Zeus Sleep Ltd ha ricevuto un finanziamento di 1,48 milioni di sterline dal National Institute for Health and Care Research (NIHR) per condurre uno dei più grandi studi clinici multicentrici del Regno Unito sull’apnea ostruttiva del sonno (OSA).
La sperimentazione sarà condotta dal NHS Foundation Trust di Guy e St Thomas in collaborazione con il King’s College di Londra e valuterà un dispositivo medico non invasivo di prossima generazione progettato per affrontare l’apnea notturna stimolando le vie aeree alla fonte.
Il finanziamento fa seguito a una nuova ricerca sui consumatori condotta da Zeus Sleep, dalla quale è emerso che il 56% degli adulti afferma che il russare ha un impatto negativo significativo o lieve sulla propria vita. Più di un terzo (36%) riferisce di essere costretto a dormire in una stanza separata o sul divano, mentre l’11% afferma che il russamento continuato potrebbe deteriorare la loro relazione.
Il primo dispositivo antirussamento consumer di Zeus Sleep è già disponibile nel Regno Unito e aiuta le persone e i loro partner a ridurre i disturbi notturni. Basandosi su questo successo, l’azienda si sta ora preparando a lanciare un dispositivo medico regolamentato per l’OSA all’inizio del 2026, sulla base della sperimentazione finanziata dal NIHR e supportata dalle prove di tre studi clinici precedenti.
L’OSA colpisce circa otto milioni di persone nel Regno Unito e più di un miliardo a livello globale. La condizione è caratterizzata da ripetuti collassi delle vie aeree durante il sonno, che portano a un riposo frammentato, ad un eccessivo affaticamento diurno, ad un aumento del rischio cardiovascolare e ad una maggiore probabilità di incidenti.
Sebbene la terapia con pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP) rimanga il gold standard del sistema sanitario nazionale, più della metà dei pazienti abbandona il trattamento entro un anno a causa di disagio o disagio, spesso lasciando come unica alternativa i consigli sullo stile di vita.
Il dispositivo ZeusOSA viene indossato discretamente sotto il mento durante la notte e fornisce una delicata stimolazione elettrica al nervo ipoglosso, aiutando a mantenere la pervietà delle vie aeree durante il sonno. A differenza degli stimolatori nervosi impiantati chirurgicamente, il dispositivo non è invasivo, progettato per l’uso domestico e significativamente più conveniente, posizionandolo come una soluzione potenzialmente scalabile per l’adozione del servizio sanitario nazionale.
Studi precedenti, incluso uno studio del Servizio Sanitario Nazionale nel Dorset, hanno mostrato risultati incoraggianti. In questi studi, l’84% dei partecipanti ha riferito un miglioramento della qualità del sonno, il 78% ha riscontrato un migliore funzionamento diurno e il 68% ha riportato una riduzione della sonnolenza diurna. Fondamentalmente, l’adesione ha raggiunto l’85%, superando di gran lunga i tassi di conformità tipici della CPAP.
Il professor Joerg Steier, ricercatore capo del nuovo studio, ha dichiarato: “L’apnea ostruttiva del sonno è altamente diffusa, ma la mancata aderenza alla CPAP lascia troppi pazienti senza cure efficaci. Il dispositivo Zeus ha dimostrato risultati promettenti con una buona tolleranza nell’uso domestico. Questo studio finanziato dal NIHR fornirà le solide prove necessarie per supportare il processo decisionale del servizio sanitario nazionale”.
Oltre alla salute fisica, la ricerca evidenzia preoccupazioni più ampie relative al benessere. Più di un quarto degli intervistati (26%) teme che il russamento costante li lasci permanentemente stanchi, mentre il 13% afferma che provoca o peggiora l’ansia. Uno su dieci ha dichiarato che sarebbe disposto a pagare qualsiasi cifra per smettere di russare in modo permanente.
Nigel Clarke, amministratore delegato di Zeus Sleep, ha affermato che il finanziamento segna una pietra miliare importante. “Il nostro dispositivo di consumo sta già migliorando la vita e, con il supporto del NIHR e dei nostri partner clinici, ora possiamo creare le prove necessarie per portare una versione medica nel servizio sanitario nazionale”, ha affermato. “Il nostro obiettivo è semplice: aiutare le persone a dormire meglio, a sentirsi meglio e a vivere meglio”.
In caso di successo, lo studio potrebbe aprire la strada a una nuova era nella medicina del sonno, offrendo a milioni di pazienti un’alternativa pratica alla CPAP e riducendo il carico a lungo termine dell’apnea notturna non trattata sul sistema sanitario nazionale.