Più di 2.000 posti di lavoro nel Mare del Nord sono stati salvaguardati dopo che HM Revenue & Customs ha accettato di non intraprendere ulteriori azioni legali contro un accordo di ristrutturazione che coinvolge Petrofac, aprendo la strada alla vendita delle sue attività nel Regno Unito alla società di ingegneria statunitense CB&I.
La decisione rimuove un grave ostacolo che aveva minacciato di far deragliare la transazione e di portare le operazioni di Petrofac nel Mare del Nord all’insolvenza, con conseguenze potenzialmente gravi per i lavoratori, le catene di approvvigionamento e le infrastrutture energetiche.
L’HMRC aveva cercato di recuperare più di 150 milioni di sterline da Petrofac in relazione a una controversia fiscale di lunga data e aveva sostenuto che la proposta di ristrutturazione del debito era ingiusta perché avrebbe lasciato all’autorità fiscale solo 3 milioni di sterline, mentre altri creditori avrebbero recuperato una percentuale maggiore dei loro crediti.
Tuttavia, la Court of Session scozzese ha respinto il ricorso dell’HMRC all’inizio di questo mese e l’autorità fiscale ha ora confermato che non farà appello contro tale sentenza. La mossa apre di fatto la strada al completamento dell’accordo di salvataggio, che dipende da significative cancellazioni del debito in tutto il gruppo.
Petrofac aveva avvertito che senza una rapida risoluzione, la sua divisione di soluzioni asset nel Regno Unito, che impiega circa 2.250 persone e gestisce circa 20 piattaforme nel Mare del Nord, correva il rischio di rimanere senza liquidità e di crollare.
Un simile risultato avrebbe probabilmente innescato misure di emergenza per mantenere le operazioni offshore, portando potenzialmente allo scioglimento dell’attività e a significative perdite di posti di lavoro.
L’azienda, un tempo componente del FTSE 100, impiega circa 8.000 persone in tutto il mondo ed è stata sottoposta a forti pressioni negli ultimi anni, alle prese con una combinazione di problemi legali, ritardi nei progetti e tensioni finanziarie.
La divisione soluzioni patrimoniali aveva continuato a operare dopo che Petrofac era entrata in amministrazione controllata in ottobre e a dicembre era stato concordato un accordo per vendere l’attività a CB&I.
La transazione è vista come una via praticabile per preservare le operazioni e l’occupazione, fornendo al tempo stesso un proprietario stabile a lungo termine per l’azienda.
Petrofac ha affermato che ora è concentrato sul completamento della vendita “il più presto possibile”, descrivendo CB&I come “un’ottima soluzione” che offre un risultato positivo sia per l’azienda che per la sua forza lavoro.
Nella sua sentenza, Lord Sandison ha criticato la gestione del caso da parte dell’HMRC, evidenziando ritardi nel portare avanti la richiesta di risarcimento fiscale, che risale a presunti problemi di evasione tra il 1999 e il 2014, accuse che Petrofac nega.
Il giudice ha osservato che la responsabilità non è stata valutata formalmente fino al 2020 e non era prevista la decisione del tribunale fino al 2025, descrivendo il ritmo dell’applicazione come “molto lento”.
Ha concluso che la posizione dell’HMRC nel 2026 era dovuta “almeno tanto alla sua stessa inerzia” quanto alla ristrutturazione stessa, suggerendo che la controversia avrebbe potuto essere risolta molto prima.
La risoluzione del caso sottolinea il delicato equilibrio tra i diritti dei creditori e la necessità di preservare imprese e posti di lavoro redditizi nel contesto di ristrutturazioni complesse.
Per il settore energetico del Regno Unito, il risultato è particolarmente significativo. Le operazioni di Petrofac nel Mare del Nord svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento delle infrastrutture offshore e l’interruzione avrebbe potuto avere implicazioni più ampie per la produzione e le catene di approvvigionamento.
Il caso evidenzia anche le sfide che devono affrontare le aziende del settore dei servizi petroliferi e del gas, che ha attraversato un periodo difficile caratterizzato da controlli normativi, cambiamenti delle politiche energetiche e pressioni finanziarie.
Una volta rimossa l’incertezza giuridica, l’attenzione si concentrerà sulla finalizzazione della vendita e sulla stabilizzazione delle operazioni sotto la nuova proprietà.
Per i lavoratori e le parti interessate, la decisione rappresenta una tregua dopo mesi di incertezza. Per Petrofac si tratta di un passo cruciale nel suo processo di ristrutturazione.
E per i politici e i regolatori, il caso serve a ricordare l’importanza di un intervento tempestivo e le potenziali conseguenze quando le controversie si trascinano in settori critici dell’economia.