Un altro duro botta e risposta tra Trump e i vertici di Teheran. Il presidente Usa avrebbe spostato a domani – annunciandolo ieri con un post criptico – l’ultimatum per il cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz. Minacciando una violenta rappresaglia in caso contrario: “Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno”, ha scritto Trump su Truth. Intanto Axios annuncia negoziati in corso per un cessate il fuoco di 45 giorni. Ipotesi di una riapertura dello Stretto entro oggi in caso di accordo. Ma Teheran avverte: “Stiamo valutando una proposta giunta dai mediatori pachistani, ma i negoziati sono incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra”. Ucciso da Israele il capo dell’intelligence dei pasdaran
Netanyahu celebra morte Khadami e Bakri: “Non ci fermiamo”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha celebrato la morte di due alti dirigenti del regime iraniano, uccisi dalle sue forze armate. “Un altro braccio centrale del regime terroristico iraniano è stato isolato. Oggi abbiamo eliminato Majid Khadami, capo del dipartimento di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, una figura di spicco del regime iraniano, che aveva assunto l’incarico solo dopo l’eliminazione del suo predecessore”, ha ricordato su X. “Inoltre, abbiamo eliminato Athar Bakri, comandante della Sezione 840 della Forza Quds, responsabile di attacchi contro ebrei e israeliani in tutto il mondo”, ha aggiunto. “Il sangue di quanti lavorano per assassinare i nostri cittadini, dirigono il terrore contro lo Stato di Israele, costruiscono l’asse iraniano del male ricade sulle loro teste”, ha avvertito. ” Agiamo con forza e determinazione: raggiungeremo chiunque cerchi di danneggiarci. Continueremo con tutte le nostre forze, su tutti i fronti, finché la minaccia non sarà eliminata e tutti gli obiettivi di guerra non saranno raggiunti”, ha assicurato.
Israele attacca sito petrolchimico South Pars
Le forze armate israeliane hanno rivendicato l’attacco all’impianto petrolchimico iraniano di Asaluyeh, legato al grande giacimento di South Pars. La notizia era stata data dall’agenzia Fars per poi essere confermata dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz
Iran: abbiamo presentato risposta a mediatori, piano Usa inaccettabile
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l’Iran. Lo riferisce la Bbc. Esmail Baghaei, citato dall’agenzia di stampa statale Irna, ha affermato che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari “non era in alcun modo accettabile per noi”. I negoziati per porre fine al conflitto sono “incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra”. L’Iran ha stilato una serie di richieste “basate sui nostri interessi e sulle nostre considerazioni”
Teheran: pasdaran hanno colpito nave israeliana
La Marina del corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato di avere colpito con un missile da crociera una nave portacontainer israeliana: lo riferisce l’agenzia iraniana Fars. A quanto riportato, l’imbarcazione, identificata con la sigla SDN7, sta andando a fuoco
Israele: sale a 4 morti il bilancio del missile iraniano su Haifa
Sale a 4 morti il bilancio delle vittime di un attacco iraniano ieri su Haifa: i cadaveri di una coppia di ottantenni erano già stati ritrovati, oggi i soccorritori hanno raggiunto il figlio (di circa 40 anni) e la sua compagna (di circa 35 anni), una cittadina straniera. I quattro, secondo i media di Tel Aviv, avevano cercato riparo nella tromba delle scale ed erano rimasti sepolti sotto le macerie.
Teheran: definite nostre proposte. Non è resa
L’Iran ha definito le proprie proposte per una trattativa che metta fine alla guerra, dopo il piano in due fasi elaborato dal Pakistan. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. Teheran, ha detto a quanto riportano i media iraniani, “ha definito le proprie richieste, fondate sugli interessi nazionali, nell’ambito di un piano con gli Stati Uniti volto a porre fine alla guerra”.
“Esprimere le nostre richieste non deve essere visto come un segno di resa di fronte al nemico”, ha assicurato, “la Repubblica Islamica continua a difendere i propri diritti legittimi sia attraverso la diplomazia sia sul campo di battaglia. Le nostre linee rosse sono chiare, le nostre richieste sono trasparenti”.
Costa: “Attacchi a infrastrutture civili in Iran illegali e inaccettabili”
“Dopo cinque settimane di guerra in Medio Oriente, è chiaro che solo una soluzione diplomatica potrà risolvere le cause profonde del conflitto. Qualsiasi attacco alle infrastrutture civili, in particolare agli impianti energetici, è illegale e inaccettabile. Questo vale per la guerra della Russia in Ucraina e vale ovunque. La popolazione civile iraniana è la principale vittima del regime iraniano: sarebbe anche la principale vittima di un’escalation della campagna militare”: a scriverlo su X è il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa
Teheran: formulata la nostra risposta agli Usa, la daremo al momento opportuno
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano fa sapere di aver “formulato la nostra risposta diplomatica agli Usa” e che la renderà nota a al momento opportuno
Teheran: Usa volevano rubare uranio non salvare pilota
L’Iran è tornato a sollevare dubbi sul salvataggio del pilota dell’F15 americano precipitato venerdì: secondo Teheran in realtà Washington voleva appropriarsi del suo uranio. “Rimangono domande e ambiguità sull’operazione statunitense”, ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esyteri, Esmaeil Baqaei, citato dalla tv di Stato. “Il luogo in cui l’aereo americano era precipitato”, nella provincia di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, era “a una distanza considerevole” da Ishafan dove sarebbe stato tratto in salvo il pilota (oltre 20 chilometri, ndr). “Quindi esiste la possibilità di un’operazione ingannevole per rubare l’uranio dell’Iran” nella centrale di Isfahan, ha spiegato. “Ma il punto fondamentale è che la loro operazione è stata un palese fallimento e una vergogna catastrofica per loro”, ha aggiunto.
Ankara: terza nave turca ha attraversato Stretto Hormuz
Una terza nave di proprietà turca ha lasciato in sicurezza il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture turco Abdulkadir Uraloglu su X. Il ministro ha riferito che la Ocean Thunder, che trasporta petrolio greggio dall’Iraq alla Malesia, ha passato lo Stretto in sicurezza grazie agli sforzi congiunti con il ministero degli Esteri turco. Il numero di navi di proprietà turca in attesa di passare dal canale è sceso ora a 12 e otto di queste navi hanno già presentato la richiesta per partire.
L’Iran: non riapriremo Hormuz in cambio di una tregua temporanea
L’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio di una “tregua temporanea”: lo ha detto un alto funzionario iraniano citato da Reuters online, chiedendo l’anonimato e aggiungendo che Teheran ritiene che Washington non sia pronta per una tregua permanente. Il funzionario ha poi confermato che l’Iran ha ricevuto la proposta del Pakistan per un cessate il fuoco immediato e la sta esaminando, aggiungendo che Teheran non accetta di essere messa sotto pressione per accettare scadenze e prendere una decisione.
Katz dopo uccisione capo 007 pasdaran: “Continueremo a dare loro la caccia uno a uno”
“Continueremo a dar loro la caccia uno per uno”: così Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, dopo l’uccisione del capo dei servizi segreti dei pasdaran, a margine di un vertice con il capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir. “Le Guardie Rivoluzionarie stanno sparando sui civili e noi stiamo eliminando i capi dei terroristi”, ha aggiunto Katz citato dai media locali.
Alcune navi hanno attraversato lo stretto di Hormuz
Il ministro dei Trasporti della Turchia, Abdulkadir Uraloglu, ha affermato che una nave di proprietà turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz ieri notte. “La nave di proprietà turca Ocean Thunder ha attraversato lo Stretto di Hormuz domenica sera. Con questo, tutte e tre le navi che erano rimaste in attesa nel Golfo dall’inizio della guerra hanno ora lasciato lo stretto in sicurezza”, ha affermato Uraloglu. “Il numero di navi di proprietà turca nello Stretto di Hormuz è ora sceso a 12 e il numero di navi che hanno richiesto di lasciare lo stretto è sceso a 8”, ha aggiunto il ministro, come riferisce Anadolu. In mattinata, una nave metaniera battente bandiera indiana ma appartenente alla compagnia di navigazione giapponese Mitsui Osk Lines ha attraversato lo stretto diretta in India, diventando la terza nave collegata al giappone a transitare nello stretto.
Media: il piano per la tregua potrebbe entrare in vigore oggi e Hormuz potrebbe riaprire
Iran e Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità che potrebbe entrare in vigore già oggi e riaprire lo Stretto di Hormuz, ha reso noto una fonte citata da Reuters, come si legge sul sito di Israel Times. Il possibile accordo, che avrebbe la forma di un memorandum di intesa è stato definito dal Pakistan e inviato a Iran e Israele durante la notte, ha precisato la fonte, confermando quanto già anticipato da Axios, la possibilità di una intesa in due fasi con una tregua immediata seguita da un accordo complessivo. “Tutti gli elementi devono essere concordati oggi”, ha precisato la fonte, sottolineando invece, contrariamente a quanto aveva scritto Axios, che il Pakistan è l’unico canale di comunicazioni fra le parti.
Iran: ucciso capo intelligence Pasdaran
Il comandante dell’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione è stato ucciso. Lo riporta l’agenzia Tasnim citando un comunicato ufficiale dei Pasdaran. Nella nota si annuncia “il martirio del generale di divisione Seyed Majid Khadami, il potente e colto capo dell’organizzazione di intelligence del corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche”. Khadami era stato nominato nel giugno scorso dopo l’uccisione Mohammed Kazemi durante la guerra dei 12 giorni. “Quel comandante illustre, in quasi mezzo secolo di sincera e coraggiosa difesa della Rivoluzione, del regime e della patria islamica nei campi dell’intelligence e della sicurezza, ha registrato risultati grandiosi, duraturi e istruttivi, che per molti anni potranno fungere da faro per la comunità di intelligence del Paese, specialmente nell’affrontare i nemici esterni e i loro piani sinistri e diabolici per infiltrarsi e minare la sicurezza e la tranquillità dell’orgoglioso Iran”, sottolinea il comunicato.
Reuters: Usa e Iran hanno ricevuto piano Islamabad per fine guerra
“L’Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz”: lo riferisce Reuters online citando fonti anonime informate. L’accordo quadro “è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l’Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte”, ha affermato la fonte, “delineando un approccio in due fasi con un cessate il fuoco immediato seguito da un accordo globale”. L’intesa, provvisoriamente denominata “Accordo di Islamabad”, prevedrebbe la riapertura di Hormuz “entro 15-20 giorni”, con i colloqui finali in presenza a Islamabad.
L’Iran: ricevuto proposta attraverso il Pakistan, la stiamo valutando
Fonti del governo iraniano dicono alla Reuters di aver ricevuto una proposta attraverso il Pakistan, che è in fase di valutazione
Iran: “Attacchi a infrastrutture civili sono crimini di guerra”
“Le minacce del presidente Donald Trump di attaccare infrastrutture non militari dell’Iran costituiscono crimini di guerra”, ha affermato oggi il viceministro degli Esteri per gli affari giuridici e internazionali Kazem Gharibabadi, citato dall’IRNA, sottolineando che l’Iran darà una risposta decisa, immediata e dolorosa all’aggressione e consigliamo agli Stati Uniti di porre fine alle loro minacce».
Teheran: “Risposte ancora più devastanti se colpiti obiettivi civili”
Il comando militare centrale iraniano ha lanciato un avvertimento a Stati Uniti e Israele, affermando che, qualora gli attacchi contro obiettivi civili dovessero continuare, la rappresaglia dell’Iran “sarà messa in atto con una forza molto più devastante ed estesa”. Ne danno notizia i media iraniani che citano un portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya.
Idf: “Bombe a grappolo su civili”
Israele ha accusato l’Iran di crimini guerra per l’utilizzo di bombe a grappolo. “Il regime iraniano continua a sparare intenzionalmente contro aree civili ogni giorno, anche utilizzando bombe a grappolo”, ha scritto su X il colonnello Nadav Shoshani, portavoce internazionale dell’Idf. “Questa è la situazione successiva all’impatto di un missile balistico contro un edificio residenziale ad Haifa, nel nord di Israele”, ha aggiunto a commento di un video su un palazzo distrutto, “questo costituisce un crimine di guerra chiaro e reiterato, commesso con premeditazione. Sentiremo una condanna dei leader mondiali? E delle Nazioni Unite?”, ha chiesto retoricamente.
Media Iran: “Axios mezzo comunicazione del Mossad, nessuna tregua”
L’agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, bolla le ultime rivelazioni di Axios – definito “il mezzo di comunicazione del Mossad per le operazioni psicologiche” – su una presunta mediazione per un cessate il fuoco come un tentativo di mescolare le carte, e preparare “l’ennesimo passo indietro di Donald Trump”. Il presidente Usa “consapevole della ferma determinazione dell’Iran a rispondere a qualsiasi follia riguardante le centrali elettriche e altre infrastrutture, sta probabilmente cercando di ritirarsi da questa minaccia per la terza volta, e questo tipo di notizie viene forse diffuso per prepararsi a questa eventualità”. L’Iran, sottolinea l’agenzia, “ha ripetutamente affermato di non accettare cessate il fuoco temporanei” senza un accordo sulla fine del conflitto. “I nemici americano-sionisti, che sono sotto la pressione della guerra e confusi, intendono sfruttare l’opportunità di cessate il fuoco per uscire dalla crisi delle munizioni e dalla situazione strategica difficile”.
Teheran: 17 morti nei raid notturni di Israele e Usa
Almeno 17 persone sono morte nei raid condotti questa notte sull’Iran da Israele e Stati Uniti: lo riferiscono agenzie di stampa legate al regime iraniano. Il bilancio più grave riguarda due condomini di Ghaleh Mir, nella regione centro-orientale del Baharestan, dove si contano 13 vittime. Il governatore locale ha riferito che sono in corso le ricerche tra le macerie per individuare eventuali superstiti o recuperare i corpi di ulteriori vittime, ha riferito la Fars. Un attacco contro aree residenziali nella zona est di Teheran ha causato quattro morti e sette feriti, ha riferito l’agenzia Mehr aggiungendo che nei raid tre abitazioni sono state completamente distrutte e una cinquantina di edifici sono stati danneggiati. Colpita strutture energetiche all’Università di Sharif, nel nord-est della capitale, con conseguenti blackout nella zona. Danneggiata anche una moschea universitaria. Non c’è un bilancio ufficiale dei morti in Iran dall’inizio della guerra: dopo la prima settimana Teheran aveva riferito di 1.230 persone uccise nei raid mentre l’Ong Hrana, che si oppone al regime e ha sede negli Stati Uniti, ha parlato in totale di più di 3.400 morti, di cui 1.500 civili.
Teheran, uccisi sei bambini sotto i 10 anni
Sei bambini di età inferiore a 10 anni sono stati uccisi nella provincia di Teheran, dopo un attacco congiunto Usa-Israele. Lo scrive l’agenzia iraniana Fars, vicina ai pasdaran.
Due morti estratti dalle macerie a Haifa, ancora due i dispersi
Dopo ore di ricerche questa mattina sono stati ritrovati due corpi senza vita sotto le macerie di un edificio colpito ieri da un missile iraniano ad Haifa. Altre due persone risultano ancora disperse. Le ricerche dei dispersi – una coppia di anziani, il loro figlio e un’assistente domiciliare – sono proseguite per tutta la notte. Lo scrive la testata israeliana N12. Il comandante del Comando del Fronte Interno, il generale di divisione Shai Klapper, ha dichiarato sul luogo dell’incidente durante la notte: “Si tratta di una situazione complessa che richiede operazioni di soccorso avanzate. Intendiamo agire con decisione, professionalità e accuratezza fino al ritrovamento dei dispersi. Stiamo impiegando le migliori risorse, menti e sforzi che le Forze di Difesa Israeliane, il Comando del Fronte Interno e le altre organizzazioni di soccorso”.
Media iraniani: “Raid Usa-Israele vicino a Teheran, almeno 13 morti”
L’agenzia di stampa iraniana Fars, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone. La contea è un’area densamente popolata nella provincia di Teheran. Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla Fars che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso.
Negoziati, si lavora a un accordo in due fasi. “Ultimo tentativo prima dell’escalation”
Secondo le fonti, scrive ancora Axios, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima fase prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra.
Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Tuttavia, questo ultimo tentativo è l’unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l’inviato di Trump Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Un funzionario statunitense ha dichiarato che l’amministrazione Trump ha presentato all’Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate. Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l’uranio altamente arricchito iraniano – sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione – possano portare all’accordo. I funzionari iraniani hanno chiarito ai mediatori di non voler trovarsi in una situazione simile a quella di Gaza o del Libano, dove esiste un cessate il fuoco sulla carta, ma gli Stati Uniti e Israele possono attaccare di nuovo quando desiderano.
Teheran: “Se colpiranno obiettivi civili rappresaglie molto più dure”
Il comando militare centrale iraniano ha avvertito che le ritorsioni contro i suoi avversari saranno “molto più devastanti” se questi colpiranno obiettivi civili. “Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno, le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse”, ha dichiarato un portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya in una dichiarazione pubblicata dall’emittente statale Irib su Telegram.
Axios: “In corso mediazione per cessate il fuoco di 45 giorni”
Secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli Stati Uniti, l’Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. Lo scrive Axios.
La minaccia del consigliere di Khamenei: “Lo stretto di Bab el-Mandab strategico come Hormuz”
Un alto consigliere della Guida Suprema iraniana ha lanciato un duro avvertimento sulle rotte energetiche globali, suggerendo che i principali punti strategici marittimi oltre lo Stretto di Hormuz potrebbero essere presi di mira se Stati Uniti e Israele dovessero intensificare ulteriormente le tensioni. Lo scrive Al-Jazeera. Ali Akbar Velayati, consigliere dell’Ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che un singolo passo falso da parte di uno dei due Paesi potrebbe perturbare gravemente i flussi energetici globali e il commercio internazionale. Secondo la televisione di stato iraniana Press Tv, Velayati ha dichiarato che il “comando unificato della resistenza” considera lo Stretto di Bab el-Mandab “altrettanto strategico dello Stretto di Hormuz”. Velayati ha aggiunto che, sebbene gli Stati Uniti abbiano imparato alcune lezioni dalla storia dell’Iran, “devono ancora comprendere la geografia del potere”. Lo stretto di Bab el-Mandab, al largo delle coste dello Yemen, collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden e il Mar Arabico, rappresentando un punto di strozzatura cruciale per il traffico marittimo diretto al Canale di Suez. I ribelli Houthi yemeniti, alleati di Teheran, hanno in passato avvertito di essere pronti a colpire lo stretto in segno di solidarietà con l’Iran.
Teheran: decine di università e scuole danneggiate da Usa-Israele
Decine di università, scuole e centri di ricerca sono stati danneggiati dagli attacchi aerei statunitensi e israeliani, ha dichiarato un portavoce del governo iraniano. Il canale televisivo iraniano in lingua inglese Press Tv, ripreso da Iran International, ha citato Fatemeh Mohajerani, la quale ha affermato che, complessivamente, oltre 100mila siti civili sono stati colpiti in tutto il Paese dall’inizio della guerra. “Il nemico non può tollerare i successi dell’Iran”, ha dichiarato Mohajerani, secondo quanto riportato da Press Tv.
Droni contro Sulaymaniyah nel Kurdistan iracheno
Esplosioni osservate a Sulaymaniyah, in Iraq, in seguito ad attacchi di droni. Le immagini, verificate da Al Jazeera, mostrano fumo e fiamme nei cieli sopra la città di Sulaymaniyah, nella regione curda dell’Iraq, in seguito a un attacco di droni. L’attacco è avvenuto pochi istanti dopo che un altro attacco di droni aveva causato danni a un altro edificio nella stessa città. Non c’è stata alcuna rivendicazione immediata e gli obiettivi degli attacchi non sono immediatamente chiari.
Allarmi a Tel Aviv e nel centro d’Israele per lanci missilistici dall’Iran
Gli allarmi stanno suonando nel centro d’Israele a seguito di lanci missilistici dall’Iran. Sui cieli di Tel Aviv si sentono forti esplosioni. Lo constata l’Ansa sul posto.
Iran all’Onu: se Usa colpisce centrali e ponti sarà crimine di guerra
La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha affermato che le dichiarazioni di Donald Trump riguardo al colpire le centrali elettriche e i ponti iraniani costituiscono “una chiara prova dell’intenzione di commettere crimini di guerra” e di “terrorizzare” la popolazione civile. Lo scrive Iran International. “Se la coscienza delle Nazioni Unite fosse viva, non resterebbe in silenzio di fronte alla minaccia palese e sfacciata del presidente guerrafondaio degli Stati Uniti di colpire le infrastrutture civili”, ha dichiarato la missione in un post su X. “Trump cerca di trascinare la regione in una guerra senza fine”, ha scritto ancora, esortando la comunità internazionale e gli Stati membri delle Nazioni Unite ad agire immediatamente per prevenire tali attacchi.
Emirati: difese aeree in azione contro missili e droni
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che le loro difese aeree stanno reagendo a un attacco missilistico e con droni. I sistemi di difesa aerea “stanno attivamente contrastando le minacce di missili e Uav (veicoli aerei senza pilota)”, ha scritto il ministero della Difesa (Mod) su X.
Media iraniani: “Quindici navi attraverso Hormuz in 24 ore con l’ok di Teheran”
L’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), ha riferito che nelle ultime 24 ore 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver ricevuto l’autorizzazione dall’Iran.
Nonostante il traffico limitato, Fars ha affermato che il traffico marittimo complessivo attraverso questo punto strategico rimane inferiore di circa il 90% rispetto al periodo precedente l’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Delta e Navy Seals nel blitz per l’aviere, aiuto da Idf
Uomini della Delta Force dell’Esercito e dei Navy Seals Team Six della Marina erano tra le centinaia di militari e agenti dell’intelligence coinvolti nel salvataggio dell’aviere americano disperso in Iran dopo l’abbattimento di un F-15E Strike Eagle. Lo hanno riferito fonti militari alla Cnn, confermando che il caccia abbattuto faceva parte del 48mo Stormo della Royal Air Force Lakenheath di base nel Suffolk, in Inghilterra. Da Israele è stato sottolineato il coinvolgimento dell’Idf e dei servizi segreti di Tel Aviv. In particolare, ha riferito una fonte al Jerusalem Post, l’Idf ha lanciato una serie di raid insieme agli Stati Uniti contro obiettivi iraniani per creare un diversivo rispetto alle ricerche e allontanare le forze di Teheran dalla zona in cui si trovava l’aviere. Le forze israeliane hanno anche sabotato e disturbato le ricerche di Teheran, “accecandone” i sistemi di rilevamento mentre il team di recupero arrivava sul posto.
Usa e Israele stilano un elenco di obiettivi in Iran in caso di mancato accordo
Israele e gli Stati Uniti hanno stilato un elenco completo di obiettivi strategici da colpire in Iran qualora la Repubblica islamica non dovesse soddisfare le richieste dell’imminente ultimatum del presidente statunitense Donald Trump. Lo confermano al Jerusalem Post due fonti. L’accordo sulla lista degli obiettivi fa seguito a una serie di intense discussioni di alto livello volte a sincronizzare le risposte americane e israeliane. Oltre alla lista definitiva degli obiettivi, è stato completato il coordinamento operativo tra le forze armate statunitensi e quelle israeliane. Gli ultimi ritocchi al piano operativo congiunto sono stati apportati durante un incontro giovedì scorso tra il capo di Stato Maggiore dell’Idf Eyal Zamir e i vertici del comando centrale degli Stati Uniti (Centcom). I funzionari hanno discusso e definito la specifica divisione dei ruoli e gli obiettivi della missione nel caso in cui il presidente degli Stati Uniti dovesse ritenere scaduto l’ultimatum. Un funzionario israeliano ha dichiarato al Post che la strategia alla base del targeting del settore energetico è chiara: “Colpire obiettivi energetici porterà al collasso economico totale dell’Iran e a un significativo indebolimento della presa del regime terroristico sul potere”.
Petrolio ancora in rialzo, Wti a 113,69 dollari e Brent a 110,67
Il petrolio allunga il passo in apertura di settimana tra le nuove minacce di Donald Trump all’Iran sulla distruzione delle sue centrali elettriche e di altri impianti nel caso in cui la leadership di Teheran dovesse decidere di non “firmare un accordo” o di non “aprire lo Stretto di Hormuz”, braccio di mare dove transita il 20% del greggio mondiale circa: il Wti segna un rialzo dell’1,93%, a 113,69 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a quota 110,67 dollari (+1,64%).
Pasdaran: “Hormuz non tornerà mai più a come era prima”
Lo Stretto di Hormuz “non tornerà mai più al suo stato precedente”. Lo scrive su un post su X citato da Haaretz la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane aggiungendo di star completando i preparativi per quello che ha definito un nuovo ordine regionale. La dichiarazione non specifica quali misure operative siano in fase di preparazione, ma lascia intendere un cambiamento a lungo termine nel modo in cui Teheran intende gestire lo Stretto, in particolare nei confronti degli Stati Uniti e di Israele.