Guerra in Iran, le news di oggi. Trump: “Iran non è pronto per l’accordo”

In un’intervista al Financial Times, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che sarebbe “molto negativo per il futuro della Nato” se gli alleati non collaborassero a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. La proposta americana di dispiegare unità navali finora non ha trovato sostegno tra gli alleati, preoccupati che un coinvolgimento militare li trascini direttamente nel conflitto. “Siamo disposti anche a rinforzare la missione Aspides e l’operazione Atalanta, però non mi pare che siano missioni che si possano allargare allo stretto di Hormuz”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Intanto, Israele annuncia di aver lanciato una operazione di terra mirata contro obiettivi chiave nel Libano meridionale.

Libano: “Oltre un milione di sfollati dall’inizio dell’operazione dell’Idf”

Oltre un milione di persone si sono registrate come sfollate dall’inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Lo ha riferito il ministero degli Affari Sociali, precisando che sono complessivamente 1.049.328, di cui 132.742 ospitati in oltre 600 rifugi collettivi

Trump: “Ho chiesto aiuto ad altri Paesi solo per vedere come reagiscono”

Donald Trump ha spiegato di aver chiesto ad altri Paesi di fornire il loro aiuto nello Stretto di Hormuz “non perché abbiamo bisogno di loro, ma perché voglio vedere come reagiscono”. Il presidente americano ha quindi ribadito nel corso della conferenza stampa tenuta oggi quanto affermato altre volte, cioè che gli Stati Uniti proteggono sempre gli altri paesi ma questi non lo fanno a loro volta quando è il momento del bisogno. “Ho sempre pensato che questa fosse una debolezza della Nato, il nostro compito era proteggerli”, ha affermato. “Ma ho sempre detto che, quando avremo bisogno di aiuto, loro non ci proteggeranno”, ha aggiunto, per poi però puntualizzare che “questo non è un bisogno”.
“Abbiamo costruito il più grande esercito del mondo e proteggiamo le persone”. “Se avessimo bisogno delle loro navi posamine o di qualsiasi altra cosa, di qualsiasi mezzo che potrebbero avere a causa di una situazione in cui si trovano, dovrebbero venire subito ad aiutarci perché noi li abbiamo aiutati per anni”. Alla domanda infinesu quali paesi sosterranno gli sforzi degli Stati Uniti in Iran Trump ha reso noto che il Segretario di Stato Marco Rubio farà presto un annuncio, e che alcuni paesi sono vicini all’area e altri più lontani.

Trump: “Molto sorpreso dal rifiuto britannico”

“Sono molto sorpreso” che il Regno Unito non voglia partecipare alla guerra contro l’Iran. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca e tornando ad accusare diversi alleati di aver rifiutato di prendere parte alle operazioni militari contro la Repubblica islamica. “Ho detto: non volete farlo? Noi siamo stati con voi. Siamo il vostro alleato più antico e spendiamo molti soldi per la Nato e per tutte queste cose per proteggervi”, ha aggiunto il presidente americano, riferendosi sempre al Regno Unito.

Idf: “Colpito centro degli 007 nella sede dell’azienda elettrica di Teheran”

Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver colpito un centro di comando dell’intelligence iraniana situato nello stesso complesso della compagnia elettrica nel cuore di Teheran. “Il regime iraniano integra i suoi centri di comando all’interno di infrastrutture civili, secondo una prassi ricorrente che prevede il posizionamento strategico di infrastrutture militari in aree densamente popolate”, ha denunciato l’Idf in una nota.

Trump: “L’uso dell’arma nucleare da parte di Israele? Non lo farebbe mai”

“Israele non lo farebbe. Israele non lo farebbe mai”. Donald Trump ha risposto così a chi gli chiedeva di un possibile uso dell’arma nucleare da parte di Israele

Polizia Israele: “Detriti di missili sulla Spianata delle Moschee e sul Santo Sepolcro”

La polizia israeliana comunica sul suo account ufficiale X che durante l’ultimo lancio di missili dall’Iran verso Gerusalemme questo pomeriggio “sono state effettuate diverse intercettazioni nei cieli della città, in seguito sono stati individuati detriti di intercettori, alcuni molto grandi, in vari punti della Città Vecchia, tra cui la Spianata delle Moschee, il complesso della Chiesa del Santo Sepolcro e l’area del Quartiere Ebraico di Gerusalemme”.
Frammenti di intercettori sono stati trovati anche in diversi punti del centro città e di Gerusalemme Est. “Il nemico non distingue tra religioni, sinagoghe, moschee o chiese”, scrive la polizia pubblicando anche le immagini. “La decisione della polizia di Israele di far rispettare le direttive del Comando del Fronte Interno dell’Idf e di chiudere i luoghi sacri all’ingresso di fedeli e visitatori si basa su una valutazione della situazione il cui obiettivo principale è uno solo: salvare vite umane”

Trump: “Rubio annuncerà lista di Paesi che aiuteranno sullo stretto di Hormuz”

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio annuncerà a breve i Paesi che faranno parte della coalizione a guida americana per garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un evento alla Casa Bianca

Trump: “Nel bisogno gli alleati non ci sono, lo dico da anni”

“Non abbiamo bisogno di nessuno. Siamo la nazione più forte del mondo”. Lo ha detto Donald Trump definendo la questione della sicurezza dello stretto di Hormuz un “test” per gli alleati. “E’ da anni che dico che se mai dovessimo aver bisogno di loro, non ci saranno”, ha aggiunto il presidente alla Casa Bianca

Trump: “Alcuni vogliono negoziare ma non sappiamo chi siano”

Il presidente Usa, Donald Trump, ha ribadito in conferenza stampa che Teheran vuole negoziare ma che non è chiara quale sia al momento la leadership. “Non sappiamo chi sia chi verrà dopo, abbiamo persone che vogliono negoziare ma non abbiamo idea di chi siano”, ha aggiunto Trump

Trump: “Non sappiamo se Mojtaba è morto o no, nessuno lo ha visto”

“Non sappiamo se Mojtaba Khamenei è morto o no. Nessuno lo ha visto. C’è chi dice che perso la gambe o che è morto”. Lo ha detto Donald Trump

Kallas: “Non c’è interesse a cambiare il mandato della missione Aspides”

“Attualmente non c’è interesse per cambiare il mandato della Missione Aspides”. Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante per la Politica Estera e la sicurezza, Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri

Trump: “Diversi Paesi vogliono aiutare, alcuni già verso Hormuz”

Donald Trump ha detto che “diversi” leader hanno offerto il loro aiuto per lo stretto di Hormuz, “Mi piacerebbe dire i loro nomi, ma francamente non so se lo vogliano, perché temono di essere presi di mira”, ha aggiunto. “Alcuni si stanno già dirigendo lì”, ha sottolineato. “Sono molti entusiasti”

Kallas: “Questa non è la guerra dell’Europa, l’obiettivo è la distensione”

“Questa non è la guerra dell’Europa, il nostro focus è la distensione. L’Europa non ha interesse a una guerra prolungata”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del consiglio affari esteri. “Non è la guerra dell’Europa, ma gli interessi dell’Europa sono a rischio, al consiglio c’è stata una discussione su come proteggere le navi: abbiamo la missione Aspides ma non c’è appetito tra i 27 a inviare le navi sopra la linea di Muscat, nessuno vuole entrare attivamente in questa guerra”, ha aggiunto Kallas precisando che la discussione con il ministro degli esteri indiano ha toccato gli aspetti della linea negoziale

Trump: “Credo che la Francia aiuterà con lo Stretto di Hormuz”

Il presidente Usa, Donald Trump, si è detto convinto che la Francia aiuterà a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz. In conferenza stampa, Trump ha spiegato di averne parlato ieri con l’omologo francese, Emmanuel Macron

L’emiratina Adnoc sospende il carico di petrolio a Fujairah

Il colosso energetico statale degli Emirati Arabi Uniti Adnoc ha interrotto il carico di petrolio nei serbatoi di stoccaggio del suo impianto di Fujairah a seguito dei ripetuti attacchi all’impianto energetico. “Il carico di petrolio di adnoc a Fujairah è sospeso”, ha dichiarato la fonte. Fujairah ospita un importante porto già colpito da attacchi iraniani contro i serbatoi di stoccaggio del petrolio. Il porto ospita anche un importante terminal per l’esportazione di petrolio, situato proprio all’imboccatura dello Stretto di Hormuz

Ft: “Da Parigi nessuna nave a Trump, Macron punta a una missione post-guerra”

La Francia ha respinto la richiesta di Donald Trump di inviare aiuti militari per contribuire all’apertura dello Stretto di Hormuz. Secondo una fonte ben informata, infatti, Parigi dispiegherà navi solo una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti, Iran e i Paesi confinanti. Lo riporta il Financial Times. La stessa fonte ha aggiunto che la Francia sta invece discutendo con altri Paesi, tra cui Stati europei e del Golfo, la creazione di una forza di pattugliamento congiunta una volta terminati i combattimenti

Trump: “Chi dipende da Hormuz aiuti, alcuni Paesi non sono entusiasti”

“Incoraggiamo i paesi le cui economie dipendono dallo Stretto di Hormuz ad aiutarci. Alcuni paesi non sono entusiasti di aiutarci. E il livello di entusiasmo per me è importante”. Lo ha detto Donald Trump.

(reuters)

Trump: “Basta una parola e distruggo gli oleodotti dell’isola di Kharg”

“Una sola semplice parola” e la rete di oleodotti sull’isola di Kharg, strategica per l’export dell’Iran, sarà “distrutta”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Il cancelliere tedesco Merz: “Non invieremo navi nello Stretto di Hormuz”

“Fino a quando durerà la guerra, non parteciperemo inviando delle navi militari nello Stretto di Hormuz. Fino ad oggi non è chiaro come un’operazione del genere potrebbe funzionare”. Lo ha confermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, in conferenza stampa insieme al premier olandese Rob Jetten.

Trump: “La campagna contro l’Iran continua, regime distrutto”

“La campagna contro l’Iran continua in piena forza”. Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca, ribadendo che il regime di Teheran è stato “distrutto”.

I Guardiani della rivoluzione minacciano le aziende Usa nel Golfo: “I dipendenti lascino ora i siti”

I Guardiani della rivoluzione in Iran minacciando di colpire “presto” le compagnie Usa basate nella regione e sollecitano i dipendenti di tali aziende ad abbandonare “immediatamente” i siti, si legge sull’agenzia Sepah, sito di notizie associato al corpo. Nei giorni scorsi l’agenzia Tasnim aveva pubblicato un elenco dei possibili bersagli di Teheran, fra cui gli uffici di Amazon, Google, Microsoft e Nvidia nei Paesi del Golfo.

Tajani: “Le missioni Atalanta e Aspides restano con il loro mandato”

“Le missioni Atalanta e Aspides restano con il mandato che hanno. L’auspicio è che si possa rafforzarle”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine del Consiglio Affari esteri a Bruxelles.

Israele non esclude l’invio di navi come scorta a Hormuz

“Non escludo nulla”. Così l’ambasciatore israeliano presso l’Onu, Danny Danon, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se lo Stato ebraico invierà navi militari per scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. “Credo che il presidente Trump stia agendo con grande fermezza e chiarezza morale, e Israele farà tutto il necessario per sostenere gli sforzi degli Stati Uniti”, ha sottolineato, affermando che “la chiusura dello Stretto di Hormuz non è un problema per gli Stati Uniti o per Israele, è un problema per il mondo intero”.
“Non escludo nulla, ho detto che comprendiamo la necessità di sostenere lo sforzo degli Stati Uniti. Dovrebbe essere uno sforzo globale”, ha poi ribadito, assicurando che Israele “sosterrà lo sforzo degli Stati Uniti e collaborerà con gli Stati Uniti”.

Trump minaccia un nuovo attacco a Kharg: “Potrei distruggerla”

Donald Trump minaccia di colpire nuovamente l’isola di Kharg. In un’intervista di tre minuti a Pbs, il presidente degli Stati Uniti ha riferito di “averglielo detto apertamente: la distruggerò completamente”. Trump ha quindi spiegato che il precedente attacco all’isola ha distrutto tutti gli obiettivi militari. “E’ morta dal punto di vista militare”, ha riferito, mettendo in evidenza che gli Stati Uniti non si sono nemmeno avvicinati alle infrastrutture militari.

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi: “I Paesi vicini starebbero incoraggiando massacri, chiariscano subito”

“Centinaia di civili iraniani sono stati uccisi nei bombardamenti israelo-statunitensi, inclusi oltre 200 bambini. Secondo alcune fonti, alcuni Stati confinanti che ospitano forze americane e consentono attacchi contro l’Iran starebbero attivamente incoraggiando questo massacro. È necessario che chiariscano al più presto le loro posizioni”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando apparentemente la notizia del New York Times, secondo cui il principe ereditario saudita, Mohammed Bin Salman, avrebbe esortato gli Stati Uniti a continuare gli attacchi contro l’Iran per “tagliare la testa al serpente”.

Libano: 886 morti e 2.141 feriti dal 2 marzo

Gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato la morte dal 2 marzo ad oggi di 886 persone. Ad annunciarlo è stato il ministero della Salute libanese, precisando che tra loro ci sono 67 donne, 111 bambini e 38 operatori sanitari. Altre 2.141 persone sono rimaste ferite.

Teheran: “Non capitoliamo davanti al bullismo americano”

“Il motivo per cui le autorità americane continuano a diffamare gli iraniani e a definirli ‘una nazione del terrore e dell’odio’ è che gli iraniani non capitolano davanti al bullismo e resistono alla brutale aggressione contro la loro amata patria”. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghei, in un post su X.

Gerusalemme, caduti frammenti di missili vicino alla Knesset e alla Chiesa del Santo Sepolcro

Frammenti di missili balistici iraniani intercettati sono caduti a Gerusalemme vicino alla Biblioteca nazionale, non distante dalla Knesset, e alla Chiesa del Santo Sepolcro, nella Città Vecchia. Lo ha riferito il Times of Israel, citando la polizia israeliana ed i servizi di emergenza, secondo cui un grande frammento ha inoltre colpito un’abitazione a Gerusalemme Est, causando danni materiali.

La Turchia condanna le operazioni terrestri di Israele in Libano

La Turchia ha condannato le operazioni militari terrestri delle forze armate israeliane contro Hezbollah in Libano. “Condanniamo fermamente l’operazione di terra israeliana contro il Libano, che aggrava ulteriormente l’instabilità nella regione. L’attuazione da parte del governo (di Benjamin) Netanyahu di politiche genocide e di punizione collettiva, questa volta in Libano, porterà a una nuova catastrofe umanitaria nella regione”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri turco, secondo cui le operazioni “violano la sovranità e l’integrità territoriale del Libano”.

Grande frammento di missile cade vicino all’ufficio di Netanyahu a Gerusalemme

Nell’ultimo attacco lanciato dall’Iran, una grossa scheggia di missile è caduta vicino all’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, le foto sono state diffuse dai soccorritori. I vigili del fuoco hanno anche pubblicato l’immagine di un enorme frammento di missile lanciato dall’Iran e caduto su un’abitazione a Gerusalemme. Colpita anche la sede di una grande scuola ebraica. I soccorritori riferiscono che nell’area della Città Santa un uomo di 42 anni è stato ferito da schegge incandescenti e ha riportato ustioni.

Wsj: “Dai droni alle truppe, tutte rischiose le opzioni di Trump per Hormuz”

Tutte le opzioni a disposizione di Donald Trump per mettere al sicuro lo Stretto di Hormuz comportano rischi. L’accompagnare le petroliere attraverso lo Stretto – riporta il Wall Street Journal – implicherebbe il dispiegamento di due navi per ogni petroliera così da avere le difese aeree necessarie. Un’altra opzione prevede il pattugliamento dei cieli da parte di decine di droni Reaper MQ-9. L’alternativa più costosa e rischiosa sarebbe quella di prendere il controllo dello Stretto, ma l’operazione richiederebbe migliaia di soldati e l’impegno a mantenerli nell’area per mesi. “Mantenere il controllo dell’area richiederebbe un’invasione”, hanno spiegato alcuni analisti militari. Il Wall Street Journal osserva inoltre come Trump e il Pentagono dipingono da giorni la guerra in Iran come un successo anche se stanno “implorando altri paesi a unirsi” agli Stati Uniti “per risolvere la crisi energetica nello Stretto di Hormuz” .

Trump: “L’Iran non è pronto a un accordo”

Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato – in un’intervista a Pbs – che “l’Iran non è pronto a un accordo”. Ha confermato tuttavia che “la guerra finirà presto” e che “i prezzi del petrolio crolleranno immediatamente non appena sarà finita”.

Anche Spagna esclude missione militare nello Stretto di Hormuz

La Spagna non parteciperà a nessuna missione militare nello Stretto di Hormuz in quanto considera “illegale” la guerra di Usa e Israele all’Iran. Lo ha detto la ministra della Difesa di Madrid, Margarira Robles, che ha così respinto la richiesta del presidente Usa, Donald Trump, di sostegno militare per mettere in sicurezza lo Stretto.

Khamenei nomina ex comandante dei Pasdaran come suo consigliere militare

La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha nominato come suo nuovo consigliere militare l’ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran, Mohsen Rezaei. Lo rende noto Sabereen News. Rezaei è membro del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano ed ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

Starmer: “Riapertura di Hormuz non sarà legata alla missione Nato”

Il Regno Unito sta collaborando con gli alleati a un piano fattibile per riaprire lo Stretto di Hormuz, ma non si tratterà di una missione della Nato. È quanto ha affermato il premier britannico, Keir Starmer. “Voglio essere chiaro: non sarà, né è mai stato previsto che sia, una missione della Nato”, ha dichiarato Starmer.

Sirene risuonano nel sud di Israele e a Gerusalemme

Sirene sono risuonate nel sud di Israele, tra cui Ashdod, a Gerusalemme e in Cisgiordania alla luce del lancio di missili balistici dall’Iran. Un boato è stato udito nei cieli sopra Gerusalemme dopo che missili sono stati intercettati, hanno riferito giornalisti dell’Afp. A Beit Shemesh, nel centro di Israele vicino Gerusalemme, sono stati registrati diversi siti di impatto. I soccorritori hanno segnalato che non ci sono stati feriti nell’ultimo lancio di missili dalla Repubblica islamica contro lo Stato ebraico, il quinto da mezzanotte.

Casa Bianca: “Hormuz? Trump ne sta parlando con i leader europei”

“Il presidente sta parlando con i nostri alleati in Europa e anche con molti dei nostri partner nel Golfo e nel mondo arabo per incoraggiarli a fare di più per aprire lo Stretto di Hormuz. In particolare i nostri alleati della Nato devono fare di più”. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un’intervista a Fox News. “Il presidente Trump è stato molto schietto con i nostri amici della Nato per molto tempo – ha aggiunto – ora li sta esortando a fare la cosa giusta”.

Bessent: “Eventuale rinvio del viaggio di Trump in Cina non è legato a Hormuz”

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha respinto l’ipotesi che il viaggio del presidente Donald Trump in Cina possa essere rinviato a causa di divergenze sullo Stretto di Hormuz. In un’intervista a Cnbc, Bessent ha spiegato che un eventuale rinvio sarebbe dovuto a motivi “logistici” e per la riluttanza di Trump a recarsi fuori dagli Stati Uniti durante la guerra con l’Iran. “Se l’incontro, per qualche motivo, dovesse essere riprogrammato, ciò avverrebbe per motivi logistici: il presidente vuole rimanere a Washington per coordinare lo sforzo bellico, e viaggiare all’estero in un momento come questo potrebbe non essere ottimale”, ha dichiarato. “Quella di rimanere alla Casa Bianca, o negli Stati Uniti, sarebbe una decisione presa dal presidente in qualità di comandante in capo, mentre è in corso questa guerra”, ha aggiunto.

Forti esplosioni a Doha

Forti esplosioni sono state udite a Doha intorno alle 15:30 ora locale (le 13:30 in Italia). Lo riferisce Doha News. I residenti in Qatar avevano ricevuto poco prima un avviso di emergenza che li esortava a rimanere in casa.

Papa: telefonata con Abu Mazen, preoccupazione per conflitto

Stamani Papa Leone XIV ha ricevuto una telefonata da Abu Mazen, presidente dello Stato di Palestina, “sui preoccupanti sviluppi del conflitto in Medio Oriente e delle condizioni di vita del popolo palestinese”.

Israele: governo valuta di annullare accordo su gas con Libano

Il governo israeliano sta valutando la possibilità di annullare l’accordo siglato nel 2022 con il Libano sulla delimitazione dei confini marittimi, che aveva risolto una disputa territoriale in un’area ricca di gas del Mar Mediterraneo. In un’intervista alla radio dell’esercito israeliano, il ministro dell’Energia israeliano, Eli Cohen, ha definito l’accordo una “resa”. “E’ un accordo orribile e illegittimo, quindi dal mio punto di vista dobbiamo agire e annullare questo accordo sul gas – ha aggiunto – la questione è stata sollevata in seno al governo e certamente la stiamo prendendo in considerazione, e dobbiamo agire. Non avrebbe mai dovuto essere firmato”.

Idf: “Distrutto centro satellitare a Teheran”

L’esercito israeliano ha annunciato di avere distrutto un centro spaziale iraniano nel cuore di Teheran. Il sito, si legge in un post dell’Idf, “era utilizzato per sviluppare capacità di attacco ai satelliti nello spazio” e rappresentava “una minaccia per i satelliti del governo israeliano, nonchè per le risorse spaziali di altri paesi in tutto il mondo”. Nel centro si sviluppavano programmi militari “tra cui quello del satellite Chamran 1” che era stato costruito “dalle industrie elettroniche del ministero della Difesa iraniano e lanciato nello spazio dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie nel settembre del 2024”, riferisce ancora la nota.

Grecia: “Non parteciperemo a operazioni militari a Hormuz”

La Grecia non intraprenderà alcuna operazione militare nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il portavoce del governo greco Pavlos Marinakis, come riporta l’agenzia Reuters.

Teheran avverte Romania, non permetta a Usa di usare sue basi

L’Iran ha avvertito la Romania che reagirà politicamente e legalmente se il Paese dovesse permettere agli Stati Uniti di utilizzare basi sul suo territorio per operazioni contro l’Iran. “Se la Romania mettesse a disposizione degli Stati Uniti le sue basi, ciò equivarrebbe a partecipare a un’aggressione militare contro l’Iran”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, durante una conferenza stampa. Ha poi aggiunto che una simile mossa sarebbe inaccettabile secondo il diritto internazionale e comporterebbe una responsabilità internazionale per la Romania. Lo riporta Iran International.

Petroliera non iraniana attraversa Stretto di Hormuz

Una petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz con il suo sistema di transponder automatico (Ais) attivato. Lo riporta lunedì MarineTraffic. La piattaforma online che monitora il traffico marittimo globale in tempo reale ha riferito che “la petroliera Aframax ‘Karachi’, che trasportava greggio da Abu Dhabi, è diventata il primo carico non iraniano ad attraversare lo strategico stretto trasmettendo il suo segnale AIS” .Questo, secondo MarineTraffic, “suggerisce che alcune spedizioni selezionate potrebbero beneficiare di un passaggio sicuro negoziato”.

Araghchi: “Hormuz chiuso solo a nemici”

Lo stretto di Hormuz è aperto, ma non ai nemici. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “A nostro avviso, lo stretto di Hormuz è aperto ed è chiuso solo ai nemici”, ha detto a quanto riportano i media iraniani.

Tajani: “Su Hormuz deve prevalere la linea diplomatica”

“Per quanto riguarda Hormuz credo che debba prevalere la linea della diplomazia, si debba fare uno sforzo diplomatico aggiuntivo per garantire la libertà di navigazione a Hormuz che interessa non soltanto il paese occidentale, ma interessa tutto il mondo, la Cina compresa”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Esteri. E sull’allargamento della missione Aspider il ministro ha risposto “io credo che debbano essere rinforzate le missioni all’interno del Mar Rosso, cambiare la missione mi pare complicato perché è una missione difensiva, quindi dovrebbe essere stravolta, ma noi riteniamo che in questo momento sia giusto rimanere nel Mar Rosso”.

Tajani: “Favorevoli a rafforzare Aspides ma cambiare il mandato è complesso”

L’Italia è “favorevole” al rafforzamento della missione europea Aspides che opera nel Mar Rosso ma giudica “complesso” cambiare il mandato, per includere l’intervento nello stretto di Hormuz. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles. “Continueremo a lavorare in quella direzione, siamo disposti anche a rinforzare la missione Aspides e la missione Atalanta. Però non mi pare che siano missioni che si possono allargare allo stretto di Hormuz, anche perché sono missioni che hanno il compito uno di anti-periateria e l’altra difensivo”.

Beirut: “Quattro uccisi tra cui due bimbi in raid di Israele nel sud”

E’ di 4 uccisi tra cui due bambini il bilancio di un raid aereo di Israele nel sud del Libano, secondo quanto riferisce il ministero della sanità libanese citato dall’agenzia governativa Nna. Le fonti precisano che il bombardamento di Israele è avvenuto a Qantara, località nel settore centrale del fronte di guerra con Hezbollah.

Cipro: “Crisi in Medio Oriente è un conflitto mondiale, Ue si attivi”

“Dobbiamo abbandonare l’illusione che” la crisi in Medio Oriente “sia un conflitto regionale. È un conflitto globale che sta influenzando la nostra Europa in termini di energia, rotte marittime e sicurezza della navigazione.” Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cipriota Constantinos Kombos al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri. “Vorrei ricordarvi due delle principali priorità della presidenza cipriota: l’attenzione rivolta al Medio Oriente e al Golfo, e la sicurezza marittima. Non avevamo la sfera di cristallo, ma purtroppo queste priorità sono diventate una necessità impellente. Come Unione europea, dobbiamo essere più presenti e più attivi in relazione a questo conflitto. Dobbiamo inoltre estendere la nostra forte solidarietà al Gcc (Consiglio di cooperazione del Golfo) e al Libano per quanto riguarda gli impegni assunti e le questioni in sospeso relative al commercio o ai visti, è giunto il momento di procedere con passo deciso nell’attuazione di queste misure”, ha aggiunto. I In merito al rafforzamento della missione Aspides, il ministro ha sottolineato la necessità di “trovare una soluzione pratica, sempre nel contesto del realismo e del fatto che c’è un conflitto in corso. Quindi, qualunque cosa decidiamo di fare, dobbiamo assicurarci che abbia un effetto positivo e reale”.

Cremlino: “Khamenei a Mosca per cure? No comment”

Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha rifiutato di commentare le indiscrezioni del quotidiano kuwaitiano Al-Jarida secondo cui la nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, sarebbe stato portato a Mosca per cure mediche. “Non commentiamo tali notizie”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, citato dall’agenzia russa Tass. Il quotidiano aveva sostenuto che Mojtaba Khamenei fosse già stato sottoposto a un intervento chirurgico in una clinica privata. Le autorità iraniane in precedenza avevano confermato che la nuova Guida suprema era rimasta ferita, ma avevano assicurato che le sue condizioni erano buone e che era al sicuro.

Starmer: “Un piano collettivo sostenibile per ristabilire la libertà di navigazione a Hormuz”

Il Regno Unito lavora con gli alleati a “un piano collettivo sostenibile” per ristabilire la libertà di navigazione per le navi nello stretto di Hormuz. Lo ha detto Keir Starmer oggi in una conferenza stampa oggi a Londra. “Stiamo lavorando con tutti i nostri alleati, compresi i nostri partner, per portare avanti insieme un piano collettivo sostenibile per restaurare la libertà di navigazione nella regione al più presto possibile e allegerire l’impatto economico”, ha detto il premier britannico che ha sottolineato che “abbiamo già agito con altri Paesi rilasciando le riserve petrolifere di emergenza ad un livello che è completamente senza precedenti, ma in ultima analisi dobbiamo riaprire lo stretto di Hormuz per assicurare la stabilità del mercato”.

Starmer: “Londra proteggerà i suoi interessi ma non entra in un vasto conflitto”

“Vogliamo vedere questa guerra finire al più presto possibile”. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer aggiornando il Paese sulla situazione in Medio Oriente innescata dall’attacco di Usa e Israele all’Iran. Starmer ha insistito che il Regno intende muoversi “difendendo gli interessi nazionali” e “proteggendo gli alleati”, ma “non entrerà in una guerra a vasto raggio”. Ha poi riconosciuto agli Usa di aver fortemente indebolito l’apparato militare “dello spaventoso regime” iraniano, sottolineando la necessità ora di garantire per il futuro che Teheran non porti avanti progetti militari e non “continui a minacciare” i vicini.

Filmato di Hezbollah mostra un tank israeliano sotto attacco in Libano

Un filmato pubblicato poco fa da Hezbollah mostra un combattente libanese sparare un razzo anti-carro contro un Merkava, il temibile tank israeliano, nel sud del Libano, nei pressi della località frontaliera di Markaba secondo la didascalia del video diffuso dal Partito di Dio stamani tramite i social e i media libanesi. “Difendiamo il Libano e il suo popolo”, recita il logo al termine del breve filmato.

Madrid: “Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna”

“Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna. Abbiamo centinaia di migliaia di sfollati, una violazione sistematica della sovranità e del diritto umanitario, il rischio di un’invasione di terra, attacchi ad auna forza di pace dell’Onu”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a margine del Consiglio Affari Esteri. “L’Europa deve dare un segnale”; ha sottolineato Albares, spiegando al tempo stesso che “serve coerenza. In Ucraina e Medio Oriente dobbiamo difendere gli stessi valori, quando si tratta dei civili ucraini o dei civili libanesi. L’Europa deve essere un baluardo” del diritto.

Croce rossa: “In Libano 900mila sfollati, moltissimi ancora per strada”

Sono circa 900mila gli sfollati in Libano e molti di loro sono ancora nelle strade a due settimane dallo scoppio delle nuove tensioni con Israele. Lo riferisce la Croce rossa libanese in un comunicato citato dai media di Beirut.

Berlino: “La Nato non è responsabile per lo Stretto di Hormuz”

“Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz. Se così fosse, gli organi della Nato se ne occuperebbero”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all’arrivo al Consiglio Ue Esteri, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un ruolo dell’Alleanza dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha avvertito di un “futuro molto negativo” per la Nato se non contribuirà alle operazioni legate alla guerra con l’Iran.

Idf: “Nuova ondata attacchi a Teheran, Shiraz e Tabriz”

Le forze israeliane hanno annunciato di avere dato il via “a una vasta ondata di attacchi” in Iran. Obbiettivi, si legge in una nota, “le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran, Shiraz e Tabriz”.

Berlino: “Nel Golfo aspettiamo indicazioni Usa per soluzione diplomatica”

“Vediamo le ripercussioni sul mercato energetico europeo e tedesco, lavoriamo ad una soluzione diplomatica nella regione, con i Paesi della regione, quando Usa e Israele avranno soddisfatto il loro obiettivi militari ma non siamo ancora a quel punto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul.

Media iraniani: “Un’altra scuola attaccata da Usa-Israele”

Le forze americane e israeliane hanno attaccato un’altra scuola in Iran. Lo riferiscono i media statali. Nel mirino un istituto di Khomeyn, nella provincia centrale di Markazi. Nei primi giorni della guerra, le forze alleate hanno bombardato una scuola di Minab: oltre 170 i bambini morti.

Teheran: “Strutture di supporto a portaerei Usa sono obiettivi legittimi”

L’Iran ha affermato che le strutture logistiche e di servizio a supporto della portaerei statunitense USS Gerald R. Ford nel Mar Rosso sono obiettivi delle sue forze armate. Un portavoce del comando centrale iraniano Khatam al-Anbiya ha affermato che il dispiegamento della portaerei nel Mar Rosso è considerato una minaccia contro l’Iran. Ha aggiunto che i centri logistici e di servizio che forniscono supporto al gruppo navale nel Mar Rosso “sono obiettivi delle forze armate iraniane”. Lo riporta Iran International.

New York Times: “Bin Salman ha esortato Trump a colpire duramente l’Iran”

Il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman è in contatto regolare con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e lo esorta a continuare ad attaccare duramente l’Iran: lo riporta il New York Times. Secondo il Nyt, che cita diversi funzionari anonimi, Bin Salman avrebbe trasmesso un consiglio precedentemente dato dal defunto re Abdullah dell’Arabia Saudita: “tagliare la testa al serpente”.

Esplosioni a Teheran

Una nuova ondata di forti esplosioni è stata udita a Teheran.

Araghchi: “Fermi in difesa della nostra sovranità”

L’Iran non intende arrendersi. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. “La Repubblica Islamica dell’Iran rimane ferma e risoluta nella difesa della propria sovranità e integrità territoriale, con piena fiducia in Allah Onnipotente”, ha scritto su X. Nel post, Araghchi ha anche ringraziato “il Pakistan per la forte dimostrazione di solidarietà e sostegno al popolo e al governo della Repubblica islamica dell’Iran di fronte all’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista”

Cipro: “Situazione tornata alla normalità, Consigli Ue di aprile confermati”

“Permettetemi innanzitutto di dire che a Cipro la situazione è tornata alla normalità: tutte le attività, comprese quelle con l’UE, sono riprese e tutti i Consigli informali che si sarebbero dovuti tenere a Cipro tra aprile e giugno si svolgeranno regolarmente. Cipro è e rimane un luogo sicuro e protetto e sarà sempre parte della soluzione in qualsiasi crisi che coinvolga l’area o l’Ue”. Lo afferma il ministro dell’Energia, Commercio e Industria di Cipro, Michael Damianos, della presidenza di turno Ue, al suo arrivo al Consiglio Ue Energia a Bruxelles.

Abu Dhabi: “Attacco con drone a infrastrutture petrolifere”

Un attacco con drone contro infrastrutture petrolifere sulla costa orientale degli Emirati Arabi Uniti ha provocato un incendio. Lo hanno riferito le autorità del Paese del Golfo, aggiungendo che “un vasto incendio è scoppiato nella zona industriale petrolifera di Fujairah a seguito dell’attacco di un drone, ma non si segnalano feriti, mentre proseguono gli sforzi per domare le fiamme”. Il sito colpito si trova sulla costa degli Emirati Arabi Uniti, nel Golfo dell’Oman, oltre lo Stretto di Hormuz, di fatto chiuso dall’Iran.

Idf: “Distrutto aereo usato da Ali Khamenei nell’attacco all’aeroporto di Teheran”

Durante la notte l’aeronautica israeliana ha colpito e distrutto l’aereo dell’ex Guida suprema iraniana Ali Khamenei all’aeroporto di Mehrabad a Teheran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che l’aereo era stato utilizzato da Khamenei e da altri alti funzionari iraniani “per promuovere gli appalti militari e gestire le relazioni con i paesi dell’Asse attraverso voli nazionali e internazionali”. L’esercito ha aggiunto che la distruzione di questa “risorsa strategica” rappresenta un duro colpo per le “capacità di coordinamento” dell’Iran con i gruppi per procura, per il suo “rafforzamento della potenza militare e per le capacità di riabilitazione del regime”. Lo riporta il Times of Israel.

Colpito porto Fujairah negli Emirati, media: “Sospeso carico petrolio”

Le autorità emiratine hanno confermato che il porto di Fujairah è stato colpito in un attacco iraniano. Un incendio è divampato e secondo diversi media sono state temporaneamente sospese le attività di carico del petrolio. “Un grande incendio è scoppiato nella zona delle industrie petrolifere di Fujairah a causa di un drone, non si segnalano feriti”, si legge in una nota ufficiale. Il sito si trova nel tratto del Golfo di Oman degli Emirati Arabi Uniti, oltre lo Stretto di Hormuz.

Idf: “Nuovo attacco missilistico su Israele”

L’Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico su Israele. Lo ha annunciato l’Idf.

Esercito iraniano: “Ford in Mar Rosso è minaccia. Colpiremo”

L’Iran ha minacciato di colpire i centri che forniscono supporto logistico alla portaerei americana Gerald Ford di stanza nel Mar Rosso. “La presenza della portaerei statunitense USS Gerald R. Ford nel Mar Rosso è considerata una minaccia per l’Iran”, ha detto il portavoce del comando unificato, a quanto riporta l’agenzia Fars. “Pertanto, i centri logistici e di supporto di tale gruppo navale nel Mar Rosso sono considerati obiettivi delle Forze Armate iraniane”, ha avvertito.

Esercito iraniano: “Attacchi a chi collabora con Iran International”

L’esercito iraniano ha ammonito i paesi della regione a non collaborare con il canale televisivo Iran International, con sede a Londra, poichè le infrastrutture utilizzate per supportare l’emittente saranno considerata un obiettivo militare. “Utilizzando le capacità satellitari e l’infrastruttura mediatica di alcuni paesi della regione”, il canale “crea tensioni e fabbrica false narrazioni al fine di servire gli obiettivi dell’America criminale e del regime sionista”, ha dichiarato il centro di comando congiunto di Khatam al-Anbiya in un comunicato. Dunque “i collaboratori di questa rete malvagia saranno “inclusi tra i bersagli della Repubblica Islamica”. Teheran ha messo Iran International sulla lista nera delle “organizzazioni terroristiche” nel 2022 e di recente l’ha accusata di essere affiliata a Israele. Ieri le autorità iraniane hanno annunciato l’arresto di almeno 18 persone accusate di aver inviato immagini e informazioni alla televisione.

Kallas: “Stretto di Hormuz è fuori dall’ area di intervento Nato”

“Siamo stati in contatto con la Nato in precedenza, ma questo è davvero al di fuori dell’area di intervento della Nato. Per questo abbiamo l’operazione Aspides, e ci sono Stati membri disposti a contribuire, sia nella ‘coalizione dei volenterosi’ sia nell’operazione stessa, ma si tratta di un’area al di fuori dei territori della Nato. Non ci sono paesi Nato nello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, all’arrivo al Consiglio Esteri Ue. “Dobbiamo prima discutere cosa gli Stati membri sono disposti a fare nello Stretto di Hormuz. C’è anche la discussione che potrebbe esserci un intervento quando i grandi combattimenti saranno finiti. Ma naturalmente c’è la necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz ora. Quindi ne discuteremo oggi”, ha aggiunto.

Un morto ad Abu Dhabi

Ad Abu Dhabi una persona è morta mentre stava guidando. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, infatti, un missile avrebbe colpito la macchina in movimento.

L’Iran: “A Markazi almeno 5 morti”

Attacchi contro zone residenziali nella provincia iraniana di Markazi hanno causato la morte di cinque persone e il ferimento di altre sette. Lo ha riferito il vice governatore della provincia di Markazi all’agenzia di stampa Mehr. Un attacco missilistico avvenuto intorno alle 4.30 del mattino, ora locale, ha colpito un’area di un villaggio vicino alla città di Arak, uccidendo quattro persone, ma il bilancio delle vittime potrebbe aumentare. Un altro edificio nella città di Mahallat è stato colpito, una persona è morta e sette sono rimaste ferite Nella vicina città di Khomein, la scuola Imam Reza è stata colpita, causando danni alle case circostanti ma senza provocare vittime.

L’Arabia Saudita: “Intercettati tre droni a Riad”

L’Arabia Saudita ha reso noto di aver intercettato questa mattina tre droni sopra la capitale Riad e la regione occidentale del Paese. Il ministero della Difesa saudita ha affermato che non si sono registrati né morti né danni.

Dubai, dopo l’attacco all’aeroporto i voli riprendono gradualmente

Stanno gradualmente riprendendo i voli all’aeroporto di Dubai. Lo ha reso noto il gestore aeroportuale, dopo che un “incidente legato a un drone” ha provocato un incendio in un deposito di carburante nelle vicinanze, mentre l’Iran continua i suoi attacchi nel Golfo. “I voli da e per DXB stanno gradualmente riprendendo verso destinazioni selezionate, dopo la sospensione temporanea attuata come misura precauzionale”, ha dichiarato Dubai Airports in un comunicato stampa.

Nyt: “Divergenze tra Usa e Israele su obiettivi della guerra”

Israele e Stati Uniti sarebbero in disaccordo riguardo gli obiettivi della guerra contro l’Iran e ai bersagli da colpire, tra cui questioni relative al rovesciamento del regime iraniano e agli attacchi contro i depositi di petrolio a Teheran. Secondo il New York Times, sia Trump che il comandante del Comando centrale americano, Brad Cooper, avevano messo in guardia Israele dal colpire gli impianti petroliferi, temendo che ciò avrebbe provocato una rappresaglia iraniana con attacchi ad altri impianti energetici nel Golfo. Israele ha però ignorato l’avvertimento e ha colpito gli impianti una settimana fa, causando vasti incendi e un aumento dei prezzi del petrolio. La Casa Bianca, si legge nell’articolo, si è convinta che Netanyahu “volesse scene drammatiche di Teheran avvolta dal fumo nero della distruzione”.

L’Idf: “Operazione di terra mirata nel Sud del Libano”

Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane ha annunciato ufficialmente l’avvio di un’operazione di terra mirata nel Libano meridionale. “Le forze della novantunesima divisione hanno avviato nei giorni scorsi un’operazione di terra mirata, con l’obiettivo di colpire obiettivi chiave nel Libano meridionale per ampliare la zona di difesa avanzata. Questa operazione rientra nell’ambito degli sforzi volti a stabilire una difesa avanzata, che comprende la distruzione delle infrastrutture terroristiche e l’eliminazione dei terroristi operanti nella zona, al fine di rimuovere le minacce e creare un ulteriore cuscinetto di sicurezza per i residenti del nord”, si legge nella dichiarazione. “L’Idf continuerà a agire con la forza contro Hezbollah, che ha scelto di unirsi alla campagna e di operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano, e non permetteranno che vengano arrecati danni ai cittadini dello Stato di Israele”.

Drone provoca incendio all’aeroporto di Dubai

Incendio all’aeroporto di Dubai. Le fiamme, nello scalo, generate da un drone iraniano che è riuscito a colpire. La compagnia Emirates ha deciso di sospendere i voli.

Dubai, droni ed esplosioni vicino all’aeroporto: le immagini delle fiamme dall’autostrada



Araghchi: “Attacchi a depositi di carburante un ecocidio”

“I bombardamenti israeliani contro i depositi di carburante a Teheran violano il diritto internazionale e costituiscono un ecocidio”. Lo denuncia in un post su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi: “I residenti rischiano danni a lungo termine sulla salute. La contaminazione del suolo e delle acque sotterranee potrebbe avere ripercussioni per generazioni”.

Petrolio, Brent sopra i 104 dollari

Il petrolio continua a correre sui mercati internazionali, con i future sul Wti saliti sopra i 99 dollari al barile (+0,54%) dopo aver toccato in precedenza un massimo di 102,40 dollari, il livello più alto dal luglio 2022. Quelli sul Brent, invece, permangono sopra i 104 dollari al barile (1,39%). A spingere le quotazioni è l’ulteriore deterioramento del quadro geopolitico in Medio Oriente, con il conflitto entrato nella terza settimana e i raid statunitensi contro siti militari a Kharg Island, snodo cruciale per l’export energetico iraniano.

Petrolio, il Giappone annuncia inizio rilascio riserve

Il Giappone ha annunciato oggi l’inizio del rilascio delle riserve strategiche di petrolio, dopo che l’Agenzia Internazionale dell’Energia aveva precedentemente indicato che il rilascio sarebbe iniziato in Asia e Oceania prima delle altre regioni. Il Giappone, che dipende dal Medio Oriente per il 95% delle sue importazioni di petrolio, ha dichiarato oggi in un avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del governo che il livello delle riserve petrolifere del paese “è in fase di riduzione”.

Axios: “Trump al lavoro per coalizione che riapra Hormuz”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta lavorando per formare una coalizione di paesi per riaprire lo Stretto di Hormuz e spera di annunciarlo entro la fine di questa settimana. Lo ha riferito Axios citando quattro fonti.

Idf: “Lanci di missili su Gaza, Negev e Mar Morto, nessuna vittima”

L’Idf ha rilevato lanci missilistici provenienti dall’Iran e una serie di avvisi e allarmi sono stati attivati ;;nell’area di Gaza, nel Negev e nella regione del Mar Morto. Secondo l’Agenzia Militare Israeliana (Mda), non sono pervenute segnalazioni di vittime. Lo scrive Channel 12

Iran: “Attacchi depositi carburante di Israele sono ‘ecocidio’”

Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato lunedì che gli attacchi israeliani contro i depositi di carburante di Teheran costituiscono un “ecocidio” a causa dei rischi a lungo termine per la salute dei residenti. “I bombardamenti israeliani contro i depositi di carburante a Teheran violano il diritto internazionale e costituiscono un ecocidio”, ha scritto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su X. “I residenti rischiano danni a lungo termine alla salute. La contaminazione del suolo e delle falde acquifere potrebbe avere ripercussioni per generazioni”, ha aggiunto

Australia non invierà navi per sicurezza Stretto Hormuz

Il ministro dei Trasporti australiano ha dichiarato che il Paese non invierà una nave della Marina nello Stretto di Hormuz, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri Paesi di inviare navi da guerra per contribuire a proteggere la strategica via navigabile. “Non invieremo una nave nello Stretto di Hormuz. Sappiamo quanto sia importante, ma non è qualcosa che ci è stato chiesto nè a cui stiamo contribuendo”, ha dichiarato il ministro dei Trasporti Catherine King all’emittente nazionale AB

Giappone: “No a Trump per operazioni sicurezza Hormuz”

Il Giappone ha dichiarato di “non prendere in considerazione” operazioni di sicurezza marittima dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri paesi di inviare navi da guerra per aiutare a proteggere lo Stretto di Hormuz. “Nell’attuale situazione con l’Iran, al momento non stiamo prendendo in considerazione l’avvio di un’operazione di sicurezza marittima”, ha dichiarato il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi al parlamento

A Singapore Borse in calo per shock petrolifero e tensioni Usa-Iran

L’indice Straits Times (STI) perde il 3,1% trascinato dal rialzo del greggio in un contesto di forte tensione tra Stati Uniti e Iran. Lo shock petrolifero, con il Brent che ha toccato i 116 dollari al barile per poi stabilizzarsi a 99 dollari, colpisce duramente aviazione e ospitalità. Al contrario, mostrano resilienza i titoli energetici come China Aviation Oil (+11,5%) e Seatrium (+1,7%).
In forte ascesa anche il comparto dell’olio di palma con Bumitama Agri (+10,6%) e Wilmar (+8,9%).
Sul fronte societario, UI Boustead REIT debutta sotto il prezzo di IPO sulla Borsa di Singapore (SGX), scambiando a 80,5 centesimi contro gli 88 iniziali. I mercati restano cauti in attesa delle decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse, temendo nuove pressioni sull’inflazione e sulla crescita globale.

Voli sospesi all’aeroporto di Dubai

I voli sono stati temporaneamente sospesi all’aeroporto internazionale di Dubai per motivi di sicurezza. Lo ha dichiarato l’autorità aeronautica della città, poco dopo che un incidente con un drone ha provocato un incendio nelle vicinanze. “L’Autorità per l’aviazione civile di Dubai annuncia la sospensione temporanea dei voli all’aeroporto internazionale di Dubai come misura precauzionale per garantire la sicurezza di tutti i passeggeri e del personale”, ha pubblicato l’ufficio stampa di Dubai su X.

Trump: “Stiamo parlando con l’Iran ma non è pronto per accordo”

Il presidente Usa Donald Trump ha detto che “stiamo parlando” con l’Iran, ma che non è “pronto” per un accordo che ponga fine alla guerra.

Trump equipara sostegno Usa a Ucraina a quello russo all’Iran

Sulla possibilità che la Russia stia fornendo all’Iran i dati satellitari per individuare e colpire gli scudi antimissile americani e israeliani, il presidente Donald Trump ha risposto di non saper dire “se sia vero o meno”.
Tuttavia, ha osservato in un’intervista al Financial Times, “si potrebbe anche sostenere che, in una certa misura, siamo stati noi ad aiutare l’Ucraina. È difficile dire: ‘Voi state prendendo di mira noi”, quando noi, a nostra volta, abbiamo aiutato l’Ucrainà. Il predecessore di Trump, Joe Biden, aveva fornito all’Ucraina 350 miliardi di dollari in contanti e attrezzature”. Quindi, ha sostenuto il presidente, “è difficile esclamare: ‘Diamine, che cosa state combinando?’, quando noi stessi abbiamo fatto esattamente la stessa cosa”

Trump: “Cuba vuole un accordo, me ne occuperò dopo l’Iran”

Il presidente americano Donald Trump ha affermato che Cuba vuole stringere un accordo con gli Stati Uniti, ma che intende porre fine alla guerra in Iran prima di occuparsi della nazione caraibica.
“Credo che molto presto o stringeremo un accordo, o faremo tutto ciò che dobbiamo fare”, ha detto ai giornalisti domenica, a bordo dell’Air Force One di ritorno dalla Florida. “Stiamo parlando con Cuba, ma ci occuperemo dell’Iran prima di Cuba”,

Attacco missilistico su aeroporto Baghdad, 5 feriti

Un attacco missilistico all’aeroporto internazionale di Baghdad, che ospita una struttura diplomatica statunitense, ha ferito cinque persone domenica. Lo riferiscono le autorità irachene. L’attacco è stato seguito da un nuovo lancio di razzi e droni contro l’aeroporto intorno a mezzanotte, ha detto una fonte della sicurezza all’Afp. Il governo iracheno ha confermato che alle 19:00 (17:00 cet) “cinque razzi hanno preso di mira l’aeroporto internazionale di Baghdad e l’area circostante, ferendo quattro dipendenti dell’aeroporto e personale di sicurezza e un ingegnere”.

Trump accusa l’Iran di disinformazione con l’uso dell’IA

Donald Trump accusa l’Iran di disinformazione basata sull’IA e sui media compiacenti, smentendo le notizie su danni subiti da velivoli e mezzi navali Usa. In un lungo post su Truth, ‘il tycoon ha scritto che “l’Iran è noto da tempo come un maestro di manipolazione mediatica e pubbliche relazioni. Militarmente è debole e inefficace, ma è davvero abile nel ‘nutrire’ i media delle ‘Fake News’ – sempre molto ricettivi – con informazioni false. Ora, l’IA è diventata un’altra arma di disinformazione”. Teheran, è l’accusa, ha fatto circolare immagini e video artefatti, con presunti attacchi a navi e aerei per amplificare le sue capacità.

Drone provoca incendio vicino aeroporto Dubai

Un drone ha causato un incendio vicino all’aeroporto internazionale di Dubai. Lo hanno dichiarato lunedì le autorità cittadine. “Le autorità stanno intervenendo per domare un incendio causato da un incidente legato a un drone nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale di Dubai”, ha scritto l’Ufficio stampa di Dubai su X. “Sono in corso tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza di tutti”, ha aggiunto.

Trump,: “Possiamo colpire le strutture petrolifere di Kharg in 5 minuti”

Gli Stati Uniti sono pronti a sferrare nuovi attacchi contro l’isola di Kharg, il principale snodo iraniano per l’export di petrolio, e potrebbero prendere di mira le relative infrastrutture petrolifere dopo aver “annientato” quelle militari.
“Avete visto che abbiamo colpito l’isola di Kharg: tutto, tranne le condutture”, ha detto Trump in un’intervista al Financial Times, riferendosi al raid aereo che aveva annunciato venerdì. “Possiamo colpirla in cinque minuti. E non c’è assolutamente nulla che possano fare al riguardo”, ha aggiunto.

Israele: “Attacchi su vasta scala contro Teheran”

L’esercito israeliano ha annunciato di aver avviato una nuova ondata di attacchi “su vasta scala” contro Teheran. “Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dato inizio a un’ondata di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran”, ha scritto l’esercito israeliano su Telegram.

Trump: “Ho chiesto a Londra di intervenire, si sono rifiutati”

Donald Trump esprime frustrazione per la risposta della Gran Bretagna alla sua richiesta di mobilitazione in Iran. Il tycoon, che domenica ha parlato col premier Keir Starmer, ha detto che “il Regno Unito potrebbe essere considerato l’alleato numero uno, quello con la storia più lunga e così via: eppure, quando ho chiesto loro di intervenire, si sono rifiutati”. E non appena “abbiamo praticamente annullato la capacità di minaccia dell’Iran, loro hanno detto: ‘Beh, allora invieremo due navi’. E io ho risposto: ‘Abbiamo bisogno di queste navi prima di vincere, non dopo aver vinto’, ha detto Trump in un’intervista al Financial Times.

Guardian: “Londra pensa di inviare droni dragamine a Hormuz”

Il governo britannico sta elaborando piani per inviare droni dragamine nello stretto di Hormuz, mentre a Whitehall si teme che accogliere la richiesta di Donald Trump di inviare navi possa aggravare la crisi. Lo scrive il Guardian.

Trump: “Incontro con Xi potrebbe essere rinviato”

Donald Trump ha dichiarato che il prossimo vertice a Pechino con il suo omologo cinese Xi Jinping potrebbe essere rinviato, poiché il presidente statunitense sta cercando aiuto per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Trump cerca aiuto anche dalla Cina che riceve, ha detto, “il 90% del petrolio che passa” da Hormuz. “Vorremmo saperlo prima (del vertice)”, ha detto Trump in un’intervista pubblicata dal Financial Times, aggiungendo che “potremmo rinviarlo”, senza specificare per quanto tempo.

Trump: “Pechino deve aiutare, 90% del suo petrolio viene da Hormuz”

Donald Trump si aspetta un aiuto dalla Cina per sbloccare lo Stretto di Hormuz, prima di recarsi a Pechino a fine mese per un vertice con l’omologo Xi Jinping. “Credo che anche la Cina dovrebbe dare una mano, dato che riceve il 90% del suo petrolio proprio attraverso lo Stretto”, ha detto il tycoon, secondo cui aspettare fino al vertice “sarebbe troppo tardi”. “Vorremmo una risposta prima di allora. È un periodo di tempo piuttosto lungo”, ha osservato Trump in un’intervista al Financial Times, aggiungendo che il suo viaggio in Cina potrebbe essere posticipato. “Potremmo rimandare”, ha precisato, senza specificare per quanto tempo.

Trump: “Futuro della Nato molto negativo se non aiuta in Iran”

Donald Trump avverte la Nato, minacciando un futuro “molto negativo” se gli alleati degli Stati Uniti non contribuiranno a garantire l’apertura dello Stretto di Hormuz. È il messaggio schietto e diretto del tycoon alle nazioni europee perché si uniscano al suo sforzo bellico in Iran, contenuto in un’intervista rilasciata domenica al Financial Times.

Wsj, compagnie petrolifere Usa a Trump: “Probabile crisi peggiori”

Le compagnie petrolifere americane hanno recapitato un messaggio cupo ai funzionari dell’amministrazione Trump: è probabile che la crisi energetica legata alla guerra in Iran sia destinata a peggiorare. In una serie di riunioni tenutesi mercoledì alla Casa Bianca e in recenti colloqui con i segretari all’Energia Chris Wright e agli Interni Doug Burgum, gli amministratori delegati di Exxon Mobil, Chevron e ConocoPhillips hanno avvertito – ha riferito il Wall Street Journal – che le interruzioni ai flussi energetici in uscita dallo Stretto di Hormuz avrebbero continuato a generare volatilità nei mercati energetici globali.

Macron a Pezeshkian: “Inammissibile Francia sia un bersaglio”

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha detto al suo omologo iraniano, Massoud Pezeshkian, che trova “inammissibile” che la Francia sia “bersaglio” nell’escalation regionale provocata dalla guerra in Iran e gli ha chiesto il rilascio “al più presto” di due francesi detenuti in Iran. “Gli ho ricordato – ha scritto Macron su X dopo la morte di un soldato francese in Iraq – che la Francia interviene in un quadro strettamente difensivo di protezione dei suoi interessi, dei suoi partner regionali e in favore della libertà di navigazione, e che è inammissibile che il nostro paese sia preso a bersaglio”. “Ho anche esortato il presidente iraniano – ha aggiunto Macron – a consentire al più presto a Cécile Kohler e Jacques Paris (francesi detenuti in Iran, ndr.) di rientrare in Francia in tutta sicurezza. Il loro calvario è durato troppo e il loro posto e con i propri cari”.

Macron sente Pezeshkian: “Hormuz deve riaprire al più presto”

Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Masoud Pezeshkian. “L’ho esortato a porre fine immediatamente agli inaccettabili attacchi che l’Iran sta conducendo contro i paesi della regione, sia direttamente che tramite milizie, tra cui Libano e Iraq”, ha scritto Macron su X. Quanto allo Stretto di Hormuz “la libertà di navigazione deve essere ripristinata al più presto”. “L’escalation incontrollata a cui stiamo assistendo sta gettando l’intera regione nel caos, con gravi conseguenze oggi e negli anni a venire. Il popolo iraniano, come quello di tutta la regione, ne sta pagando il prezzo – ha dichiarato ancora Macron – solo un nuovo quadro politico e di sicurezza può garantire pace e sicurezza per tutti. Tale quadro deve garantire che l’Iran non acquisisca mai armi nucleari, affrontando al contempo le minacce poste dal suo programma missilistico balistico e dalle sue attività destabilizzanti a livello regionale e internazionale”.

Nuovo raid Idf su infrastrutture Hezbollah a Beirut

Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver lanciato una serie di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah a Beirut. Lo riportano i media israeliani. In precedenza l’Idf aveva ribadito l’ordine di evacuazione per diversi quartieri nella periferia meridionale della capitale libanese.

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