Le Borse di oggi, 23 marzo. Il petrolio vendita ancora, crollano i listini asiatici. Distribuiti oltre 100

La settimana parte in rosso per le piazze europee, in scia all’andamento dell’Asia, dove il Nikkei giapponese ha lasciato sul terreno il 3,48%. Ancora una volta l’attenzione degli investitori è focalizzata sulla guerra nel Medio Oriente con l’ultimatum lanciato da Donald Trump all’Iran di riaprire lo stretto di Hormuz entro 48 ore e l’immediata risposta di Teheran. Sullo sfondo i timori di una invasione di terra in Libano da parte di Israele.

Il complesso scenario ha immediate ripercussioni sul petrolio che prosegue la sua corsa: i future sul Wti texano e sul Brent europeo volano oltre i 100 dollari già nelle prime ore della mattina. In risalita anche il gas al Ttf di Amsterdam. Pesa l’allarme dell’Agenzia internazionale dell’energia, secondo cui questa guerra potrebbe causare la più grave crisi energetica globale degli ultimi decenni.

A Piazza Affari occhi puntati su Tim (che sale) e Poste (che scende), dopo l’Opas totalitaria lanciata dalla seconda sulla prima. Tra le banche focus su Banco Bpm in attesa della lista di Credit Agricole e su Mpssu cui pesa l’incertezza sulla futura governance dopo la presentazione di una lista che vede tra i candidati anche l’ad uscente Lovaglio. Pesante Diasorin: in apertura il titolo non si scambia, poi entra nelle negoziazioni e cede il 16%. Intanto ecco lo spread Btp-Bund supera la soglia dei 100 punti baseai massimi da maggio 2025.

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