Ci sono dinastie che si spengono in una fotografia, Quella dei Capi di Kansas Citycinque Super Bowl giocati e tre vinti negli ultimi sei anni, è svanita nell’immagine di Patrizio Mahomes che esce dal campo sorretto dallo staff, una gamba che non risponde, un asciugamano sulla testa come se servisse a spegnere il rumore. Un istante dopo, Gardner Minshew ha lanciato un intercetto e la partita è finita così, senza climax, senza appello, senza playoff. Per la prima volta in nove anni. I Chiefs fuori e Mahomes fuori, dopo una seconda metà di partita con i Los Angeles Chargers senza punti, da 13-3 a 13-16, una stagione chiusa con 22 touchdown e 11 intercetti, nove nelle ultime sette partite.
Ma la caduta non è stata un incidente. I Chiefs si sono consumati. Il logorio è la forma che prende il tempo quando smette di essere indulgente. Kansas City è stata a lungo la promessa mantenuta della NFL, la squadra che aveva rotto la gloria e la noia dei Patrioti con un attacco che sembrava improvvisazione pura e un genio che giocava come se stesse inventando daccapo il suo sport, uno che ha rotto il pregiudizio verso i quarterback neri. Il successo è diventato sistematico, e quando diventa un’abitudine ti costruisce una gabbia dorata nella quale infilarti. Sono arrivate le partite in prima serata, sempre e dovunque; le missioni in Brasile, il Ringraziamento in tv, il Natale in tv. Tutti a guardare i Chiefs, ma un anno dopo l’altro – quando la dinastia sono diventati loro – tutti a tifare contro.
Dodici vittorie sono arrivati un anno fa per un punto. “Forse il dominio è una forma stessa di declino”, ha scritto qualche mese fa il New Yorker ipotizzando che la parabola fosse vicina alla fine. Succede quando si smette di cambiare. Questa è la lezione che viene da Kansas City, rimasta uguale a sé stessa mentre le altre squadre si sono messe a copiare, a copiare e studiare, a studiare e imparare, nello scontro che prima o poi capita in ogni sport fra chi si ferma e chi invece avanza.
La NFL ha amato i Chiefs perché hanno garantito spettacolo. Quando in tribuna è arrivata pura Taylor Swift, l’America ha trovato il cerchio perfetto da chiudere. Ma non c’è pubblico che non si appoggia prima o poi del suo giocattolo sportivo. Ti amano e poi smettono. Senza avvisarti. Così i Chiefs sono usciti di scena circondata da una forma strana di malinconia, quella delle squadre che hanno vinto hanno tanto da diventare un bersaglio, ma forse non abbastanza da restare eterne. La stagione è finita con Mahomes che andava via di schiena, senza vedere l’ultimo lancio. Le epoche raramente assistono alla propria conclusione.