Guerra in Iran, le news di oggi in diretta | Trump deciderà se riprendere la guerra entro 24 ore  

Il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian ha scritto una lettera a Papa Leone XIV in cui, pur apprezzando la posizione morale del pontefice riguardo alla guerra ha sottolineato la necessità che la comunità internazionale adotti un approccio realistico ed equo e ha esortato le nazioni del mondo a “contrastare le richieste illegali e le politiche avventuristiche e pericolose degli Stati Uniti”.

Intanto l’Iran ha stabilito nuove norme per il passaggio nello stretto di Hormuz. Ad annunciarlo è stato Ebrahim Azizi, capo della commissione Sicurezza nazionale del parlamento iraniano, secondo il quale saranno riscossi pedaggi per i servizi speciali e a beneficiare dall’accordo saranno le navi commerciali e gli attori internazionali che hanno collaborato con la Repubblica Islamica. Saranno invece esclusi gli operatori che hanno preso parte al “Project Freedom” lanciato dal presidente Usa Donald Trump

Trump compiace la Cina: “No a Taiwan indipendente”

Mounk: “Tra Usa e Cina la guerra non è impossibile”

I mercati restano delusi dal vertice tra Trump e Xi Jinping

Trump: “Eliminato il secondo in comando dell’Isis a livello globale”

Libano, media: in corso intensi contatti con Usa e Israele per tregua globale

Il Libano è impegnato in intensi colloqui con Israele per un cessate il fuoco globale, che potrebbero iniziare domani. Lo riporta Sky News Arabic, che, citando fonti, aggiunge che “il Libano sta conducendo intensi contatti, in coordinamento con gli Stati Uniti, per raggiungere un cessate il fuoco globale con Israele”. Riporta inoltre che “un cessate il fuoco potrebbe essere annunciato domani sera, ma non c’è ancora alcun accordo con Israele”.

Media: progressi nei colloqui su Hormuz tra Iran e Usa

Fonti pachistane hanno riferito al canale saudita Al Arabiya che la visita in Iran del ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi mirava a raggiungere un “accordo specifico”. Le fonti hanno aggiunto: “La parte americana ha richiesto risposte su punti specifici sollevati da Washington. Si registrano progressi positivi per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz. La porta è aperta ai negoziati sulle questioni ancora in sospeso, incluso il programma nucleare iraniano”.

Libano, quasi 3mila persone uccise da Israele dal 2 marzo

Sono 2.969 le persone rimaste uccise, e 9.112 quelle ferite, da quando Hezbollah si è unito alla guerra dell’Iran contro Israele e gli Stati Uniti il 2 marzo. Lo ha riferito il Ministero della Salute libanese.

Idf: “Eliminati due terroristi di Hezbollah”

L’aeronautica militare israeliana, sotto il comando della Divisione 91, ha colpito due terroristi di Hezbollah che operavano in un edificio da cui venivano lanciati razzi contro le forze israeliane nel sud del Libano. Lo ha reso noto il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, aggiungendo che “in seguito all’attacco, sono avvenute esplosioni secondarie, che indicano la presenza di equipaggiamento bellico nell’edificio”.

Centcom: “78 navi deviate e 4 bloccate dalle forze Usa”

Da quando hanno imposto il blocco a ridosso dello Stretto di Hormuz, il 13 aprile, le forze degli Stati Uniti hanno fatto deviare 78 navi e ne hanno bloccate quattro. Lo ha riferito il Comando centrale Usa in un post. Le operazioni hanno avuto lo scopo di “garantire il rispetto delle disposizioni”, si legge ancora

Tajani: “Pronti a una missione navale in un quadro internazionale”

Siamo pronti a dare il nostro contributo anche nel quadro di una missione navale difensiva, in un quadro giuridico internazionale preciso e quando vi sarà un cessate il fuoco. Lo scrive in un messaggio indirizzato al quinto Forum Verso Sud, in corso a Sorrento, dedicato alla strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo, il vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri fa riferimento alla crisi in Iran e nel Golfo, che “ha generato ripercussioni a livello globale”. Penso ai prezzi dell’energia; all’approvvigionamento dei fertilizzanti; alla libertà di navigazione”. “L’Italia è in prima linea nell’impegno per la pace. La riapertura dello Stretto di Hormuz è una priorità”, sottolinea Tajani, ricordando che “insieme ai Paesi mediterranei, alla FAO e all’ONU, ho lanciato la Coalizione di Roma sull’accesso ai fertilizzanti e la sicurezza alimentare”. Il vicepremier guardando al Sud e al Mediterraneo scrive che “lo sviluppo di una nuova visione per il Mezzogiorno, e di un Paese sempre più proiettato nel Mediterraneo, è una priorità strategica del Governo”. “In un quadro internazionale attraversato da instabilità e conflitti, è fondamentale fare del Mediterraneo allargato sempre più un’area di pace, stabilità e crescita”

La tv di Stato iraniana: “Alcuni Paesi europei stanno trattando con i pasdaran per il transito a Hormuz”

“Dopo il transito di navi provenienti da Paesi dell’Asia orientale, in particolare dalla Cina, dal Giappone e dal Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni secondo cui anche europei hanno avviato trattative con la Marina dei Guardiani della Rivoluzione”, i Pasdaran iraniani, per il transito nello Stretto di Hormuz. E’ quanto ha affermato la tv di Stato iraniana, senza altri dettagli

Iran, nuove norme e pedaggi per Hormuz: no a navi di Usa e Israele

L’Iran ha stabilito nuove norme per il passaggio nello stretto di Hormuz. Ad annunciarlo è stato Ebrahim Azizi, capo della commissione Sicurezza nazionale del parlamento iraniano. “L’Iran, nel quadro della sua sovranità nazionale e della garanzia della sicurezza commerciale internazionale, ha preparato un meccanismo professionale per gestire il traffico nello stretto di Hormuz lungo una rotta designata, che sarà svelato presto”, ha scritto su X. “Da questa procedura trarranno beneficio solo le navi commerciali e le parti che cooperano con l’Iran”, ha avvertito, “per i servizi specializzati forniti nell’ambito di questo meccanismo saranno riscossi pedaggi”.
Il meccanismo, ha chiarito, “rimarrà chiuso agli operatori del cosiddetto ‘Progetto libertà”, vale a dire Stati Uniti e Israele

Hamas conferma la morte di Izz al-Din Haddad

Hamas ha confermato la morte di Izz al-Din Haddad, il leader del braccio armato del gruppo ucciso ieri sera in un raid aereo israeliano su Gaza City. Fonti di Hamas hanno dichiarato stamattina al quotidiano saudita ‘A-Sharq Al-Awsat’ che Izz al-Din Haddad è stato identificato dai suoi familiari. Le fonti hanno inoltre comunicato che i funerali sono previsti per questo pomeriggio

Media Israele: “Trump deciderà se riprendere la guerra in Iran entro 24 ore”

Si prevede che Trump convocherà il suo più stretto gruppo di consiglieri nelle prossime 24 ore per prendere una decisione definitiva in merito alla ripresa della guerra contro l’Iran, e Israele stima che una decisione su un eventuale intervento militare potrebbe essere presa molto presto. Lo scrive l’emittente israeliana Channel 12. Secondo un alto funzionario israeliano, citato da C12, “la ripresa dei combattimenti è imminente” e Israele si sta preparando alla possibilità di “giorni o settimane di scontri”. A suo dire, gli americani comprendono che i negoziati non stanno progredendo verso una svolta e a Gerusalemme attendono la decisione di Trump, prevedendo che il quadro si chiarirà entro circa 24 ore

Pezeshkian scrive al Papa: “Le nazioni contrastino le richieste degli Usa”

In una lettera indirizzata a Papa Leone XIV, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato le nazioni del mondo a contrastare le richieste “illegali” di Washington. Secondo quanto riportato da Mehr, Pezeshkian ha affermato: “L’aggressione israelo-americana ha provocato l’assassinio dell’Ayatollah Khamenei, di importanti figure politiche e militari e di 3.468 cittadini, con ingenti danni a scuole, università, ospedali, luoghi di culto e infrastrutture. Si tratta di chiari crimini di guerra”. Citando passi coranici e biblici che condannano l’arroganza, ha elogiato le “posizioni morali, logiche e giuste” del Papa sull’attacco

Cnn: “Gli Usa sospettano azioni hacker dell’Iran contro i serbatoi di benzina americani”

Secondo diverse fonti informate sull’accaduto, funzionari statunitensi sospettano che hacker iraniani siano responsabili di una serie di violazioni dei sistemi che monitorano la quantità di carburante nei serbatoi di stoccaggio che riforniscono le stazioni di servizio in diversi Stati. Lo scrive la Cnn. Secondo le fonti, gli hacker responsabili hanno sfruttato sistemi automatici di misurazione del livello del carburante (Atg) che erano online e non protetti da password, riuscendo in alcuni casi a manipolare le letture visualizzate sui serbatoi, ma non i livelli effettivi di carburante al loro interno. Non è noto che le intrusioni informatiche abbiano causato danni fisici o lesioni, ma le violazioni hanno sollevato preoccupazioni in materia di sicurezza perché, in teoria, l’accesso a un sistema Atg potrebbe consentire a un hacker di far passare inosservata una perdita di gas, secondo esperti privati e funzionari statunitensi. Secondo le fonti a conoscenza dell’indagine, la storia di attacchi informatici dell’Iran contro i sistemi di stoccaggio del gas è uno dei motivi per cui il Paese è tra i principali sospettati. Tuttavia, le fonti hanno avvertito che il governo statunitense potrebbe non essere in grado di stabilire con certezza chi sia il responsabile a causa della mancanza di prove forensi lasciate dagli hacker

Intensi bombardamenti israeliani sul sud del Libano

Secondo quanto riportato dall’Agenzia Nazionale di Stampa libanese Nna, questa mattina aerei da guerra israeliani hanno lanciato attacchi aerei contro la città di Yohmor al-Shaqif, nel sud del Libano. Lo scrive Al-Jazeera.
Anche le città di Kfar Tebnit, Arnoun e Yohmor al-Shaqif, così come la strada che collega Arnoun a Kfar Tebnit, sono state oggetto di pesanti bombardamenti di artiglieria, ha aggiunto la Nna.

FT: “Alleanza in pressing su produttori armi europei affinché incrementino”

La Nato farà pressione sui produttori di armi europei affinché incrementino gli investimenti e la produzione. Lo scrive il Financial Times. A tale proposito, il capo dell’Alleanza, Mark Rutte, incontrerà i rappresentanti della difesa a Bruxelles la prossima settimana.

New York Times: “Usa e Israele pronti a attaccare di nuovo l’Iran dalla prossima settimana”

Stati Uniti e Israele si starebbero preparando a riprendere gli attacchi contro l’Iran già dalla prossima settimana, magari dando un nuovo nome all’operazione. Lo scrive il New York Times spiegando che tra le opzioni in esame ci sono attacchi più aggressivi contro obiettivi militari e infrastrutturali e una missione ad alto rischio delle forze speciali per estrarre fisicamente l’uranio altamente arricchito iraniano dai tunnel bombardati a Isfahan.

Cnn: “Sospetto attacco di Hacker iraniani contro stazioni di benzina Usa”

Hacker iraniani avrebbero violato i sistemi che monitorano la quantità di carburante nei serbatoi di stoccaggio che riforniscono le stazioni di servizio in diversi stati degli Stati Uniti. È il sospetto di diversi funzionari statunitensi, come riferiscono fonti informate alla Cnn. Gli hacker, sostengono le fonti, hanno sfruttato sistemi automatici di misurazione del livello del carburante (Atg) che erano online e non erano protetti da password, riuscendo in alcuni casi a manipolare le letture visualizzate sui serbatoi, ma non i livelli di carburante al loro interno.

Cnn, ‘Trump mai così vicino a riprendere gli attacchi contro l’Iran’

Donald Trump non sarebbe mai stato così vicino, dall’inizio del cessate il fuoco, a riprendere gli attacchi contro l’Iran. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn proprio quando il presidente americano è rientrato dalla Cina alla Casa Bianca.

Raid Israele uccide tre paramedici nel sud del Libano

Tre paramedici sono rimasti uccisi in un raid aereo israeliano a Harouf, nel sud del Libano. Lo rende noto il ministero della Salute libanese.

Partiti i due cacciamine italiani, diretti a Gibuti

Sono partiti da Augusta – a quanto si apprende – i due cacciamine italiani che potrebbero intervenire nello Stretto di Hormuz a tregua consolidata. Le due unità, il ‘Crotone’ e il Riminì, sono inizialmente diretti a Gibuti, che raggiungeranno attraverso lo Stretto di Suez. Servirà quasi un mese di navigazione ai due cacciamine per raggiungere il Golfo

Medici Gaza: “Tre morti e 20 feriti nel raid contro il leader di Hamas a Gaza”

Medici di Gaza affermano che almeno tre persone sono morte e 20 sono rimaste ferite negli attacchi aerei che hanno colpito un appartamento e un veicolo prendendo di mira il capo militare di Hamas a Gaza, Izz al-Din Haddad. Lo scrive il Times of Israel, secondo cui non è immediatamente chiaro se Haddad sia tra le vittime. In precedenza, un funzionario israeliano ha dichiarato ai media che Israele ritiene che l’attacco sia andato a buon fine

Raid Idf su Gaza, media: “Ucciso il leader di Hamas Haddad”

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto un raid aereo sulla Striscia di Gaza con l’obiettivo di uccidere Izz al-Din Haddad, leader di Hamas nell’enclave palestinese. Lo riporta il sito di Haaretz. Una fonte della sicurezza israeliana ha dichiarato al sito di Ynet che il tentato assassinio si è concluso con successo

Raid Idf per colpire il capo di Hamas a Gaza, probabilmente ucciso

Un alto funzionario della sicurezza israeliana ha dichiarato che vi sono “prime indicazioni” che il leader di Hamas, Izz al-Din al-Haddad, sia stato ucciso poco fa in un raid aereo a Gaza City. Lo riporta il Times of Israel. L’esercito non ha ancora commentato l’attacco, ma il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno affermato di aver ordinato all’Idf di uccidere Haddad. Secondo quanto riferito da Channel 12 Netanyahu e Katz avrebbero dato l’ordine di uccidere Haddad nei giorni scorsi, una volta appurato che l’uomo rappresentava un ostacolo agli sforzi per convincere Hamas a disarmarsi

Katz sul raid contro il leader di Hamas a Gaza: “Prima o poi Israele vi troverà”

“Questo è un messaggio a tutti coloro che mettono in pericolo le nostre vite: prima o poi vi troveremo”. Lo ha dichiarato in un post su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, confermando di aver dato ordine insieme al primo ministro, Benjamin Netanyahu, di condurre raid nella Striscia di Gaza contro Izz al-Din al-Haddad, indicato da Israele come uno dei principali leader del braccio armato di Hamas e tra gli “architetti” dell’attacco del 7 ottobre. Secondo Katz, al-Haddad sarebbe stato responsabile “dell’uccisione, del rapimento e del ferimento di migliaia di civili israeliani e soldati dell’Idf” durante l’attacco del 7 ottobre. Il ministro lo ha inoltre accusato di aver detenuto gli ostaggi israeliani “con estrema crudeltà”, di aver ordinato attacchi contro le forze israeliane e di aver rifiutato il piano promosso dal presidente americano, Donald Trump, per il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza. “Continueremo ad agire con forza e determinazione contro chiunque abbia preso parte al massacro del 7 ottobre”, ha aggiunto il ministro

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