La settimana parte in rosso per le piazze europee, in scia all’andamento dell’Asia, dove il Nikkei giapponese ha lasciato sul terreno il 3,48%. Ancora una volta l’attenzione degli investitori è focalizzata sulla guerra nel Medio Oriente con l’ultimatum lanciato da Donald Trump all’Iran di riaprire lo stretto di Hormuz entro 48 ore e l’immediata risposta di Teheran. Sullo sfondo i timori di una invasione di terra in Libano da parte di Israele.
Il complesso scenario ha immediate ripercussioni sul petrolio che prosegue la sua corsa: i future sul Wti texano e sul Brent europeo volano oltre i 100 dollari già nelle prime ore della mattina. In risalita anche il gas al Ttf di Amsterdam. Pesa l’allarme dell’Agenzia internazionale dell’energia, secondo cui questa guerra potrebbe causare la più grave crisi energetica globale degli ultimi decenni.
A Piazza Affari occhi puntati su Tim (che sale) e Poste (che scende), dopo l’Opas totalitaria lanciata dalla seconda sulla prima. Tra le banche focus su Banco Bpm in attesa della lista di Credit Agricole e su Mpssu cui pesa l’incertezza sulla futura governance dopo la presentazione di una lista che vede tra i candidati anche l’ad uscente Lovaglio. Pesante Diasorin: in apertura il titolo non si scambia, poi entra nelle negoziazioni e cede il 16%. Intanto ecco lo spread Btp-Bund supera la soglia dei 100 punti baseai massimi da maggio 2025.
Milano aumenta le perdite, Ftse Mib -2,52%
Approfondisce le perdite di seduta la Borsa di Milano, con l’indice Ftse Mib attualmente in calo del 2,52% a 41.759,87 punti. In rosso Diasorin dopo i conti 2025 e il downgrade del rating da parte di Mediobanca, giù anche Poste (-8,76%) dopo il lancio dell’Opas da 10,8 miliardi di euro su Tim, che invece guadagna il 3,19%. Negativi anche i titoli St (-4,38%) e Leonardo (-3,8%). Nel deciso calo Mps (-2,39%), dopo che Plt Holding, facente capo alla famiglia Tortora, sabato ha presentato una propria lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Mps, proponendo l’uscente Luigi Lovaglio per il ruolo di ad e l’ex Unicredit Cesare Bisoni come presidente. Secondo gli analisti questa terza lista genera incertezza nel medio periodo.
Lo spread tra Btp e Bund vola a 101 punti
Lo spread tra Btp e Bund vola a 101 punti base sui massimi da maggio 2025. Il rendimento del decennale italiano è sempre sopra il 4%.
L’oro ritraccia del 24% dai massimi
L’oro azzera i rialzi segnati da inizio anno, lasciando sul terreno l’8,4% a 4.254 dollari l’oncia, dopo essere sceso quasi fino a 4.100 dollari. Per il metallo prezioso si tratta del maggior calo settimanale dal 1983, dovuto ai rischi inflattivi legati alla guerra in Medio Oriente scatenata da Usa e Israele e dalle conseguenti attese di rialzi dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Analogo il discorso per l’argento, che lascia sul campo il 10,7% a 63,9 dollari l’oncia.


Secondo Johan Jooste, amministratore delegato del gestore patrimoniale singaporiano Pangea Wealth, che ha parlato con l’agenzia Bloomberg“l’oro oggi ha un problema di liquidità”. A suo dire la corsa a vendere è dovuto alla necessità degli investitori di “fare cassa” e non sono da escludere ulteriori ridimensionamenti se la guerra dovesse continuare. “Non è la prima volta che l’oro scende così tanto di prezzo – commenta un gestore di Ubs – ma non lo ha mai fatto così in fretta”. Un crollo direttamente proporzionale con il balzo segnato dal greggio, giunto ai massimi dal giugno del 2022, che segue di poche settimane il massimo di 5.595 dollari l’oncia, con un calo pari al 24% circa.
Seduta pesantissima per i listini asiatici: -6,5% per Seul
Chiusura in forte calo per i mercati asiatici, penalizzati dai timori di una nuova escalation nel Medio Oriente e dal rialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per la caduta e la crescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi ha lasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione più pesante dell’area. Ma anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e le Borse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen il 3,74%. In rosso anche gli altri principali elenchi della regione, compresi Australia e India.
Lo spread tra Btp e Bund si assesta a 96 punti, rendimento oltre il 4%
Lo spread tra Btp e Bund, dopo essere stato schizzato in avvio a 99 punti, si è stabilizzato a 96 punti base, sempre sui massimi dallo scorso giugno. Si conferma la crescita dei rendimenti con il decennale italiano oltre il 4%, sui massimi da luglio 2024. Il Bund tedesco resta sopra il 3% sui massimi dal 2011. L’Oat francese è al 3,8% mentre il Gilt inglese oltrepassa il 5%.
Birol (Aie) lancia l’allarme, la guerra Iran potrebbe creare più grande crisi globale
La guerra in Medio Oriente potrebbe innescare la più grave crisi energetica globale degli ultimi decenni. È l’allarme arrivato dall’Agenzia internazionale dell’energia (iea), mentre Israele ha dichiarato di aspettarsi “diverse settimane di combattimenti” e ha colpito nuovamente Teheran questa mattina. Intanto, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran, che ha quasi completamente bloccato lo stretto di Hormuz per cui di solito transita il 20% del petrolio mondiale: se Teheran non lo riaprirà entro stasera, gli Stati Uniti “distruggeranno” le centrali elettriche iraniane.
In risposta, Teheran ha minacciato di chiudere completamente lo stretto e di colpire “tutte le infrastrutture energetiche, informatiche e di desalinizzazione dell’acqua di proprietà statunitense”, ha avvertito l’esercito iraniano, secondo l’agenzia di stampa Fars. “Ad oggi, abbiamo perso 11 milioni di barili al giorno, più di quanto abbiamo perso le due principali crisi petrolifere degli anni settanta messe insieme”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell’Aie, Fatih Birol. Lo stretto di Hormuz è praticamente chiuso dall’inizio della guerra, con il transito di merci crollato del 95%, secondo la società di analisi Kpler.
Diasorin fatica ad aprire, poi fa prezzo e cede il 16%
Il titolo di Diasorin entra a -16% nelle contrattazioni alla Borsa di Milano dopo non aver fatto prezzo in avvio di seduta. La multinazionale attiva nel campo della diagnostica, che ha presentato venerdì scorso i suoi risultati relativi al 2025, sconta anche la valutazione al ribasso di Mediobanca, che ha abbassato da Superare UN Neutro la sua raccomandazione nei confronti della società.
Apertura in rosso per l’Europa, Milano -2%
Apertura negativa per tutte le principali Borse europee in scia alle tensioni che restano alte in Medio Oriente con i loro effetti sui mercati energetici. Francoforte cede il 2%, Londra l’1,46%, Parigi l’1,45%. In forte calo Madrid che cede l’1,8%, giù anche Amsterdam (-1,23%) e Zurigo (-1,62%). A Milano il Ftse Mib lascia sul terreno il 2,13% a quota 41.929 punti.
Tiene Tim che vendita del 5,5% in apertura dopo l’Opas totalitaria da parte di Poste (-3,36%). In rialzo poi Banco Bpm (+0,31%) in attesa della lista di Credit Agricole. Mps perde l’1,92% con l’incertezza sulla futura governance dopo la presentazione di una lista che vede tra i candidati anche l’ad uscente Lovaglio.
Tim +vola dopo l’Opas (+5%), Poste Italiane frena a -3,5%
Avvio in forte calo per Poste Italiane a -3,5% dopo l’annuncio ieri sera dell’Opas su Tim che invece segna un rialzo del 5%. Poste Italiane ha lanciato un’offerta pubblica totalitaria di acquisto e scambio da 10,8 miliardi su Tim, di cui ferma il 27%, con l’obiettivo di arrivare al delisting. L’operazione è condizionata al raggiungimento del 66,67% del capitale.


Lo spread tra Btp e Bund schizza in avvio a 99 punti
Lo spread tra Btp e Bund in avvio di settimana schizza a 99 punti base, sui massimi da giugno scorso. Il rendimento del decennale italiano oltrepassa il 4% aggiornandosi ai livelli di luglio 2024. Il Bund tedesco è oltre il 3% confermando i massimi dal 2011
Prezzo petrolio vendita ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari
Il prezzo del petrolio vendita ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.
Oro crolla, in calo da 4 settimane
Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%, estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva. L’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumenta la pressione sulle principali economie affinché sostengano la liquidità, anche attraverso le vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Il conflitto in Irandel resto, continua a non mostrare segnali di allentamento.
Monete asiatiche ai minimi, record per won sudcoreano e rupia indiana
La rupia indiana ha perso 41 centesimi nei confronti del dollaro all’apertura dei mercati, toccando quota 93,94 sulla valuta americana: lo riporta l’agenzia di stampa Ptisecondo cui si tratta di un “minimo record” per la moneta indiana. La flessione avviene mentre la guerra in Medio Oriente sta provocando una crescita dei prezzi del greggio. La Pticitando “operatori del mercato valutario”, afferma che secondo loro “i continui flussi in uscita di capitali esteri e il calore dei mercati azionari nazionali nella sessione mattutina hanno ulteriormente indebolito la valuta locale”.
Nelle prime ore di contrattazione, anche il vinto sudcoreano è sceso al livello più basso degli ultimi 17 anni rispetto al dollaro statunitense, in un contesto di volatilità dei mercati innescata dalla guerra in Iran. La valuta è scesa a 1.510 won per dollaro. L’indice Kospi della Borsa di Seul scende di oltre il 4%.