancora bloccato a causa delle tensioni con la Brigata Ebraica. Piazza del Duomo, mancando una grossa parte del corteo, risulta quindi in parte vuota, mentre all’incrocio tra via Senato e corso Venezia continuano i cori ‘Fuori i sionisti dal corteo’ e ‘Assassini’ contro la Brigata Ebraica che risponde con ‘fuori i fascisti’.

Trattative per far partire il corteo: ma è ancora tutto fermo

Lo spezzone del corteo con la Brigata ebraica, oltre ai rappresentanti delle comunità iraniana e ucraina, è ora bloccato all’incrocio fra corso Venezia e via Senato, protetto da un cordone di forze sull’ordine mentre manifestanti intorno scandiscono ‘fuori, fuori’. Per ragioni di ordine pubblico e per sbloccare l’impasse, le forze dell’ordine hanno chiesto loro di uscire dal corteo, cosa che al momento non pare intendono fare. La contestazione non sarebbe partita da gruppi di centri sociali organizzati. Solo una piccola parte dei manifestanti è riuscita a raggiungere piazza Duomo.

Il corteo bloccato: a fermarlo le proteste dei Pro Pal

Mentre la testa del corteo del 25 aprile a Milano è quasi arrivata in piazza Duomo, risulta bloccato dalle proteste dei pro-Palestina tutto il resto del corteo milanese, compreso lo spezzone della Brigata ebraica, che ha percorso pochi metri e poi si è fermato. I militanti pro Palestina continuano a gridare “fuori dal corteo” e “vergogna” e bloccano il passaggio all’incrocio con via Senato e corso di porta Venezia.

I Neonazisti di Do.Ra. commemorano i caduti della Rsi a Varese

I Do.Ra anche quest’anno hanno omaggiato con il ‘presente’ e saluti romani i “camerata uccisi dal nemico mentre combattevano per la patria”, come ha detto il leader del gruppo nazifascista con sede ad Azzate (Varese) Alessandro Limido, che ha definiti i morti della Repubblica sociale italiana “i veri eroi”. Con uno striscione inneggiante ai “figli di sangue e onore”, alle 9 i militanti della Comunità dei Dodici Raggi hanno iniziato il giro di commemorazioni al cimitero di Ganna, per poi spostarsi a cimiteri varesini di Sant’Ambrogio e di Belforte. Una ventina i militanti presenti a quello che l’Anpi ha sempre definito uno “sfregio” al 25 Aprile, appartenenti a un’associazione da anni sotto inchiesta e al centro di diversi processi . Per i caduti nel nome della Repubblica Sociale”, ha scandito Limido con i militanti di Do.Ra che hanno risposto con il saluto romano, per poi spostarsi verso l’ultima tappa, il cimitero di Solbiate Arno. Presenti, come sempre, Polizia e Carabinieri che anche questa volta, davanti al saluto romano, faranno scattare la denuncia.

Fiano: “Ci hanno detto siete solo saponette mancate”

“Uno ci ha detto, siete solo saponette mancate”. Lo ha riferito l’esponente del Pd Emanuele Fiano al corteo del 25 aprile parlando delle contestazioni ricevute alla Brigata ebraica dai manifestanti pro Palestina. Molti i fischi arrivati dai manifestanti allo spezzone dove si trova anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, protetto da un ampio schieramento di forze dell’ordine.

Pagliarulo, presidente Anpi: “La bandiera di Israele non può sfilare”

“La bandiera d’Israele non può” sventolare al corteo nazionale per la festa della Liberazione. Così il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, prima della partenza della manifestazione. “La bandiera ucraina va bene, ci può stare perché – ricorda – l’Ucraina è un Paese che è stato invaso dai russi, quella di Israele no e per un motivo molto semplice, lo stesso per cui non c’è la bandiera della Russia. Infatti, se è vero come si è detto che bisogna distinguere l’aggressore e l’aggredito per quello che riguarda Gaza o l’Iran la situazione è chiara: c’è un aggressore che si chiama Israele ma anche Stati Uniti d’America e un aggredito, che è il popolo palestinese”. “Quindi la bandiera ucraina francamente penso ci stia” bene nel corteo, “ma quella israeliana e quella americana francamente preferirei non vederle – ha concluso – perché non c’entrano con questa manifestazione”.

Fischi e contestazioni all’arrivo della Brigata Ebraica

Contestazioni e fischi all’ingresso nel corteo della Brigata Ebraica. “Fuori” urlano diversi tra i presenti. Le tensioni rallentano la partenza della manifestazione. In testa al corteo, che deve ancora partire, c’è stata una prima contestazione contro la presenza della Brigata ebraica, proprio a pochi passi da dove il gruppo inizierà a sfilare. A contestare la presenza della Brigata ebraica al grido di “via i sionisti dal 25 aprile” sono i Carc e alcuni militanti pro Palestina, con bandiere e lo striscione con la scritta, “Via i servi di Usa e Nato e i sionisti, per una nuova liberazione”. I manifestanti gridano “assassini” e spiegano che gli esponenti della Brigata ebraica “sono quelli che bombardano le popolazioni di Gaza e quindi non posso partecipare e non hanno diritto a stare al corteo – hanno scandito al megafono – . Festeggiano la resistenza e la lotta partigiana ma non tolleriamo la loro presenza”. Davanti al gruppo di militanti pro Palestina si sono schierate le forze dell’ordine in tenuta anti sommossa, mentre risuona il canto Bella Ciao.

Valditara sul 25 aprile: “Celebrarlo contro ogni idea fascista o totalitaria”

Il 25 aprile “dobbiamo interrogarci sul perché oggi e sempre è importante contrastare qualsiasi idea fascista e totalitaria”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che in mattinata ha partecipato della deposizione di una corona davanti al Comune. “Il 25 aprile è una giornata di riflessione e nelle scuole dovrebbe svilupparsi una riflessione di questo tipo – ha aggiunto -, perché, soprattutto nell’ottantesimo anniversario dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente, è importante che si capiscano anche le radici culturali, storiche, politiche della Costituzione. Dobbiamo ragionare, a partire dalle scuole, sul significato della lotta contro il fascismo. Certo, noi siamo contro il fascismo per le leggi razziali, ma chi oggi potrebbe non essere contro le leggi razziali? Ci sono stati antifascisti ben prima delle leggi razziali, antifascisti che hanno perso la vita. Penso a Matteotti, a Gobetti, ai fratelli Rosselli. Allora bisogna andare ancora più in profondità e chiedersi perché il fascismo era sbagliato e perché è giusto celebrare il 25 aprile”.
“Innanzitutto – prosegue nel ragionamento – perché il fascismo era negazione delle libere elezioni. Poi il fascismo, non soltanto aveva cancellato la democrazia, aveva anche cancellato alcune libertà fondamentali. Penso alla libertà di opinione, libertà di pensiero, libertà di manifestazione della parola. Il fascismo – aggiunge – aveva cancellato l’importanza della persona. La nostra Costituzione rovescia questa impostazione, a differenza di tutti i regimi totalitari, la nostra Costituzione mette la persona al centro, non al servizio dello Stato, dell’ideologia, della religione o di qualsiasi altra cosa, del partito”.

I giovani di Forza Italia: “Siamo qui perché la libertà non ha colore politico”

Per la prima volta in modo organizzato partecipa al corteo del 25 aprile di Milano una rappresentanza dei giovani di Forza Italia Lombardia, che sfilerà con la Brigata Ebraica. “Siamo qua perché la libertà ha un valore che non ha colore politico – ha detto Vincenza Piazza, segretario FI giovani di Milano –, forse abbiamo sbagliato a non farlo già prima. Siamo venuti personalmente gli altri anni ma in modo organizzato è la prima volta”.
I giovani di Forza Italia sfilano con le bandiere dell’Italia e della Ue ma come hanno spiegato gli sarebbe stato vietato dall’Anpi di Milano di portare le bandiere di FI. “Anpi, con il presidente Primo Minelli, ci ha detto che non possiamo usare in corteo loghi di partito e bandiere ma questa è una disparità di trattamento – ha detto il coordinatore regionale dei giovani di FI Andrea Ninzoli – Ci ha detto che c’erano dei problemi interni perché qualcuno non voleva le nostre bandiere”

Il sindaco Sala: “Ci sono divisioni, per questo chi ci crede deve far sentire la sua voce”

Questo 25 aprile “sarà una giornata delicata, perché ci sono divisioni, ci sono sempre strascichi di polemiche”. Così il sindaco di Milano Beppe Sala a poche ore dall’inizio del corteo, che – come annunciato – si suddividerà per concludersi in diverse piazze. “Proprio per il fatto che qualcuno non vuol festeggiare il 25 aprile e un po’ nega anche il senso di questa giornata, però, – ha aggiunto parlando a margine della deposizione delle corone davanti al Comune – chi ci crede deve fare la sua parte, deve partecipare, deve far sentire la sua voce. Con grande educazione, che è qualcosa che oggi in politica spesso manca, ma anche in maniera ferma”. Per questo “siamo qui e saremo oggi in manifestazione e sul palco”.

(ansa)

Il percorso e gli interventi sul palco

Il corteo partirà da Porta Venezia, per poi dividersi all’arrivo in tre spezzoni. Quello tradizionale, organizzato dall’Ampi e con alla testa il sindaco Sala, seguirà il percorso “classico” fino a piazza Duomo con gli interventi sotto la Madonnina. Sul palco Primo Minelli, presidente del comitato antifascista milanese, il vice presidente Aned di Sesto San Giovanni Milena Bracesco, della rettrice dell’Università Statale Marina Brambilla, la segretaria della Cisl Daniela Fumarola e il presidente nazionale Fivl Roberto Tagliani. Le conclusioni sono affidate al presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo. Il coordinamento per la pace-Milano si staccherà dal serpentone principale per tenere il proprio comizio in piazza San Fedele, per “distinguersi dalle ambiguità di quelle organizzazioni e partiti che non si oppongono alla linea guerrafondaia e di riarmo dell’Unione Europea contro la Russia, anzi la alimentano, e che si oppongono solo strumentalmente alle azioni di Trump e Netanyahu”. Il fronte proPal, con alcuni centri sociali, chiuderà invece in piazza Fontana.

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