Guerra in Iran, le news di oggi. Usa pronti all’attacco su Hormuz se salta la tregua

Trump dichiara che non ci sarà bisogno di usare l’arma nucleare in Medio Oriente, ma rivendica il “controllo totale” di Hormuz e ordina di “distruggere qualsiasi imbarcazione posizioni mine” nelle sue acque. “Nessuno può entrare o uscire senza l’approvazione della marina americana. Lo Stretto è sigillato ermeticamente finché Teheran non sarà in grado di raggiungere un accordo”, avverte il presidente Usa, che tuttavia afferma di non avere alcuna fretta di chiudere l’intesa. La portaerei Uss George H.W. Bush intanto è arrivata in Medio Oriente. E la Cnn riferisce che gli Usa sono pronti all’attacco di obiettivi iraniani su Hormuz se salta la tregua

Libano, media: “In corso bombardamenti dell’aviazione israeliana”

L’aviazione israeliana sta bombardando il Libano dopo che Hezbollah ha lanciato droni in territorio israeliano e contro le forze che operano nel Libano meridionale. Lo riporta Ynet News.

Hegseth: “La guerra in Iran è un dono per il mondo”

Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha definito la guerra in Iran un “dono per il mondo” parlando con i giornalisti al Pentagono. Hegseth ha aggiunto che il blocco navale statunitense contro le navi iraniane continuerà “finché sarà necessario” per portare a termine la missione “audace e pericolosa” degli Stati Uniti, volta a porre fine alla minaccia che l’Iran rappresenta per la sicurezza globale.

Gli equipaggi delle tre navi sequestrate sono ancora sotto custodia Usa

Gli equipaggi delle tre navi mercantili sequestrate dalle forze armate statunitensi nell’ultima settimana per il blocco dello stretto di Hormuz sono ancora sotto la custodia degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il generale Dan Caine durante una conferenza stampa. “Continueremo a condurre azioni e attività di interdizione marittima simili negli Oceani Pacifico e Indiano contro le navi iraniane e le imbarcazioni della ‘Flotta Oscura'”, ha affermato Caine. Il generale ha aggiunto che l’equipaggio della Tousca, la prima nave mercantile sequestrata dalle forze statunitensi domenica, “ha ripetutamente ignorato gli avvertimenti degli Stati Uniti”, per un periodo di sei ore. Caine ha dichiarato che questo comportamento ha indotto l’equipaggio del cacciatorpediniere della Marina che seguiva la nave a sparare cinque colpi di avvertimento. “La nave e il suo equipaggio hanno continuato a ignorare gli avvertimenti e, dopo aver esaurito tutte le altre misure, il Centcom ha autorizzato il fuoco di neutralizzazione contro la Tousca”, ha detto il militare. Successivamente il cacciatorpediniere ha messo fuori uso il motore della nave sparando nove colpi a salve dai cannoni da 12,7 cm del cacciatorpediniere “precisamente nella sala macchine e nello spazio motore a bordo della Tousca”. “Non sorprende che l’imbarcazione abbia poi segnalato problemi al motore, si sia fermata in acqua e abbia iniziato a ottemperare alle direttive statunitensi”, ha concluso Caine.

Teheran ha ricevuto dal Pakistan nuove proposte per i negoziatì

Il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, ha trasmesso all’Iran nuove proposte per i colloqui con gli Stati Uniti, e Teheran le sta valutando. E’ quanto affermato dall’ambasciatore della Repubblica islamica in Russia, Kazem Jalali, durante consultazioni tenutosi a Mosca degli Stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. “Nei giorni scorsi, in seguito all’arrivo a Teheran del comandante dell’esercito pakistano in veste di mediatore, sono state presentate nuove proposte, che stiamo attualmente esaminando e su cui ci stiamo scambiando comunicati”, ha dichiarato Jalali, citato dall’agenzia russa Tass. Il 16 aprile, il capo delle forze armate pakistane ha visitato Teheran, dove ha incontrato i vertici militari e politici della Repubblica islamica dell’Iran.

Von der Leyen: “Ridurre la nostra dipendenza dallo Stretto di Hormuz”

“Siamo pronti a collaborare con i Paesi del Golfo per diversificare le infrastrutture per l’esportazione, riducendo la dipendenza dal solo collo di bottiglia dello Stretto di Hormuz”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen in una conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Cipro. “E’ giunto il momento di promuovere progetti di connettività promettenti come l’Imec, il corridoio economico India-Medio Oriente. – ha proseguito – gli eventi del mese scorso ci hanno insegnato una dura verità: la nostra sicurezza non è solo correlata, è intrinsecamente legata. Una minaccia a una nave mercantile nello Stretto di Hormuz equivale a una minaccia a una fabbrica, ad esempio, in Belgio”.

Costa (Ue): “Hormuz sia riaperto subito, è vitale per il mondo intero”

“Dobbiamo trovare una soluzione duratura per porre fine a questa guerra e affrontare le questioni centrali. Lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto immediatamente, senza restrizioni, nel pieno rispetto del diritto internazionale e del principio di libertà di navigazione. Questo è vitale per il mondo intero”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa al termine del vertice informale Ue di Cipro. “La diplomazia è l’unica via sostenibile ed europea”, ha aggiunto.

Iran International: Ghalibaf lascia i negoziati per disaccordi interni

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana con gli Stati Uniti, si è dimesso per i disaccordi interni. Lo riporta Iran International in un’esclusiva.
Ghalibaf è stato criticato per aver tentato di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington ed è stato costretto a dimettersi. La figura intransigente Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema presso il consiglio supremo di sicurezza nazionale, potrebbe sostituirlo, scrive Iran International, mentre anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi cerca di assumere la guida dei colloqui.

Usa: “34 navi bloccate da Usa hanno fatto dietrofront”

“A partire da questa mattina, 34 navi hanno incontrato il blocco statunitense e hanno fatto la saggia scelta di tornare indietro”. Lo ha dichiarato presidente dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti Dan Caine durante un briefing al Pentagono sugli sviluppi del conflitto in Iran.

(afp)

Hegseth: “I colloqui ospitati da Francia e Regno Unito su Hormuz sono chiacchere inutili e sciocche”

“Chiacchiere inutili”. Così Pete Hegseth ha liquidato le discussioni tra quasi 50 Paesi, ospitate la scorsa settimana a Parigi da Francia e Gran Bretagna, su come ristabilire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. “So che ci sono molte discussioni, avete visto la conferenza – che definirei sciocca – che si è tenuta in Europa la settimana scorsa, dove si sono riuniti per parlare di parlare, di fare forse qualcosa in futuro, quando le cose saranno sistemate. Non si tratta ancora di sforzi seri”.

Teheran: “Araghchi andrà a Islamabad, Muscat e Mosca”

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, sarà da oggi a Islamabad, Muscat e Mosca. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna. “L’obiettivo di questo viaggio sono consultazioni bilaterali, discussioni e colloqui sulle trasformazioni in corso nella regione, nonché sull’ultima situazione della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro l’Iran”, ha spiegato l’agenzia.

Hegseth: “Per l’Europa è finito il tempo di approfittare della nostra protezione gratis”

Pete Hegseth ha fatto eco alle critiche agli alleati europei di Donald Trump. “L’Europa e l’Asia hanno beneficiato della nostra protezione per decenni, ma il tempo di approfittarne gratuitamente è finito”, ha affermato il segretario alla Difesa in un briefing sulla guerra in Iran.

(reuters)

Hegseth: “Teheran ha opportunità storica di un accordo serio”

Il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, è tornato a chiedere a Teheran di cogliere l’occasione di un’intesa con gli Stati Uniti. “L’Iran ha un’occasione storica di fare un accordo serio”, ha detto nel corso di una conferenza stampa. “L’Iran non avrà l’atomica”, ha poi ribadito.

La delegazione iraniana con Araghchi verso il Pakistan

L’Iran sta inviando una delegazione in Pakistan per colloqui. Lo hanno riferito fonti pakistane e iraniane alla Cnn. Secondo fonti pakistane, della delegazione fa parte il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. Secondo la Reuters, Araghchi dovrebbe arrivare a Islamabad questa sera con una piccola delegazione ed è probabile che si terranno colloqui di pace con gli Stati Uniti. Secondo una fonte governativa, il team logistico e di sicurezza statunitense è già a Islamabad per i negoziati.

Due morti nei raid dell’Idf dopo la proroga della tregua

Un raid israeliano nel sud del Libano ha fatto due morti. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese, ricordando che nel Paese è in vigore la tregua, prorogata ieri di tre settimane.

Kuwait, colpite due località da droni iracheni: nessuna vittima

Il Kuwait afferma che stamattina alcuni droni esplosivi lanciati dall’Iraq hanno colpito due località sul confine settentrionale. L’esercito kuwaitiano ha dichiarato su X che i droni hanno causato danni materiali, ma che non sono state segnalate vittime.

Unifil, morto casco blu indonesiano ferito a marzo

L’Unifil ha annunciato la morte del caporale Rico Pramudia, rimasto gravemente ferito a seguito dell’esplosione di un proiettile nella base di Adchit Al Qusayr, nel sud del Libano, la notte del 29 marzo. La missione Onu ha espresso “le sue più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici del caporale Pramudia, nonchè all’esercito, al governo e al popolo dell’Indonesia per questa tragica e irreparabile perdita”.
“Esigiamo da tutti gli attori coinvolti che rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite”, si legge nella nota Unifil, nella quale si ricorda che “gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono configurarsi come crimini di guerra”.

Netanyahu: “Ho sconfitto un tumore alla prostata”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha reso noto di essere guarito da un tumore alla prostata. “Grazie a Dio, ho sconfitto anche questo”, ha scritto sul suo profilo X.
Netanyahu ha raccontato di essere stato operato per una prostatite benigna un anno e mezzo fa. Ma “all’ultimo controllo è stato rilevato un minuscolo alone di meno di un centimetro nella prostata. Dagli esami si è appurato che si trattava di uno stadio estremamente precoce di un tumore maligno, circoscritto e senza metastasi”, ha spiegato. I medici hanno prospettato al premier due alternative: aspettare e monitorare, o intervenire. E Netanyahu ha scelto la seconda opzione.
“Voi mi conoscete. Quando mi danno informazioni tempestive su un pericolo potenziale, voglio affrontarlo immediatamente. Questo vale sia a livello nazionale sia personale. E’ esattamente ciò che ho fatto. Ho subito un trattamento mirato che ha rimosso il problema senza lasciarne traccia. Ho frequentato alcune sedute brevi di trattamento, ho letto un libro e ho proseguito con il mio lavoro. L’alone è scomparso completamente”, ha assicurato.
Il premier israeliano ha riferito di avere chiesto ai medici “di posticiparne di due mesi” la divulgazione della notizia “affinché non venisse resa pubblica durante il picco della guerra, per non consentire al regime terroristico iraniano di diffondere ulteriore propaganda menzognera contro Israele”, ha spiegato.

Meloni: “Mantenere forza internazionale al confine tra Israele e Libano”

“Una presenza internazionale al confine tra Israele e Libano è necessaria. Il ruolo che gioca l’Italia può fare la differenza. Ne ho parlato con Aoun. Bisogna cercare una cornice legale”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, a margine del vertice informale Ue di Cipro, parlando del ruolo dell’Unifil.

Domani riprendono i voli internazionali dall’aeroporto di Teheran

I voli internazionali riprenderanno domani all’aeroporto Imam Khomeini di Teheran, uno dei due principali aeroporti che servono la capitale iraniana.
Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Isna. L’Autorità per l’aviazione civile ha annunciato lunedì la riapertura dell’aeroporto, insieme a quella del secondo aeroporto principale di Teheran, Mehrabad, dopo settimane di chiusura a causa della guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti.
“Secondo un annuncio dell’aeroporto Imam Khomeini, i voli internazionali per Istanbul (Turchia) e Muscat (Oman) riprenderanno domani (sabato) da questo aeroporto”, ha riportato Isna. I voli internazionali erano già ripresi lunedì 20 aprile dall’aeroporto di Mashhad, nel nord-est del Paese. Il trasporto aereo passeggeri in Iran era stato interrotto all’inizio dell’offensiva israelo-americana, il 28 febbraio.

Meloni incontra il presidente del Libano Aoun

A margine dei lavori del Consiglio europeo informale in corso a Cipro, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha incontrato il presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun. Lo affermano fonti di Palazzo Chigi.

Teheran: “Il ministro Araghchi ha parlato del cessate il fuoco con il ministro degli Esteri del Pakistan”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e con il capo dell’esercito pakistano Asim Munir in merito agli sviluppi regionali e alle questioni relative al cessate il fuoco con gli Stati Uniti. Lo ha reso noto il Ministero degli Esteri iraniano.

Oggi conferenza stampa del Pentagono sull’operazione Epic Fury

Oggi, alle 8 ore Usa (le 14 in Italia), il Pentagono terrà una conferenza stampa sull’Operazione Epic Fury in corso in Iran. Lo ha annunciato il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in un post su X. Alla conferenza stampa, viene precisato, parteciperanno il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth e il capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Caine.

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi sente Pakistan e Iraq

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato di aver parlato separatamente con il ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar e con il capo dell’esercito del Pakistan Asim Munir. Secondo una dichiarazione diffusa su Telegram, e citata da Sky News, hanno discusso di “sviluppi regionali e questioni relative al cessate il fuoco”. In una terza telefonata, Araghchi ha parlato anche con il presidente iracheno.

L’Iran agli Usa: “Sui pozzi petroliferi da noi è ‘occhio per occhio’”

Il vicepresidente iraniano ha avvertito gli Stati Uniti che risponderanno con la legge del taglione in caso di attacchi ai pozzi petroliferi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Mehr, citata dal Guardian. Secondo l’agenzia, Esmaeil Saqab Esfahani ha dichiarato: “Se il nemico commette un altro errore, la nostra strategia sarà quella del taglione. Se uno qualsiasi dei nostri pozzi petroliferi verrà colpito, uno degli impianti petroliferi dei paesi dal cui territorio veniamo attaccati sarà preso di mira”. E ha aggiunto che la squadra negoziale di Teheran ha “il controllo della situazione al tavolo delle trattative”. Esfahani ha inoltre affermato che gli iraniani non devono preoccuparsi per l’approvvigionamento energetico, poiché sono stati presi i “i necessari accorgimenti”.

Sánchez rilancia lo stop all’accordo Ue-Israele

Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, durante la cena dei leader Ue di ieri sera a Cipro, ha difeso la richiesta della Spagna di sospendere l’accordo di associazione Ue-Israele. “Ieri – ha spiegato arrivando alla seconda giornata di lavori del vertice informale a Nicosia – ho difeso quella posizione, perché ciò che ci delegittima ad avanzarla, non solo esternamente ma anche internamente nelle nostre società, è questo doppio standard che l’Europa applica all’Ucraina e al Medio Oriente”. “Ci sono governi favorevoli e altri contrari. Non c’è unità su questo tema e il risultato è un indebolimento della posizione dell’Ue”, ha sottolineato.

New York Times: la guerra in Iran ha prosciugato le scorte Usa di missili

Secondo valutazioni interne del Dipartimento della Difesa, confermate anche da fonti del Congresso che hanno parlato con il New York Times, le scorte di missili statunitensi e di armi costose si sono notevolmente ridotte a causa della guerra con l’Iran. Secondo le stime, gli Usa hanno consumato 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio, progettati per una guerra con la Cina; 1.000 missili da crociera Tomahawk, circa 10 volte il numero che acquistano attualmente ogni anno; 1.200 missili intercettori Patriot, ognuno dei quali costa più di 4 milioni di dollari; e 1.000 missili di precisione e missili terrestri.

Kallas: “Ue può aiutare nei negoziati con l’Iran”

“Se i colloqui si concentrano solo sul nucleare e non ci sono esperti del settore al tavolo delle trattative, finiremo per raggiungere un accordo più debole del Jcpoa”, l’Accordo sul nucleare iraniano del 2015, e “i problemi della regione – i programmi missilistici, il loro sostegno a gruppi proxy, nonché le attività ibride e informatiche in Europa – non verranno affrontati. Di conseguenza, ci ritroveremo con un Iran più pericoloso e, anzi, lo rafforzeremo. Dobbiamo quindi essere consapevoli e far sentire la nostra voce, insieme agli attori regionali, affinché tutte queste preoccupazioni vengano affrontate e possiamo aiutare nei negoziati”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas al suo arrivo al Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro.

(reuters)

Libano, tregua a rischio tra attacchi dell’Idf e razzi di Hezbollah

Poche ore dopo l’annuncio della proroga di tre settimane del cessate il fuoco tra Israele e il Libano da parte del presidente Donald Trump, sul terreno la tregua appare già a rischio. Il sito di notizie Lebanon 24 ha riferito di due attacchi israeliani nel Libano meridionale, senza precisare eventuali vittime nè l’entità dei danni. Al contempo, l’esercito israeliano ha affermato che “diversi razzi” sono stati lanciati verso il nord di Israele, senza fornire alcun dettaglio.
Nelle scorse ore, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno assicurato di aver distrutto il lanciarazzi di Hezbollah utilizzato per sparare contro il nord di Israele, in particolare contro Shtula. Hezbollah ha affermato di aver lanciato una salva in risposta a quelle che ha definito violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele.

La giornalista rapita in Iraq: “Grazie a tutti per liberazione”

La giornalista statunitense Shelly Kittleson, rapita a Baghdad da una milizia irachena pro-Iran, ha ringraziato quanti hanno contribuito alla sua liberazione. In un post su X, il suo primo commento pubblico dopo essere stata rilasciata dalla milizia irachena Kataib Hezbollah, Kittleson ha dichiarato che “sono e sarò sempre incredibilmente grata a coloro che si sono adoperati per la mia liberazione quando sono stata tenuta in ostaggio da una fazione armata in Iraq all’inizio di questo mese”.
Nel messaggio postato sul suo account social, la reporter ha affermato che “molte persone – tra cui funzionari governativi, organizzazioni per la libertà di stampa e la mia meravigliosa comunità di colleghi giornalisti e amici – si sono impegnate al massimo per garantire che l’attenzione sul mio caso rimanesse alta. Grazie infinite a tutti.”
Kittleson era stata rapita dal gruppo Kataib Hezballah lo scorso 31 marzo, mentre si trovava per le strade della capitale irachena. La sua liberazione è stata annunciata il 7 aprile dallo stesso gruppo pro-Iran e confermata l’8 dal Segretario di Stato Usa Marco Rubio.
Kittleson, giornalista freelance, ha vissuto all’estero per diversi anni e si è costruita una solida carriera giornalistica in Medio Oriente, in particolare in Iraq e Siria, godendo della stima dei colleghi.

Iran: “Russia e Paesi amici esentati dai dazi a Hormuz”

L’Iran ha concesso ai paesi “amici”, tra cui la Russia, l’esenzione dal pagamento delle tariffe di transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito all’agenzia stampa statale russa Ria Novosti l’ambasciatore dell’Iran a Mosca, Kazem Jalali. “Abbiamo previsto delle eccezioni per alcuni paesi. Non so cosa succederà in futuro”, ha sottolineato Jalali, precisando che “al momento, il nostro ministero degli Esteri sta cercando di utilizzare le eccezioni previste per i paesi amici, ad esempio la Russia”.
Ieri Haji Babai, vicepresidente del Parlamento, ha affermato che i primi proventi del pedaggio imposto dall’Iran sulle navi che transitano nello Stretto di Hormuz sono stati depositati alla Banca Centrale di Teheran, in base a quanto riportato dall’agenzia Fars.

Media, Usa vogliono punire alleati Nato per mancato sostegno in Iran

Gli Stati Uniti stanno valutando opzioni per punire i paesi della Nato che si sono rifiutati di fornire aiuto nella guerra contro l’Iran. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense all’agenzia di stampa Reuters, secondo cui una mail interna del Pentagono descrive le opzioni a disposizione degli Usa per sanzionare gli alleati della Nato che, a loro avviso, non hanno supportato l’operazione militare in Iran. Tra le opzioni sul tavolo ci sarebbero la sospensione della Spagna dall’alleanza e la revisione della posizione americana sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland. Altre opzioni sono dettagliate in un rapporto che esprime frustrazione per la percepita riluttanza o il rifiuto di diversi alleati degli Stati Uniti di concedere loro l’accesso, ad esempio, a basi o voli attraverso il loro spazio aereo in base al trattato Nato.

Cnn: Usa pianificano attacchi all’Iran su Hormuz se salta la tregua

Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d’attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. “Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo”, ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi.

Hezbollah, abbiamo lanciato razzi su Israele

Hezbollah ha affermato stasera di aver lanciato razzi sul nord di Israele in risposta alle “violazioni” del cessate il fuoco, nel momento in cui gli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti si preparano a riunirsi a Washington. “In difesa del Libano e del suo popolo, e in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano e ai suoi attacchi contro la località di Yater, nel sud del Libano, abbiamo attaccato l’insediamento di Shtula con un lancio di razzi”, ha detto in un comunicato il gruppo armato sostenuto dall’Iran. L’esercito israeliano ha confermato di aver intercettato “diversi lanci provenienti dal Libano”.

Trump: “Non userò l’arma nucleare”

“Loro sono sotto pressione, non noi. Non ho fretta, abbiamo tantissimo tempo. L’Iran non deve avere l’arma nucleare”. Lo afferma sull’Iran il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che esclude l’uso dell’arma nucleare da parte degli Usa. Trump sottolinea che gli Usa controllano lo Stretto di Hormuz, che riaprirà solo con un accordo. Al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato chiesto, durante una conferenza stampa, per quanto tempo fosse “disposto ad aspettare nei negoziati con l’Iran”, e lui ha risposto: “Non mettetemi fretta”. Ha poi ricordato guerre passate durate anni, affermando: “Sono sei settimane che mi occupo di questo e il loro esercito è completamente sconfitto. Parte del problema è che hanno una nuova leadership e si stanno azzuffando come cani e gatti sulla questione di chi debba governare, perché abbiamo creato loro un vero caos. Non si può permettere all’Iran di avere armi nucleari. Non devono avere una bomba atomica. Abbiamo colpito circa il 75% dei nostri obiettivi. Ci siamo fermati un po’ prima perché volevano un po’ di pace, e abbiamo un blocco dello Stretto efficace al 100%”.

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