L’unico posto in cui gli americani dovrebbero trovarsi nel Golfo Persico è “sul fondo delle sue acque”, poiché lo Stretto di Hormuz rimane sotto il controllo di Teheran. Lo dice il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei che ha rilasciato una dichiarazione scritta riportata dalla televisione di stato iraniana.
Mentre la Russia ha presentato agli Stati Uniti un piano di pace che prevede una strategia per il nucleare iraniano, le forze americane hanno affermato di aver bloccato, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, 42 petroliere di Teheran per un danno stimato di sei miliardi di dollari. Nel frattempo Trump ha riferito che gli Usa potrebbero ridurre il numero delle truppe in Germania.
Quattro palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza
Almeno quattro palestinesi sono stati uccisi da raid israeliani nella Striscia di Gaza, secondo quanto riferito da funzionari sanitari. Lo scrive Haaretz che cita Reuters, ricordando che nella giornata i leader di Hamas sono al Cairo per un incontro coi mediatori che ha l’obiettivo di discutere le modalità per rilanciare la fragile tregua mediata dagli Stati Uniti, in vigore da sei mesi.
I medici hanno affermato che un raid israeliano ha ucciso almeno tre persone vicino a Salah al-Din Road, nella Striscia di Gaza centrale, e un altro ha ucciso una persona vicino a un ospedale nella città di Deir al-Balah, più a sud.
L’esercito israeliano non ha rilasciato commenti immediati su nessuna delle due notizie.
Trump: “Merz pensi di più a Ucraina-Russia e al suo Paese, e meno all’Iran”
Il cancelliere tedesco si dedichi di più a mettere fine alla guerra fra Ucraina e Russia e risanare il suo Paese, invece che interferire con l’Iran. Lo afferma Donald Trump su Truth tornando a incalzare Friedrich Merz. “Il cancelliere dovrebbe dedicare più tempo a porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina (ambito in cui si è dimostrato totalmente inefficace!) e a risanare il suo Paese in crisi; specialmente per quanto riguarda l’immigrazione e l’energia; e meno tempo a interferire con coloro che stanno eliminando la minaccia nucleare iraniana, rendendo così il mondo, Germania inclusa, un luogo più sicuro”, ha scritto Trump
Ghalibaf: “Il futuro di Hormuz è libero dall’ingerenza Usa”
“Nel 1622, dopo 115 anni di occupazione, abbiamo cacciato i colonizzatori europei dal Golfo Persico e, in onore di quella vittoria, celebriamo la Giornata del Golfo Persico. Anche oggi l’Iran, esercitando il controllo sullo Stretto di Hormuz, garantirà a sé stesso e ai suoi vicini il dono prezioso di un futuro libero dalla presenza e dall’ingerenza degli Stati Uniti”. Lo ha scritto in un post su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf
Beirut: “Nove morti e 23 feriti negli attacchi di Israele nel sud del Paese”
Nuovi attacchi israeliani nel sud del Libano hanno causato nove morti nonostante il cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile. Lo ha reso noto il ministero della Sanità libanese. Tra le nove persone uccise figurano “due minorenni e cinque donne”, secondo un bilancio provvisorio del ministero, che segnala anche 23 feriti. Il presidente libanese Joseph Aoun aveva condannato in precedenza le “violazioni persistenti” della tregua da parte di Israele, che combatte in Libano il movimento filo-iraniano Hezbollah
Khamenei: “Difenderemo il nucleare come patrimonio nazionale”
La Repubblica islamica proteggerà le sue “capacità nucleari e missilistiche” come patrimonio nazionale. Lo dice il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei che ha rilasciato una dichiarazione scritta riportata dalla televisione di stato iraniana. “Novanta milioni di iraniani orgogliosi e onorevoli, dentro e fuori dal Paese, considerano tutte le capacità dell’Iran, siano esse identitarie, spirituali, umane, scientifiche, industriali e tecnologiche – dalle nanotecnologie e biotecnologie alle capacità nucleari e missilistiche – come beni nazionali e le proteggeranno così come proteggono le acque, la terra e lo spazio aereo del Paese”, ha dichiarato Khamenei. (AGI) , proprio mentre il presidente statunitense Donald Trump cerca di raggiungere un accordo su tali questioni.L’ayatollah Mojtaba Khamenei ha rilasciato una dichiarazione scritta letta ad alta voce dalla televisione di stato iraniana, come ha fatto da quando ha assunto la guida del Paese dopo il raid aereo del 28 febbraio che ha ucciso suo padre, Ali Khamenei, di 86 anni. Diverse fonti giornalistiche hanno riportato che Khamenei è rimasto gravemente ferito nell’attacco e non è più apparso in pubblico da quando ha assunto l’incarico.Mgm
Khamenei: “L’unico posto per gli Usa nel Golfo Persico è in fondo al mare”
La Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei afferma in una dichiarazione che l’unico posto possibile per gli americani nel Golfo Persico “è sul fondo delle sue acque”: lo riporta la tv di stato. Khamenei in occasione della Giornata nazionale iraniana del Golfo Persico ha affermato che la “nuova gestione” dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran “porterà calma e progresso” e benefici economici a tutte le nazioni e che l’Iran eliminerà “gli abusi del nemico sulle vie navigabili”. Ha aggiunto che i paesi della regione condividono un destino comune, ma che “gli stranieri che commettono il male” non hanno futuro in quei luoghi
Direttore Aie: “Il mondo deve fronteggiare la peggiore crisi energetica della storia”
Il mondo deve fronteggiare “una sfida maggiore sul piano energetico ed economico”: lo ha detto il direttore dell’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) Fatih Birol, in riferimento agli effetti della guerra in Medio Oriente sui circuiti energetici globali. “Il mondo si confronta con la più grave crisi energetica della storia”. E “ciò che accade attualmente mostra che, purtroppo, avevamo ragione. I mercati del petrolio e del gas incontreranno gravi difficoltà”, ha avvertito Birol, in occasione di una conferenza consacrata alle energie rinnovabili a Parigi
Cnn: “Gli Usa si aspettano una proposta aggiornata dall’Iran entro domani”
Gli Stati Uniti attendono la proposta di pace rivista dell’Iran, che potrebbe arrivare entro domani: lo affermano alla Cnn fonti vicine alla mediazione. Donald Trump ha dichiarato ieri che i negoziati per porre fine alla guerra con l’Iran si stanno svolgendo “telefonicamente” perché “non si effettuano più voli” di 18 ore verso Islamabad, dopo che il primo round di colloqui in presenza si è concluso senza un accordo e il secondo è stato annullato
Trump: “La tempesta sta arrivando, niente può fermarla”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricondiviso su Truth Social un’immagine con il messaggio “The storm is coming, la tempesta sta arrivando”, accompagnata dalla frase “Niente può fermare ciò che sta arrivando”. In un post successivo il presidente Usa cita un sondaggio di Harvard Harris che afferma che una forte maggioranza di americani sostiene la sua posizione sull’interruzione del programma nucleare iraniano
Pezeshkian: “Il blocco navale Usa è destinato a fallire”
Il blocco navale statunitense sui porti iraniani aggraverà le tensioni nel Golfo e non raggiungerà alcun obiettivo. “Qualsiasi tentativo di imporre un blocco marittimo o restrizioni è contrario al diritto internazionale ed è destinato al fallimento”, afferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una nota, tali misure “non solo non contribuiranno a rafforzare la sicurezza regionale, ma rappresenteranno di fatto una fonte di tensione e un ostacolo alla stabilità duratura nel Golfo Persico”
Axios: “Trump ha detto a Netanyahu di condurre solo attacchi mirati”
Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato ad Axios, in un’intervista telefonica, di aver detto al primo ministro Benjamin Netanyahu che Israele dovrebbe intraprendere solo azioni militari “mirate” in Libano ed evitare una ripresa completa della guerra. “Ho detto a Netanyahu che deve agire in modo più chirurgico. Non abbattere edifici. Non può farlo. È troppo terribile e fa fare brutta figura a Israele”, ha detto il tycoon al sito di notizie. Trump ha sottolineato di apprezzare il Libano e la sua leadership e di credere che il Paese possa “rinascere”. “L’Iran ha rovinato il Libano. Il loro alleato (Hezbollah ndr.) ha rovinato il Libano. Quando l’Iran verrà eliminato, Hezbollah verrà automaticamente eliminato”, ha affermato Trump
Mosca: “Non abbiamo discusso con Riad l’uscita degli Emirati dall’Opec”
Russia e Arabia Saudita, non hanno discusso del ritiro degli Emirati Arabi Uniti, dall’Opec e dall’Opec+. Lo ha affermato il vice primo ministro russo, Aleksandr Novak, a margine del Forum sugli investimenti nel Caucaso. “Noi, almeno, non abbiamo mai discusso di queste questioni”, ha dichiarato Novak, citato da Ria Novosti. Gli Emirati Arabi Uniti si ritireranno dall’Opec e dall’Opec+ a partire da domani. Ieri il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha definito “sovrana” la decisione degli Emirati Arabi Uniti di uscire dall’organizzazione dei produttori di petrolio e ha annunciato l’intenzione di portare avanti con Abu Dhabi il coordinamento in materia di energia
Media: “Gli Usa pronti a schierare in Iran il supermissile Dark Eagle”
Gli Stati Uniti sono proti a schierare un supermissile per colpire l’Iran. Lo afferma Bloomberg secondo cui il Comando Centrale statunitense ha richiesto l’autorizzazione a dispiegare nella regione il missile ipersonico a lungo raggio “Dark Eagle” in grado di colpire con precisione obiettivi iraniani. Si tratterebbe del primo impiego operativo del sistema, che non è ancora stato dichiarato pienamente operativo. Ogni missile ha un costo di circa 15 milioni di dollari e può colpire a migliaia di chilometri di distanza viaggiando a oltre Mach 5. Ma tra costi, ritardi e dubbi sulla reale efficacia rischia di essere più un’arma simbolica che decisiva. Il Dark Eagle è uno dei programmi militari più ambiziosi degli Stati Uniti: pensato per colpire in tempi rapidissimi bersagli strategici molto difesi, come radar, batterie missilistiche, centri di comando e sistemi di difesa aerea non è solo molto veloce, ma è anche difficile da intercettare
Idf: missile contro bersaglio mobile proveniente dal Libano
Le Forze di Difesa Israeliane hanno riferito di aver lanciato un missile intercettore contro un bersaglio aereo sospetto individuato in un’area del Libano meridionale in cui operano le forze israeliane, e che i risultati dell’intercettazione sono attualmente in fase di analisi. Secondo un portavoce delle Idf, il bersaglio non ha sconfinato in territorio israeliano e non è scattato alcun allarme nella zona.
Cnn: “Agli Usa la guerra è costata 40-50 miliardi”
Secondo quanto riferito alla Cnn da tre persone vicine al dossier, la stima di 25 miliardi di dollari fornita ieri da un alto funzionario del Pentagono ai legislatori statunitensi in merito al costo totale della guerra con l’Iran fino a oggi sarebbe una cifra al ribasso, non comprensiva del costo della riparazione degli ingenti danni subiti dalle basi statunitensi nella regione. Una delle fonti citate dalla Cnn afferma infatti che la stima reale del costo si aggira intorno ai 40-50 miliardi di dollari, tenendo conto delle spese per la ricostruzione delle installazioni militari e la sostituzione delle infrastrutture distrutte.
Bessent: “Sequestrato all’Iran mezzo miliardo di cripto”
Il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che Washington ha sequestrato “quasi mezzo miliardo” di dollari in criptovalute iraniane e che l'”Operazione furia economica” ha gettato il governo di Teheran in una crisi. “Siamo riusciti a sequestrare circa 350 milioni di dollari in criptovalute, a cui si aggiungono altri 100 milioni che abbiamo acquisito di recente, arrivando così a quasi mezzo miliardo, e stiamo congelando i conti bancari ovunque”, ha detto Bessent a Fox News, ripreso da Al Jazeera. Ha aggiunto che Trump aveva ordinato la campagna di pressione economica nel marzo dello scorso anno e gli aveva chiesto di “intensificare ulteriormente la pressione” circa tre settimane fa. Gli Stati Uniti stanno ora facendo pressione su governi e aziende stranieri affinché interrompano i rapporti con l’Iran. “Ci siamo rivolti agli acquirenti di petrolio iraniano e abbiamo detto loro che siamo disposti a imporre sanzioni secondarie alle loro industrie e alle loro banche che tollerano il petrolio iraniano nei loro sistemi”.
Axios: “Oggi nuovi piani militari sottoposti a Trump”
Il presidente americano Donald Trump dovrebbe ricevere oggi un briefing sui nuovi piani di potenziale azione militare contro l’Iran dai comandanti, a partire dall’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, a conferma che il tycoon ha in seria considerazione la ripresa di azioni militari per superare lo stallo negoziale e sferrare il colpo finale prima di porre fine alla guerra. Tra le ipotesi, riferisce Axios, la conquista di parte dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione commerciale, un blitz per mettere in sicurezza l’uranio iraniano altamente arricchito e attacchi “brevi e potenti”.
Trump rimprovera Netanyahu: “In Libano attacchi più precisi”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto al primo ministro Benjamin Netanyahu che Israele dovrebbe intraprendere solo azioni militari “chirurgiche” in Libano ed evitare una ripresa completa della guerra: lo ha dichiarato lo stesso Trump ad Axios in un’intervista telefonica: “Gli ho detto che deve agire in modo più mirato. Non abbattere edifici. Non può farlo. È troppo terribile e fa fare brutta figura a Israele. Il presidente americano ha sottolineato di apprezzare il Libano e la sua leadership e di credere che il Paese possa “rinascere”. “L’Iran ha rovinato il Libano. Il loro alleato (Hezbollah, ndr) ha rovinato il Libano. Quando l’Iran verrà eliminato, Hezbollah verrà automaticamente eliminato”. Trump inoltre ha rinnovato la sua campagna di pressione sul presidente israeliano Isaac Herzog affinché conceda la grazia a Netanyahu. “Diventerà un eroe nazionale se concederà la grazia a Bibi. Lo apprezzerei moltissimo”. Secondo il tycoon il processo a Netanyahu “fa fare brutta figura a Israele” e ha liquidato le accuse come “chiacchiere da salotto”. “Bibi è un primo ministro in tempo di guerra. Non può avere questa storia che gli pende sulla testa”.
Il consigliere di Khamenei: “Il blocco dei porti fallirà”
Un alto consigliere militare della Guida Suprema iraniana Khamenei ha dichiarato che il blocco statunitense dei porti iraniani ‘fallirà’, avvertendo che Teheran potrebbe optare per lo scontro se dovesse persistere. Lo scrive l’agenzia turca Anadolu. In dichiarazioni trasmesse stamattina dalla televisione di stato, Mohsen Rezaei ha affermato che l’Iran dispone di molteplici modi per aggirare il blocco, sottolineando che i tentativi di imporlo non avranno successo. Ha aggiunto che, se il blocco dovesse continuare, l’Iran potrebbe ricorrere allo scontro per romperlo. Rezaei ha anche delineato possibili scenari in caso di un’altra guerra, affermando che probabilmente si concentrerebbe sulle aree costiere meridionali, estendendosi verso Isfahan, con alcune attività anche nella parte occidentale del Paese, inclusa Teheran.
Media: “Gli Usa vogliono schierare i missili ipersonici”
Gli Stati Uniti intendono schierare in Medio Oriente il loro sistema missilistico ipersonico, potenzialmente utilizzabile contro l’Iran. Questa operazione segnerebbe il primo impiego operativo di tale arma. È quanto scrive Bloomberg, ripresa dalle testate mediorientali. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Usc) ha richiesto il trasferimento nella regione del sistema ‘Dark Eagle’, il cui sviluppo è stato a lungo ritardato, con l’obiettivo di dotare le forze statunitensi della capacità di colpire i lanciatori di missili balistici in profondità nel territorio iraniano. Se approvato, si tratterebbe del primo impiego operativo di un sistema d’arma ipersonico da parte degli Stati Uniti, un’arma che ha subito anni di ritardi e non è ancora stata dichiarata pienamente operativa, nonostante Russia e Cina abbiano già schierato le proprie versioni.
Wsj, “Usa premono su altri Paesi, nuova coalizione per navigare a Hormuz”
A poche settimane da quando Trump ha dichiarato lo Stretto di Hormuz “completamente aperto e pronto per gli affari”, salvo poi assistere al blocco del traffico navale, l’amministrazione sta ora chiedendo ad altri Paesi di aderire a una nuova coalizione internazionale che consentirebbe alle navi di navigare nello stretto. Lo scrive il Wall Street Journal. L’iniziativa, denominata ‘Maritime Freedom Construct’, è stata illustrata in un cablogramma interno del Dipartimento di Stato inviato martedì alle ambasciate statunitensi, in cui si esortavano i diplomatici americani a fare pressione sui governi stranieri affinché aderissero. Secondo il cablogramma, la coalizione guidata dagli Stati Uniti condividerebbe informazioni, coordinerebbe le proprie azioni a livello diplomatico e imporrebbe sanzioni.
Tre soccorritori uccisi in Libano
In Libano tre soccorritori della protezione civile sono stati uccisi nel sud del Paese quando due attacchi hanno colpito un edificio nel distretto di Tiro. Lo ha riferito il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, citando le autorità libanesi. “L’incidente –ha aggiunto – evidenzia i rischi affrontati dai civili, compresi gli operatori di emergenza e umanitari. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, dall’inizio del conflitto tra Hezbollah e Israele il numero di attacchi contro il settore sanitario libanese è salito a 149, con 100 morti e 233 feriti. “Gli attacchi contro civili, infrastrutture civili e operatori sanitari non sono solo inaccettabili, ma violano il diritto internazionale umanitario”.
Trump: “Valutiamo riduzione delle truppe in Germania”
“Gli Stati Uniti stanno studiando e valutando la possibile riduzione delle truppe in Germania, con una decisione che verrà presa nel prossimo futuro”. Ad affermarlo in un post su Truth è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La ritorsione minacciata dalla Casa Bianca è maturata a pochi giorni di distanza dalle critiche mosse da Merz alla strategia di Washington nel conflitto con l’Iran, secondo cui gli Stati Uniti stanno “subendo un’umiliazione da parte” di Teheran. Attualmente, gli Usa hanno circa 35mila soldati di stanza in Germania, quasi la metà del loro contingente complessivo di circa 80mila unità in tutta Europa. Il post del tycoon è maturato, tra l’altro, poche ore dopo che il Dipartimento di Stato ha dato conto di un colloquio telefonico tra il segretario Marco Rubio e il suo omologo tedesco Johann Wadephul. Nell’occasione i due, secondo una nota della diplomazia americana, hanno parlato della “situazione in corso con l’Iran” e hanno discusso “del quadro di sicurezza nella regione, sottolineando l’importanza di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz“.
Usa: “Stop a 42 petroliere iraniane, danni per 6 miliardi di dollari”
“Oggi le forze americane hanno raggiunto un traguardo significativo, riuscendo a deviare la rotta della quarantaduesima nave mercantile che tentava di violare il blocco” dello Stretto di Hormuz. Lo riporta una dichiarazione dell’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, il Comando centrale delle forze armate Usa che copre il Medio Oriente. “Attualmente, 41 petroliere con 69 milioni di barili di petrolio non possono essere vendute dal regime iraniano. Si tratta di una perdita stimata di oltre 6 miliardi di dollari, di cui la leadership iraniana non potrà beneficiare economicamente”.