Scontri, incendi, lanci di pietre e bombe carta, la città coperta dal fumo dei lacrimogeni. È degenerato in guerriglia il corteo a cui hanno partecipato migliaia di manifestanti provenienti da tutta Italia e dall’estero per esprimere solidarietà del centro sociale Askatasuna, sgomberato nei mesi scorsi. Gli organizzatori avevano previsto tre concentramenti in piazza XVIII dicembre, Porta Nuova e Palazzo Nuovo che si sono poi riuniti in piazza Vittorio per proseguire verso corso Regina Margherita.
Sei commesse di Tigotà barricate nel negozio
Momenti di paura per sei commesse di Tigotà di corso Regina Margherita. Le donne si sono barricate nel negozio, nel locale è stato anche lanciato un lacrimogeno.
Finisce l’assedio nella zona di Askatasuna, i manifestanti arretrano
Dopo circa un’ora e mezza di guerriglia i manifestanti hanno lasciato corso Regina Margherita. Gli scontri proseguono a distanza in lungo Dora Firenze, con lanci di lacrimogeni anche nella zona “delle panche”, celebre in città per gli aperitivi e la movida serale.
A fuoco una camionetta della polizia
Uno dei mezzi usati dalla polizia per tenere lontani i manifestanti è stato dato alle fiamme. L’idrante degli agenti ha cercato di domare il rogo, che poi è stato spento dai vigili del fuoco.
Un uomo ferito alla testa portato via in ambulanza
Un uomo, apparentemente un manifestante, è rimasto ferito alla testa durante gli scontri. È rimasto a lungo a terra ed è stato poi soccorso dalle forze dell’ordine.
Superata l’ora di guerriglia
Gli scontri in corso Regina Margherita, ad alcune centinaia di metri dall’ex Askatasuna, proseguono ormai da un’ora. Forze dell’ordine e manifestanti continuano a fronteggiarsi. Numerosi bancali e cassonetti sono stati dati alle fiamme, gli antagonisti lanciano pietre, autobloccanti, bottiglie, sedie, cartelli stradali. Molti cassonetti sono stati buttati in mezzo alla strada per impedire alle camionette della polizia di avanzare.
Primi fermati
Le forze dell’ordine hanno fermato alcuni manifestanti durante una carica. Ci sono dei feriti
Il video degli scontri
Torino, idranti e lacrimogeni contro pietre e petardi: scontri al corteo per Askatasuna

Chiorino: “Violenza di Askatasuna è terrorismo”
L’assessora regionale Elena Chiorino: “La violenza premeditata andata in scena oggi a Torino strappa ogni velo: i militanti di Askatasuna si confermano per ciò che sono sempre stati, un gruppo di delinquenti che usa la piazza come strumento di intimidazione e mira deliberatamente a sovvertire l’ordine democratico. Qui non c’è dissenso, non c’è protesta: ci sono solo odio organizzato e terrorismo politico. Perché sì, quella di oggi è violenza di matrice terroristica. Chi ha scelto di sfilare accanto a chi aveva apertamente annunciato scontri e devastazioni porta una responsabilità politica e morale gravissima, senza alibi. Alle forze dell’ordine, presidio insostituibile di legalità e sicurezza, va la nostra piena e totale solidarietà: lo Stato è dalla loro parte, oggi come sempre, e non arretrerà di un solo millimetro di fronte alla violenza antagonista».
Cassonetti in fiamme
Diversi cassonetti sono stati dati alle fiamme nella guerriglia urbana in cui è degenerata la manifestazione. Lanci di oggetti anche contro i giornalisti
Marrone: “Lo Russo metta Avs fuori dalla giunta”
L’assessore regionale Maurizio Marrone, attacca Askatasuna e il sindaco dopo le prese di posizione di Avs, che ha aderito al corteo: “Oggi un partito che governa la città di Torino è sceso ufficialmente in piazza insieme all’orda antagonista accorsa da tutta Italia e dall’estero per invaderla e saccheggiarla, di fronte agli occhi indignati dei torinesi. Il Sindaco Lo Russo abbia il coraggio politico di mettere AVS fuori dalla giunta e dalla maggioranza o volterà le spalle a tutta la cittadinanza torinese, che non è più disposta a perdonare questo scempio, inflitto a Torino per un calcolo di poltrone in Sala Rossa”.
Gli idranti rispondono a lanci di pietre, giornalista ferito a una gamba
Il corteo avanza in uno scenario da guerriglia, la polizia respinge gli antagonisti con idranti, mentre i manifestanti lanciano pietre e bottiglie. Un giornalista è stato ferito a una gamba da una pietra
Lancio di lacrimogeni contro i manifestanti
Le forze dell’ordine stanno sparando lacrimogeni per allontanare i manifestanti
Scoppio di petardi e lancio di oggetti in corso Regina
Cresce la tensione, molti manifestanti si sono coperti il volto davanti al cordone di polizia che sta proteggendo la palazzina che è stata sede di Askatasuna. Petardi sono esplosi in corso Regina Margherita. Lanci di bottiglie e oggetti.
Serrande abbassate nei negozi
Alcuni negozi e supermarket rimasti ancora aperti a Vanchiglia stanno abbassando le serrande nel timore di scontri. Molti negozianti del centro avevano fatto lo stesso per precauzione quando i cortei hanno sfilato davanti a loro
Finita l’occupazione di Palazzo Nuovo
Intanto Palazzo Nuovo, che nei giorni scorsi era stato occupato dai collettivi degli studenti, è stato liberato dai manifestanti che hanno aderito al corteo e l’ateneo, rientrato in possesso dell’edificio, lo ha chiuso.
Il corteo si sfilaccia
Bloccato corso Regina fino a Rondò Rivella. Diversi gruppi di antagonisti si sono coperti il volto e hanno lasciato il corteo principale.
Cori pro Pal e contro Salvini
Numerosi i cori lungo il corteo. Tra questi “Chi non salta insieme a noi è un sionista” e “Lega Salvini e lascialo legato”. E poi per tutto il tragitto risuona lo slogan: “Askatasuna vuol dire libertà, mai nessuno ci fermerà”
Gli organizzatori: “Siamo 50mila”
Secondo le stime degli organizzatori i manifestanti sono saliti a 50mila. Ora si sono riuniti gli spezzoni del corteo nazionale per Askatasuna a Torino: partiti da Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova, ora i manifestanti sono confluiti in un unico corteo lungo Po.
Zangrillo: “Manifestazione che celebra la delinquenza”
La manifestazione in corso a Torino? “Non ha alcun senso perché celebra un gruppo di persone che hanno come caratteristica quella di avere dei comportamenti delinquenziali”. Lo ha detto parlando all’Agi a margine di un evento di Rete Popolare a Novara, il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. “La storia di Askatasuna – ha aggiunto – rappresenta la saldatura tra pro-Pal, antagonisti e tutti quelli che lavorano in una logica di anti-Stato. Abbiamo dato l’ennesima opportunità a questi soggetti di dimostrare di essere delle persone, dei cittadini perbene, vediamo se la colgono una volta tanto questa opportunità”.
I manifestanti salgono a quindicimila
Secondo gli organizzatori in piazza ci sarebbero oltre 15mila persone, una stima su cui concorda anche la Digos. In testa allo spezzone di Porta Nuova ci sono bandiere della Palestina, canzoni pro-Pal e cartelli per chiedere la libertà di Mohammed Hannoun, Dawoud ed Yaser Elasaly, con riferimento all’inchiesta sui fondi ad Hamas. “Intifada fino alla vittoria!” ha scandito al microfono una rappresentante dei giovani palestinesi in Italia. Più indietro sventolano le bandiere No Tav, quelle delle associazioni per il Kurdistan e dei movimenti transfemministi. A momento si trovano in strada alcune migliaia di persone. “Se tutte queste gocce si uniscono diventiamo uno tsunami”, ha detto un’altra ragazza in testa al corteo, che al momento è fermo in attesa di essere raggiunto dalla parte di attivisti in arrivo da Porta Susa.
Anche Zerocalcare tra i manifestanti a Porta Nuova
Tra i manifestanti anche il fumettista Zerocalcare, che sarà domani in Val di Susa, a San Didero, per presentare il suo libro “Nel nido dei serpenti”. Zerocalcare si è unito al corteo partito da Porta Nuova: “Non voglio dire niente, sono qui per lo stesso motivo per cui ci stanno tutti: per Askatasuna e contro lo sgombero”
Gli abitanti di Vanchiglia: “Quartiere militarizzato e tolgono spazi di socialità”
Anche i rappresentanti del comitato quartiere Vanchiglia sono in piazza: “Non potevamo non esserci. Nel momento in cui vengono cancellati degli spazi di socialità fondamentali per un quartiere, il quartiere viene militarizzato, i ragazzini entrano nelle scuole scortati dalle forze dell’ordine e si chiedono cosa sta succedendo. Noi non possiamo voltare la faccia dall’altra parte, quindi crediamo che ci siano dei bisogni molto diversi e che ci sia un tentativo di rubare l’attenzione usando lo sgombero di Askatasuna come un trofeo. Mentre i bisogni e le necessità delle persone normali sono l’istruzione, la sanità che funzioni, il lavoro, un ambiente tutelato, la crisi climatica che avanza senza delle risposte da questo governo. Ecco, noi siamo per un’altra strada e vogliamo esserci proprio in un momento in cui viene. Questa strategia della tensione viene lanciata per spaventare le persone, per spingerle all’individualismo. Bene, è essenziale esserci qui con le nostre famiglie, anziani, studenti, padri, madri e figlie. Esserci per raccontare che noi siamo qui per creare qualcosa di ben diverso. Non siamo qui per manifestare e basta. Siamo qui perché questo è l’inizio di un percorso di aggregazione delle lotte, delle esigenze di comunità di quartiere, comitati che si battono per salvare l’ambiente. Dobbiamo cambiare tutto e non possiamo demandarlo ad altri a questo punto”
Crescono i manifestanti nei punti di ritrovo
I manifestanti stanno raggiungendo i punti di concentramento di Palazzo Nuovo, Porta Nuova, Porta Susa, dove le fermate della metro sono già state chiuse. I canali interni degli organizzatori dei cortei segnalano i posti di blocco delle forze dell’ordine, piazzate lungo autostrade, strade, ferrovie e anche all’aeroporto di Caselle.
Un esercito di clown davanti alla polizia
“Esercito” di clown a Porta Susa che hanno sfilato davanti ai poliziotti schierati in via Cernaia (dov’è quasi tutto chiuso). Stefano Millesimo, considerato tra i leader di Aska: “Oggi una grande giornata, non è una giornata di fine ma un inizio per costruire un’opposizione reale al governo Meloni che parta dai quartieri reali, come Vanchiglia e si estenda a tutta Italia. Stanno già arrivando migliaia di persone da tutta Italia. Siamo più che felici per questo inizio. L’obiettivo è essere tantissimi a sfilare nonostante abbiamo visto da parte di prefettura e governo impossibilità ad attraversare le strade del centro, creando un clima di guerra. Qui tante persone che hanno voglia di dire la loro e non hanno paura di abbassare la testa”.
Controlli prima del corteo
La questura segnala 747 persone identificate già da ieri, con 236 veicoli, 4 voli controllati e sequestri di bastoni e bombolette spray. Ci sono dieci persone, tre provenienti dalla Francia, otto dall’autostrada Torino-Milano e due in treno da Genova, accompagnate in questura perché avevano maschere antigas, passamontagna e mascherine. Uno dei manifestanti in arrivo da Genova aveva anche un coltello e una grossa chiave. Al momento sono 24 i fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nel comune di Torino (per un periodo che va da 1 a 3 anni). Tra i destinatari anche due francesi e un russo. Si aggiungono dieci avvisi orali emessi dal Questore di Torino e sette Daspo urbani.