Continuano gli attacchi israeliani sul Libano, gli ultimi raid sul sud hanno causato 31 morti e 40 feriti. Mentre il ministro della Difesa Katz ha confermato l’uccisione del nuovo capo dell’ala militare di Hamas Mohammed Odeh durante un attacco ieri a Gaza City, dicendo che quest’ultimo è stato “mandato a incontrare i suoi complici negli abissi dell’inferno”. Trump annuncia che la riunione di gabinetto prevista per oggi si terrà alla Casa Bianca anziché a Camp David, a causa di “possibili condizioni meteorologiche avverse”.
Missili iraniani contro una nave sudcoreana, Seul convoca l’ambasciatore
Missili antinave sviluppati e utilizzati dall’Iran sarebbero stati impiegati in un attacco contro una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz all’inizio di questo mese. Lo ha affermato mercoledì il ministero degli Esteri di Seul aggiungendo che intende convocare l’ambasciatore iraniano in Corea del Sud per presentare una forte protesta e chiedere al contemporaneo “misure responsabili, comprese quelle volte a prevenire il ripetersi di episodi simili”. Lo riporta Yonhap citando le parole del primo vice ministro degli Esteri Park Yoon-joo in conferenza stampa. “L’analisi tecnica ha concluso che gli oggetti volanti non identificati erano probabilmente missili anti-nave della serie Noor sviluppata dall’Iran”, ha dichiarato Park annunciando l’esito dell’indagine governativa sull’incidente alla Hmm Namu, nave gestita dalla principale compagnia di navigazione sudcoreana Hmm Co., che era stata colpita da “due oggetti volanti non identificati” il 4 maggio mentre era bloccata nello Stretto di Hormuz. Il ministero, tuttavia, è riservato a decidere se l’attacco possa essere stato intenzionale.
Ft: “Versato nemmeno un dollaro, vuoto il fondo del Board of Peace”
Il fondo istituito dalla Banca Mondiale per il Board of Peace voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ricevuto alcun finanziamento, nonostante le promesse di donazioni per un totale di 17 miliardi di dollari da parte degli Stati Uniti e di altri leader mondiali. Lo ha riportato il Financial Times, citando quattro fonti a conoscenza della questione. “Non è stato depositato nemmeno un dollaro”, ha affermato una fonte. Il consiglio di amministrazione ha ricevuto delle donazioni, ma queste sono state depositate direttamente sul suo conto presso JPMorgan, secondo quanto affermato dal portavoce del consiglio stesso. “Erano state individuate diverse opzioni per ottenere i finanziamenti”, ha dichiarato un funzionario del Board of Peace al Financial Times, “a questo punto, i contributori hanno scelto di avvalersi di altre soluzioni”. Come precisato il Ft, a differenza della Banca Mondiale, il conto JPMorgan non ha alcun obbligo di comunicare la propria situazione finanziaria ai contributori e ai membri del consiglio di amministrazione. Il Board of Peace si è impegnato a presentare i propri bilanci al proprio consiglio direttivo “in un momento ritenuto opportuno”, ha aggiunto il funzionario.
Teheran e Oman negoziano regole “diverse” transito Hormuz
L’Iran e l’Oman stanno negoziando un nuovo regime per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato Ali Bagheri Kian, vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana. “L’Iran e l’Oman, in quanto Stati costieri confinanti, stanno negoziando per definire un nuovo meccanismo di transizione attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha detto Bagheri a margine del Primo Forum Internazionale sulla Sicurezza. Secondo quanto riporta l’agenzia Ria Novosti, le condizioni e le procedure per il transito attraverso lo Stretto “saranno completamente diverse da quelle precedenti il conflitto”.
Nyt: “Gli Usa hanno ripreso attacchi per azioni minacciose iraniane”
Gli Stati Uniti hanno individuato azioni militari minacciose da parte dell’Iran prima di riprendere gli attacchi nel sud del Paese. Lo pubblicato al New York Times due funzionari statunitensi, che hanno parlato in condizione di anonimato. Secondo le fonti l’Iran si è schierato navi posamine nello Stretto di Hormuz e ha fatto sorvolare droni d’attacco vicino a navi americane, azioni che hanno provocato attacchi statunitensi nelle prime ore di ieri. Poche ore dopo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha promesso una “risposta reciproca decisa” a qualsiasi violazione del cessate il fuoco. Gli attacchi americani, hanno spiegato i funzionari, sono scattati dopo che gli Stati Uniti avevano osservato diverse azioni da parte delle forze iraniane, tra cui il lancio di droni e attività presso siti di lancio missilistico. L’esercito statunitense ha attaccato imbarcazioni e siti di lancio iraniani in quelli che ha definito “azioni di autodifesa”.
Pasdaran: “Possibilità che guerra riprenda sono basse”
Le possibilità che la guerra tra Usa e Iran riprenda sono “basse”. Lo ha dichiarato all’agenzia Tasnim il vicecapo politico dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, Mohammad Akbarzadeh. “La possibilità di una guerra è bassa a causa della debolezza del nemico, le forze armate sono in agguato con i depositi pieni”, ha dichiarato Akbarzadeh. In caso di una ripresa delle ostilità, ha aggiunto il funzionario dei pasdaran, “non dubitate che trasformeremo in un cimitero per gli aggressori l’area da Chabahar a Mahshahr “, due località agli estremi della lunga costa meridionale dell’Iran.
Media: “Usa a Netanyahu, non attaccare Beirut, non vogliamo vedere edifici crollare”
Secondo una ricostruzione di Channel 12, il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe aggiornato il presidente Usa Donald Trump in modo indiretto sull’espansione delle operazioni in Libano con l’intenzione di ampliare le operazioni e spingersi oltre la Linea Gialla per controllare il fuoco di Hezbollah. Il messaggio sarebbe stato trasmesso tramite l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, alla Casa Bianca. La risposta americana a Netanyahu sarebbe stata inequivocabile: “Non attaccare Beirut, non vogliamo vedere edifici crollare. Ciò avrebbe un effetto destabilizzante sull’intero processo di accordi regionali, innanzitutto sui negoziati con l’Iran, ma anche sui colloqui diplomatici con il Libano che si stanno svolgendo a Washington”. Tuttavia, un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Canale 12 che “anche se non c’è autorizzazione ad attaccare edifici, per quanto riguarda le eliminazioni mirate, se si presenta un’opportunità operativa, non esiste alcun divieto”.
Erdogan: “Netanyahu un tiranno, riceverà una lezione dai musulmani”
“Credo che il tiranno conosciuto come (Benyamin) Netanyahu riceverà la lezione che si merita dai musulmani di tutto il mondo”. Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, parlando con i giornalisti dopo aver pregato in una moschea di Istanbul in occasione della festività musulmana dell’Eid al-Adha. “A tutti i nostri fratelli e alle nostre sorelle che accolgono questa felicità con tristezza, dolore e profondo lutto in diversi angoli della nostra geografia spirituale, in particolare a quelli di Gaza, porgo i miei più sentiti messaggi di solidarietà a nome mio e della mia nazione, e mi congratulo individualmente con loro per l’Eid al-Adha”, ha detto il leader turco, come si riferisce Anadolu.
Katz: “Il piano di emigrazione da Gaza sarà attuato”
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha ribadito la sua intenzione di attuare il piano di evacuazione della popolazione di Gaza, al quale il governo lavora dall’inizio del 2025 ma che si era bloccato a causa dell’offensiva in corso e dell’attuale cessate il fuoco. “Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, nei tempi previsti e nel modo corretto”, ha scritto Katz su X.
Riapre aeroporto internazionale di Tabriz
L’aeroporto internazionale di Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran, dovrebbe riaprire oggi. Lo riporta l’emittente iraniana Irib, che cita un portavoce dell’Organizzazione per l’aviazione civile del Paese. Secondo l’organizzazione, l’aeroporto si unirà ad altri 20 terminal in tutto il paese che hanno già ripreso le operazioni dopo le interruzioni causate dalla guerra tra Stati Uniti e Israele.
Katz conferma l’uccisione del capo militare di Hamas: “Sono morti che camminano”
Il ministro della Difesa Katz ha confermato l’uccisione del nuovo capo dell’ala militare di Hamas Mohammed Odeh a Gaza City, dicendo che quest’ultimo è stato “mandato a incontrare i suoi complici negli abissi dell’inferno”. Katz ha quindi voluto esprimere “congratulazioni per la brillante esecuzione. Ci eravamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato il massacro del 7 ottobre e questo sta avvenendo. Sono tutti uomini morti che camminano ovunque”.
Pechino auspica un compromesso tra Usa e Teheran
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha ribadito l’appello di Pechino al rispetto della cessazione del fuoco in Medio Oriente e ha espresso la speranza che gli Stati Uniti e l’Iran cerchino un compromesso. Lo ha riferito l’agenzia statale Xinhua. “Ci auguriamo che le parti interessate restino determinate a cercare un cessate il fuoco e continuino a cercare un terreno d’intesa comune affinché la pace torni il più presto possibile in Medio Oriente”, ha detto il ministro, citato dall’agenzia.
Esercito israeliano: “Le Sirene suonano in molte aree del Paese”
L’esercito israeliano ha comunicato che in molte aree a nord del paese suonano le sirene
Trump, riunione gabinetto a Casa Bianca causa meteo avverso
Donald Trump annuncia su Truth che la riunione di gabinetto prevista per oggi si terrà alla Casa Bianca anziché a Camp David, a causa di “possibili condizioni meteorologiche avverse”. Le riunioni di gabinetto durante il secondo mandato di Trump sono state in genere caratterizzate da lunghi discorsi del presidente, dopodichè i membri del gabinetto, a turno, lo parlavano profusamente davanti ai giornalisti. Si prevede che i negoziati in corso con l’Iran saranno un tema centrale del prossimo incontro.
Beirut, 31 morti nei raid israeliani nel sud del Paese
Sono 31 i morti nei raid aerei israeliani di oggi nel Libano meridionale, che hanno colpito le città e nei villaggi di Burj al-Shamali, Kouthariyat al-Ruz, Hboosh, Marakah e Salaa. Altre 40 persone sono rimaste ferite. Lo riferisce Al Jazeera citando il Ministero della Salute di Beirut.
Media Israele: “Il capo dell’ala militare di Hamas è stato ucciso”
Muhammad Odeh, capo dell’ala militare di Hamas, è stato ucciso dall’Idf in un attacco a Gaza City. Lo riferisce Ynet citando fonti israeliane.
Successivamente, nella Striscia c’è stato un altro attacco, ed entrambi i raid hanno causato almeno due morti e oltre dieci feriti.
